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DISTRICANDOSI FRA DISCHI E CONCERTI

di Francesco Peluso

Sondaggi, referendum, audience  sono termini che pervadono il nostro vivere quotidiano nella vana illusione di trovare ora un distorto consenso politico o un edulcorato concetto di democrazia diretta, ora un confuso giudizio su tutto ciò che riguarda il mondo dello spettacolo.

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I filosofi e la musica: Constantin Noica

Il bello in movimento 

Tra le tante considerazioni che il filosofo rumeno Constantin Noica, amico di un altro grande dei Carpazi, Emil Cioran, ha espresso sulla musica, ce n’é una che possiamo senz’altro condividere perché dà della musica una definizione ontologica, collocandola tra le arti che mettono l’uomo in contatto con la propria precarietà esistenziale.

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I filosofi e la musica: Joseph de Maistre

La musica è come la birra? 

Conservatore, ultracattolico e reazionario come pochi in politica, ma moderno, anzi postmoderno, nei giudizi liberi dai condizionamenti ideologici: sembra che si possa dire questo di Joseph de Maistre, almeno a giudicare da un suo scritto sull’arte (Il bello non è che convenzione e abitudine) che, in poche righe e con un gusto inimitabile del paradosso, soppianta secoli di platonismo e universalismo estetico.

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I filosofi e la musica: G.Anders e H.Arendt

Non ho parole! 

La musica sta al di là o al di qua dell’esprimibile? Naturalmente c’è musica e musica e espressione e espressione, ma che nella musica ci sia qualcosa, un nocciolo impenetrabile, un fondo duro, che non può essere verbalizzato, è una sensazione assai diffusa.

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I filosofi e la musica: Carlo Michelstaedter

La melodia del giovane divino 

Il 27 aprile del 1910 il filosofo goriziano Carlo Michelstaedter assiste presso il teatro della sua città alla rappresentazione dello “Stabat mater” di Giovanni Battista Pergolesi, l’opera che il giovane musicista aveva completato il giorno stesso della sua morte, avvenuta in seguito a un male incurabile nel 1736. 

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I filosofi e la musica: Roger Garaudy

In viaggio verso le arti

 

Rileggendo la vecchia biografia di un filosofo ormai dimenticato, un campione del dialogo interculturale e interreligioso come il francese Roger Garaudy, mi ha colpito l’analogia tra la filosofia e le arti che, in modo né subordinato né sovraordinato, si supportano a vicenda, prendendo l’una dall’altra: l’arte, dalla filosofia, una quota indispensabile di riflessione, e la filosofia, dall’arte, una quota massiccia di creatività.

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I filosofi e la musica: Tommaso Campanella

Solmusic

Che la musica sia un rituale fondamentale non solo delle civiltà realizzate ma anche di quelle sognate e immaginate, lo dimostra la più famosa delle utopie: La Città del Sole di Tommaso Campanella.

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I filosofi e la musica: Benedetto Croce

Ogni cosa è musicale, statuaria, poetica, pittorica  

Cosa intendiamo quando diciamo che una musica è poetica o una poesia musicale o addirittura, restringendo il campo, jazzistica? Spesso ci capita di definire i prodotti di un’arte particolare con attributi che generalmente ascriviamo, e con un certo grado di ufficialità, ad un'altra arte o sottoarte: è infatti la musica, secondo il canone, che deve essere musicale e la poesia poetica e la pittura pittorica e così via.

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Il topos e il logos

di Stefano Cazzato 

 

Uno dei motivi per cui la filosofia appare, agli occhi dei più, come una disciplina astratta è sicuramente ascrivibile a quel singolare processo di deterritorializzazione che stacca il pensiero dai luoghi in cui nasce e si sviluppa, come fosse un prodotto puro e disincarnato, una proiezione e un’evoluzione dello spirito. Frutto di un cattivo idealismo o di una pessima abitudine manualistica?

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