Cioran

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I filosofi e la musica: Emil M.Cioran

Il sassofono mette le ali 

“Perché frequentare Platone, quando un sassofono può farci intravedere altrettanto bene un altro mondo?” (E.M. Cioran, “Sillogismi dell’amarezza”, Adelphi, 1993, p.100).

 

Provocatorio e pieno di grazia, di poesia e di leggerezza, questo aforisma del filosofo rumeno Emil Cioran sfata la convinzione platonica che l’arte ci porti lontano dalla verità.

Anzi, se la verità abita in un altro mondo, più e meglio di Platone saranno forse le note di un sassofono a portarci lassù.

Dunque il sassofono come il carro con le ali sul quale salire per salire ancora più su, sulle vette del brivido mistico, sulle cime dello spirito dove l’anima cerca l’estasi e può raggiungerla solo perché si è sollevata dalla terra,  liberata dal corpo e dalla soggettività ed è diventata veramente essenziale, aerea, pura e musicale.

Parafrasando un altro aforisma di Cioran, dedicato a Santa Teresa d’Avila, un aforisma letto tanti anni fa e mai dimenticato, viene da dire che ascoltando certi sassofoni   (e certi sassofonisti) ci scappano lacrime di una gioia così lacerante che queste lacrime ci fanno pensare a Dio più della Summa Teologica di San Tommaso. 

 

Stefano Cazzato

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