William Tatge + Last Call, Borderlands

WILLIAM TATGE + LAST CALL

Borderlands

Parco della Musica Records 2015

Un quartetto  di istintivi improvvisatori quello di Tatge, il cui orientamento considera le categorie jazzistiche quali mere curiosità intellettuali, volto com’è alla singolarità dell’avventura musicale, alla negazione dello stile quale processo discriminatorio di un percorso nel quale ogni nota si carichi di una eccessiva tensione stilistica.

 

L’accento è posto sull’uso sofisticato dell’armonia e del ritmo di una Forma cameristica nella quale i quattro, abili nell’uso dei diversi registri strumentali e delle risonanze, utilizzano il silenzio ed i toni bruni come elementi strutturali riferiti all’espressività minimalista del Novecentismo, dando valore ad ogni battuta, esaltando ogni istante lirico, sperimentando le circonvoluzioni melodiche in una sorta di Torre d’Avorio delle Blue Notes, concentrata nell’essenzialità di un’esposizione in definitiva semplice, essenziale e densa di poesia, come in “Borderlands”, “Synopsis”, “One Revolution” e “Lux”.

Suona in diversi passi l’inquietudine di Paul Bley, l’imprudente imprevedibilità dei decorativi algidi e dei mordenti fraseggi liberi ideati e sentiti in un interplay denso di emozioni interpolate, come in un Workshop coniugato da Charles Mingus nella visione di un Jazz iniziatico alla Ornette Coleman e Cecil Taylor.

Diafano ed introverso, fluido ed espressionista, ispirato all’estro del momento.

Fabrizio Ciccarelli  

William Tatge piano - Dan Kinzelman sax - Francesco Ponticelli bass - Stefano Tamborrino drums

  1. Borderlands (11:26)
  2. Synopsis (3:39)
  3. Arrival (10:04)
  4. One Revolution (4:30)
  5. Marche triomphale (3:05)
  6. Ergo (6:08)
  7. In Balance (7:09)
  8. Lux (3:42)

 

 

 

 

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