Antonio Onorato & Franco Cerri

Abeat 2016        

Che piacere, francamente, poter parlare di Franco Cerri e di Antonio Onorato; che piacere ascoltarli mentre dialogano, interagiscono, prendono spunti l’uno dall’altro, veleggiano sulle stesse onde jazzistiche, variano le improvvisazioni per affinità elettive, suggeriscono reciproci movimenti cromatici, muovono assieme passioni spontanee per magnifici temi di grandi maestri, e mai secondo quella “autorevole consapevolezza” che pur avrebbero tutto il diritto di esibire essendo loro stessi grandi maestri, e non solo di Blue Notes.

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I filosofi e la musica

T.W.Adorno: quel borghese di Charlie Parker! 

Condivido quasi tutto di Theodor Adorno. Il rigore, la profondità, la trasversalità del metodo che dall’alto al basso, da una disciplina a un’altra, dalla visione globale al dettaglio, dal passato al presente, non lascia nulla di impensato e di intentato in vista di una rivoluzione delle menti e, tramite le menti, della società. La bellezza della scrittura.

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Jacopo Ferrazza

Rebirth

Cam Jazz 2017

Tra movenze jazzistiche, algoritmi rock, distonie contemporanee e cellule neobarocche, la distinzione estetica del nuovo album del contrabbassista muove correnti alternate che paiono distinguere un’intenzione che escluda ogni dogma dal punto di vista stilistico.

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GUIDI/PETRELLA/SCLAVIS/CLEAVER

IDA LUPINO

ECM RECORDS 2016

In questo nuovo album Giovanni Guidi e Gianluca Petrella, talenti italiani riconosciuti come interpreti di pregevole creatività da tanti musicologi, propongono una lettura ermeneutica e determinata delle movenze più originali del jazz contemporaneo, peraltro annunciata dal titolo scelto per la performance in studio.

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Johnny O'Neal Trio

O' Neal is back

Abeat Records 2016

Eccolo finalmente il neo-bop del pianista-vocalist di Detroit, trascinante e lucido nella sua freschezza interpretativa: un album che amiamo sia per la rapida originalità deduttiva che per la valenza umana. Finalmente: a distanza di 20 anni per drammatici problemi di salute, dei quali troviamo traccia nella sobria Forza della Passione della sua voce screziata nelle pastose alchimie da blues singer, con la quale chiosa in chiave innovativa brani tanto incantevoli quanto disincantati, pur mantenendo intatto lo spirito originario.

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Marcotulli/Erskine/Danielsson

Trio M/E/D

Abeat Records 2016

La performance del 2014 al Porto Antico di Genova, dalla quale l’album è tratto, è un Saggio di eloquenza stilistica che sa unire il portamento artistico con la raffinata fluidità dell’esposizione, dote rara e appannaggio di quei musicisti che possiamo considerare Segno del panorama contemporaneo.

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Cinque Principi Etici Per il Musicista Professionale 

Lavorare in un campo competitivo come quello della musica presenta numerose sfide, specialmente in un posto come New York City dove c’è una gran quantità di musicisti. Nella mia esperienza ho imparato che le abilità musicali non sono gli unici fattori ad influenzare gli esiti di questa competizione; la musica è un business sociale, e l’attitudine professionale ed il comportamento di una persona possono fare una grande differenza. 

Read More: cinque principi etici per il musicista professionale, di paolo lattanzi

Mirko Signorile Quartet

Open Your Sky

Parco della Musica 2016

Bei momenti d’immaginazione quelli del pianista pugliese, composizioni originali che rendono appieno il significato della sua musica, indubbiamente affascinante e coinvolgente sia nella forza espressiva che nella modernità dell’interpretazione.

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Wolfgang Muthspiel

Rising Grace

ECM 2016

Di colore senz’altro ambrato e speziato questo nuovo album del chitarrista austriaco, ampio e armonioso nella modernità esecutiva e nell’intenso interplay con musicisti di fine inventiva e ben nota sensibilità interpretativa.

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I filosofi e la musica

Hans Georg Gadamer: l’orizzonte della comprensione 

In “Verità e metodo”, uno dei classici del pensiero contemporaneo, solo in due passi Hans-Georg Gadamer parla della musica. Ne parla di passaggio, come un riferimento incidentale, all’interno di un discorso più generale sull’opera d’arte. Un lettore, anche puntuale,  che sia preso però dalle questioni più ampie e più serie che vengono sollevate da quel libro epocale, non presterà particolare attenzione a questi passi che gli sembreranno sì funzionali ma marginali.

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NICO MORELLI

Unfolkettable Two

Cristal Records, 2016

Certo che la Musa che ha inventato il Jazz di armonie e cromie ne aveva tante in mente… S’è tanto parlato di un Jazz nato vicino alle sponde del Nilo, d’uno sorto fra i Tuareg, d’uno originato sulle sponde atlantiche dell’Africa o nel Mediterraneo Maghrebino oppure in Medio Oriente. A dire il vero, il mistero rimane.

Ecco, invece noi pensiamo che il Jazz sia nato un po’ ovunque, con molti padri ed un’unica madre (la Musa, ovvero la Musica) disponibile ad incontrare i respiri più intensi e misteriosi delle Terre di questa parte dell’Universo che si chiamò Nebulosa, Archeano e Pangea,  lasciando poi a Sud l’immensa massa della Gondwana, ove probabilmente s’è incontrata la moltitudine d’idee del Musical Melting Pot: e in questa macroregione (ma vai a saperlo con certezza…) qualcuno prese a cuore i mélanges delle scale musicali vorticandoli nelle molteplici magie locali.

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