Un'introduzione all'uso delle spazzole, Paolo Lattanzi

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"Un'Introduzione all'uso delle Spazzole" di Paolo Lattanzi 

Le spazzole sono molto di più di un semplice accessorio con cui suonare la batteria, sono un vero e proprio strumento musicale e benché utilizzate in numerosi generi musicali, le spazzole trovano le loro applicazioni più avanzate nel jazz. 

 

Generalmente chi è al di fuori del mondo del jazz associa l’utilizzo delle spazzole alle ballad o al folk, ma chi le conosce meglio sa che sono estremamente versatili e che è possibile utilizzarle in un ampio ventaglio di stili. Possono produrre suoni delicati o aspri, impercettibili o forti, sono uno strumento dinamico e ricco di sfumature.

Nonostante le spazzole siano state (apparentemente) brevettate nel 1913, la tecnica non è mai stata canonizzata. Ad oggi non esistono rudimenti ufficiali e tanto meno un sistema di notazione specifico per le spazzole. Ho studiato con molteplici batteristi, ed ognuno di loro usa le spazzole in modo diverso.

Alcuni utilizzano “patterns” che spesso sono scritti su carta sotto forma di diagrammi con linee, frecce, punti, tratteggi, curve e quant’altro. Altri rimangono il più possibile vicini alla tecnica utilizzata con le bacchette, in modo da minimizzare gli aggiustamenti tecnici. 

Usare le spazzole richiede padronanza di movimenti laterali, circolari, verticali, obliqui... come dicevo, è un vero e proprio strumento a parte! 

Anche se sono convinto che non esista una vera alternativa alle lezioni private, in questo articolo voglio presentare alcuni concetti fondamentali ed esercizi utili per chi è interessato ad esplorare questo strumento. Chissà che questo non stimoli un ulteriore interesse. 

Per quanto ogni batterista approcci le spazzole in modo diverso, gli obiettivi sono spesso gli stessi. Ci sono dei suoni caratteristici che sono alla base del linguaggio di questo strumento e che ogni batterista dovrebbe essere in grado di produrre ed utilizzare fluidamente. Le due principali categorie sono quelli lunghi e quelli corti

Al contrario delle bacchette, dove la durata del suono di ogni colpo è dato dalla velocità di rimbalzo e la risonanza della superficie/tamburo colpito, con le spazzole i suoni corti sono una cosa ben diversa. In una spazzola tradizionale ogni filamento (fatto di metallo) colpisce la superficie in un momento diverso, risultando nel suo tipico suono vagamente indefinito o sfocato. Ci sono diversi metodi per aumentare o diminuire questa definizione in ogni colpo, a seconda del contesto musicale, ma non mi occuperò di questo argomento qui, perché troppo lungo e meritevole di un articolo separato.  

Oggi voglio condividere alcuni esercizi introduttivi mirati a sviluppare un buon suono di tipo “legato”, che appartiene alla categoria dei suoni lunghi

Quando eseguirete questi esercizi realizzerete che produrre un suono omogeneo presenta delle sfide. E’ bene tenere a mente che la qualità del suono è estremamente importante, perseverate fin che non sarete in grado di eseguire questi esercizi in modo rilassato e senza accenti involontari. Un buon legato è omogeneo come volume, timbro e qualità. Potrete aggiungere la vostra “personalità” successivamente quando avrete raggiunto il pieno controllo. 

Inoltre, noterete che l’angolo con cui tenete le spazzole e la pressione applicata contro la pelle influiscono considerevolmente sul risultato sonoro. Sperimentate diversi approcci e ricordate di mantenere una postura rilassata. 

Nota bene: le spazzole dovrebbero essere utilizzate su superfici ruvide, quindi pelli sabbiate. Quando una pelle perde la sabbiatura (a causa di un utilizzo prolungato) la frizione tra i fili delle spazzole e la pelle diminuisce, risultando in un minor volume e reattività. 

Esercizio 1 

Cerchi con la Mano Sinistra . Dopo aver impostato il metronomo su un tempo relativamente lento (35bpm è un buon inizio) eseguite cerchi con la mano sinistra in senso orario lungo l’intera superficie del rullante, mantenendovi sempre vicini al bordo. Un cerchio ha la durata di un quarto. Cominciate ad ore 12 ed eseguite un accento ogni volta in cui ritornate sul punto d’inizio (le spazzole si devono incontrare con il metronomo alle 12). Per articolare un accento premete la spazzola contro la pelle, questo causa un aumento del volume.

Esercizio 2

Cerchi con la Mano Destra . Vedi esercizio uno, in questo caso la mano destra si muove in senso antiorario.

 Esercizio 3 

Due cerchi, in unisono. Utilizzando le stesse impostazioni di metronomo e direzione dei cerchi descritte sopra, eseguite i due cerchi simultaneamente. Ogni spazzola in questo caso occuperà metà della superficie del rullante. Gli accenti sono sempre eseguiti sui battere (ogni quarto). Nota che anche se nell’immagine i due cerchi si intersecano, le spazzole non occupano mai quelle aree allo stesso tempo.

Esercizio 4 

Due cerchi, alternati. Utilizzate le stesse impostazioni di metronomo e direzione dei cerchi descritte sopra. In questo caso pero’ i due cerchi sono fuori fase di 180°. In altre parole, la mano destra esegue un accento su 1 e 3 della battuta (in 4/4) e la mano sinistra su 2 e 4. La mano destra comincia ad ore 12 mentre la sinistra si trova alle 6. La mano sinistra si troverà ad ore 12 con il secondo quarto.  In questo esercizio ogni cerchio ha la durata di due quarti. Attenzione, è molto lento!

Una volta raggiunto un livello di controllo tale da eseguire questi esercizi accuratamente, a tempo e con un suono omogeneo, potrete cominciare ad utilizzare altre figure ritmiche come terzine di quarti, ottavi, terzine di ottavi, sedicesimi, ecc. mantenendo sempre il metronomo  in quarti. In questo modo aumenterete la vostra velocità senza perdere d’occhio il suono. 

Il passo successivo sarà quello di utilizzare la vostra immaginazione creando ritmi più complessi, combinando gli esercizi sopra indicati e note diverse (ottavi, quarti, terzine, ecc.) 

Ed ora un video per ispirarvi:  https://youtu.be/EWXkS2YHQ8w

 

Paolo Lattanzi

 

 

 

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