Ferdinand De Saussure, Penso dunque Fonos, Stefano Cazzato

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Ferdinand De Saussure

Penso dunque Fonos

“Il suono è soltanto uno strumento del pensiero e non esiste per se stesso … Un’immagine acustica non è il suono materiale, cosa puramente fisica, ma la traccia psichica di questo suono, la rappresentazione che ci viene data dalla testimonianza dei nostri sensi …

Una sequenza di suoni è linguistica soltanto se è il supporto di un’idea; presa in se stessa non è altro che la materia di uno studio fonologico … Un’idea si fissa in un suono ed un suono diviene il segno di un’idea … Ciò che importa nella parola non è il suono in se stesso, ma le differenze foniche che permettono di distinguere questa parola da tutte le altre (F. De Saussure, “Corso di linguistica generale”, Laterza, 1985).

Lasciamoci trascinare dalle suggestioni del grande linguista Ferdinand De Saussure,  e anche a costo di far storcere il naso, con domande un po’ surreali, a qualche purista dell’accademia, chiediamoci: cosa ci dicono tutte insieme queste frasi? A cosa alludono?  Non si riferiscono forse al fatto che il suono è il supporto, la traccia fisica, di un’idea, il suo veicolo, il suo segno, il suo compagno fedele, il suo legame, il suo appoggio, il suo sodale?

Il punto è se quell’idea sia sempre stata in quel suono, come una noce naturalmente sta nel suo guscio o se, al contrario, questo rapporto tra suono e idea ha avuto un suo atto di nascita e un suo riconoscimento sociale. 

Insomma: il rapporto tra suoni e idee è una coppia di natura o una coppia di fatto? Un’unione sacra o un’unione civile? Un patto siglato nei cieli, prima e fuori del tempo, o una convenzione umana troppo umana? La musica perfetta di Dio, che viene dalle sfere eterne, o una musica imperfetta che talvolta - non si sa come e non si perché - tocca miracolosamente le vette più alte?

 

Stefano Cazzato

 

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