testoni-salza:maje/klimt experience roma, 11.5.18

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Marco Testoni-Simone Salza (Pollock Project)

MAJE a Klimt Experience di Roma (Sala delle Donne, Piazza San Giovanni in Laterano 74, 11 e 12 maggio 2018)

 

Mobile Art Jazz Experience: tutto spiegato nell’acronimo. Immagini degli iPhoneografi del New Era Museum proiettate sulle quattro pareti mentre la Quinta, quella della Musica, prende vita tra elettronica e jazz di fronte ad un pubblico introdotto nel rettangolo con palco dopo aver attraversato una sala buia punteggiata di pulsanti spettri luminosi nella Polvere più dorata che si possa immaginare sulla ventina di schermi che proiettano (luce su ombra) le tele più visionarie (e più belle) di Gustav Klimt.

Che incontro! Caisa Drum e Sax della band che (si) chiama Pollock nello spazio dedicato al Genio della Secessione Viennese. Dicotomie al contrario e percorso visionario di un action painting plastico e futuro, come nel Fenomeno Tecnologico So What di Miles Davis riletto nell’intuizione ambient tipica del Pollock Project e nella bruciante originalissima interpretazione di Once in a Lifetime dei Talking Heads, a suo tempo ispirati dal Magnifico Sciamano Brian Eno, quando un Palco non basta più a definire il Dripping, la “sgocciolatura” del pittore statunitense iniettata nella lirica astrattezza del sax forte e denso di colori jazzistici di Simone Salza e nel vibrare intenso di Marco Testoni al Caisa , strumento perfetto per espressioni lucide di frammenti fantastici.

E quando i due lasciano vuoto il proscenio, affidando la performance visiva al tappeto sonoro del programming e dei loop psichedelici, il pubblico diviene protagonista e Soggetto di una performance il cui Nome d’ Arte vola in un’interazione del tutto naturale tra Evento e Improvvisazione.

“E’ un nuovo Umanesimo” afferma Lorenza Somogiy Bianchi al termine del concerto intervistando gli iPhoneografi in sala. Certamente: è un nuovo Umanesimo, la rielaborazione delle sostanze artistiche nella memoria di chi ha tratto l’Essenza dal Jazz nelle sue varianti Cool e Hard Bop per trasferirle nella New Wave e nel Minimalismo fra anni 80 e 90, l’Art Jazz nel quale il Vir Artifex  può testimoniare e lanciare l’uragano creativo che ne dirà, a tempo futuro, la Ragione e l’Emozione.  

Fabrizio Ciccarelli

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