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Venerdì 3 Settembre 2010 al ROMA JAZZ’S COOL - Produzione Originale con Ben Allison, Fabrizio Bosso, Claudio Filippini, Roberto Cecchetto, Marcello Di Leonardo + Sountracking: Carlo Mezzanotte sonorizza corti di Man Ray - Entropia “Visioni del Cinema Surrealista”

Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione Municipio XVIII

Per info: www.odiolestate.it  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Ass.ne Cult.le I.T.D.C. via Cimarra 19b 00184 Roma Tel. 06 4870017

ore 19:00   Presentazione delle Novità Editoriali e Incontri con gli autori:

La legione occulta dell'impero romano - Autore Genovesi Roberto (Newton & Compton)

Descrizione

Per la storia non sono mai esistiti ma l'Impero Romano ha nei loro confronti un inestimabile debito di riconoscenza. Il loro intervento ha permesso di realizzare strategie impensabili, di vincere battaglie impossibili. Non sono addestrati a combattere, ma a leggere e interpretare i segni degli dèi, spianando la strada alle daghe romane, o a intervenire quando la forza delle armi lascia il posto al potere del trascendente. Indossano armature bianche come la neve e tuniche nere come la notte. Veggenti, auguri, negromanti, aruspici raccolti da bambini nelle arene, nei mercati degli schiavi e nei villaggi in fiamme. Le storie che corrono sulla bocca degli ubriachi nelle bettole di confine raccontano che siano guidati da un generale padrone di un misterioso linguaggio dei gesti. Si muovono sui campi di battaglia come spettri, inarrestabili e letali. Giulio Cesare ne ha fatto un manipolo di eroi, Ottaviano Augusto li ha resi leggenda. Vigiles in tenebris è il loro motto e il nero destriero di Plutone il loro simbolo. Sono i soldati della Legio Occulta.

ore 21:00   Produzione Originale con Ben Allison, Fabrizio Bosso, Claudio Filippini, Roberto Cecchetto, Marcello Di Leonardo

Ben Allison sax

Fabrizio Bosso tromba

Claudio Filippini piano

Roberto Cecchetto chitarra

Marcello Di Leonardo batteria

Definito ‘uno degli attuali migliori giovani musicisti jazz’ dal Boston Globe, e agli esordi da Downbeat come una delle 25 rising jazz stars for the future, Ben Allison è sicuramente uno dei musicisti più interessanti e attivi della già ricchissima scena di New York: oltre ad essere un contrab bassista formidabile e anche un compositore di grande sensibilità. B.A. ha,ad oggi pubblicato composizioni originali in nove albums, (di recente pubblicazione Think Free per Palmetto Rec, tutte composizioni originali a sua firma) lavori che esemplificano la sua visione lungimirante e creativa evidenziando le sue doti di produttore, compositore, arrangiatore e bassista. Viene citato nella categoria ‘Miglior bassista’ dal Downbeat Critics poll dal 2005 al 2009. Think Free, ha rapidamente raggiunto il primo posto su CMJ National Jazz radio charts rimanendo tra le prime venti posizioni per più di tre mesi. I precedenti cinque albums hanno riscosso pari successo di ascolti e gradimento portandolo ad aggiudicarsi il 6 SESAC National Performance Awards e sono stati citati come miglior album dell’anno nelle varie recensioni Billboard, The New York Times, The Boston Globe, The Village Voice, Jazz Times, Jazz Journalists Association,Downbeat Critics Poll, All About Jazz, Coda (Canada), and Jazz Review (UK), tra gli altri. All’età di 25 anni Ben ha costituito il Jazz Compos ers Col lective, un’associazione no-profit con sede a New York, finalizzata alla realizzazi one di un ambiente dove gli artisti possano liberamente esplorare — allargando i confini dell’espressività — le proprie idee musicali e pre sentare i propri lavori come compositori. Si è esibito in tutto il mondo, conta ben più di 40 partecipazioni in dischi di vari artisti ed ha scritto musica per film, televisioni nazionale e radio tra cui il tema per la trasmissione On The Media per National Public Radio (Npr) e l’arrangiamento e orchestrazione per Two Days, opera scritta da Donald Margulies, vin citore del Pulitzer.

ore 22:30 Soundtracking

Carlo Mezzanotte sonorizza corti di Man Ray

I film surrealisti di Man Ray invitano il musicista avventuroso ad esplorare nuove dimensioni; essi stessi sono costruiti secondo logiche di contrasto e affinità tipicamente musicali, dove la struttura di base è espressa attraverso un linguaggio associativo/sensoriale. In breve, sembrano realizzati apposta per il musicista elettronico. Tendo a vedere la performance musicale su questi (capo)lavori come un duetto fra musicisti piuttosto che come la realizzazione di un”commento musicale”. Molto spazio è lasciato all’improvvisazione, perché l’esecuzione musicale non si riduca ad una serie di movimenti, ma lasci alla scelta istantanea una parte sostanziosa dell’insieme.

CARLO MEZZANOTTE, nato a Roma, segue studi classici di pianoforte e composizione ai Conservatori di Roma e Frosinone perfezionandosi poi nel piano jazz con Mike Melillo. Scrive brani eseguiti in rassegne e festival (“Rewind” per quartetto di sax ed elettronica, “Introduzione e danza” per clarinetto e pianoforte, etc.). Segue i corsi di Vinko Globokar a Fiesole, e con il “Diacronic Ensemble” vince il concorso internazionale di Stresa e partecipa a rassegne nazionali ed europee di musica contemporanea. Scrive commenti musicali per la RAI e per compagnie come l’ENI/Agip. Riceve il Premio della Critica Cinematografica e Televisiva nel 1997 per il cortometraggio musicale “Alway(s) Night”, ispirato a

Thelonious Monk. Per alcuni anni si dedica anche al teatro (Proclemer, Squarzina, A. Lionello, Gregoretti, Maestosi, Verdone etc.), come compositore, arrangiatore e pianista. Scrive due brevi musicals per la compagnia MimoTeatroMovimento. Tra le collaborazioni più importanti, Lester Bowie, Al DiMeola, Frank Gambale, Maurizio Giammarco, Javier Girotto, Umberto Fiorentino, Paolo Fresu, Antonello Salis, Cinzia Spata e molti altri. Con il suo gruppo Syntaxis ha al suo attivo 4 CD: “Visibile” (1994); “Cieli Diversi”(2000), “La Linea” (2006), “Lighter”(in uscita). E’ co-fondatore con Rodolfo Maltese e Pieluigi Calderoni (del Banco) del gruppo Indaco, con cui rimane per dieci anni incidendo cinque album. Altre collaborazioni nell’ambito rock/pop: Paolo Conte, Mauro Pagani, Francesco Di Giacomo, Eugenio Bennato, Enzo Gragnaniello, etc. Come musicista elettronico, è autore di performance per soli sintetizzatori tra cui “Il ritorno alla ragione” (sui film surrealisti di Man Ray), “South” (sulla spedizione antartica di Shackelton), e una serie di improvvisazioni su poesia e danza andate in scena per due stagioni al teatro Argentina di Roma. Nel 2000 realizza "Bach to the Future", un CD dedicato alla musica per tastiera di J.S.Bach. L'opera, che include anche due brani originali, mette a confronto diretto l'esecuzione al pianoforte acustico e quella ai sintetizzatori. In anni recenti (2003-2008), oltre a perseguire il progetto Syntaxis, di cui è in uscita il 4° CD, si dedica a diversi progetti di jazz acustico: “Piano Possibile” (trio, con CD in uscita); “Jazz Tales” (quartetto), diversi concerti in duo con voce o contrabbasso, e piano solo. Organizza lezioni/concerto su Cole Porter, Bill Evans, e molti altri argomenti.

ore 23:00 Soundtracking

Entropia “Visioni del Cinema Surrealista”

Amptek electronics, synthesizers

Dr.Lops tastiere

Emiliano Cappelli basso, electronics

Marco Micheli electronics, laptop

Biagio Orlandi sax tenore e soprano

Entropia, ensemble attiva dal 1996, ha al suo attivo innumerevoli lavori nei quali integra l'elaborazione elettronica del suono a una concezione elettro-acustica più tradizionale. Uno stile incentrato sulla convergenza di differenti influenze musicali che trovano nell'elettronica l'elemento aggregante. Entropia ha realizzato colonne sonore e musiche originali per cortometraggi, lungometraggi, teatro, siti web, cdrom e documentari. I lavori dal vivo di ENTROPIA si fondano fin dalle origini su una concezione multimediale della performance, focalizzando l'attenzione del fruitore sulla sinergia fra elaborazioni visive e gli eventi sonori. Le struttuere elettro-acustiche di Entropia si combinano in modo visionario e ipnotico con il cinema surrealista e al suo sguardo onirico. “Visioni del cinema surrealista” è un viaggio attraverso le visioni di una serie di cortometraggi sperimentali degli anni 20 di grandi autori come Man Ray, Marchel Duchamp, Fernand Leger, René Clair. Il Surrealismo prese le mosse dal movimento dadaista, abbandonato dai suoi stessi fondatori dopo il 1923. Il cinema surrealista è una delle avanguardie del cinema francese degli anni Venti del XX secolo. I surrealisti cercarono di abolire il confine tra sogno e veglia, cercando una "scrittura automatica" da semiaddormentati, oppure creando immagini "ipnagogiche".

 

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