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Roberto Olzer Quartet

Floatin'in

Abeat Records 2017      

Roberto Olzer è un pianista che conosciamo da tempo, autore di un jazz “importante”, gradito a quel giusto e ampio numero di ascoltatori che dalle Blue Notes attende innovazioni e non sconquassi stilistici i quali, considerando in primis l’equilibrio compositivo, egli evita stando ben attendo a non metter suono al limite della prudenza, e non per supponenza quanto invece perché convinto dell’inutile retorica del Balzo nel Mondo dell’Imprevedibile.

 

Il senso più chiaro della dichiarazione artistica (una dichiarazione per la quale magari avremmo amato maggiore Variatio)è nella volatile liquidità di “Skyscapes”, ballad intensa la cui sorgente emotiva sottolineano Olzer stesso col suo pianismo evoluto e colto, Fulvio Sigurtà (che bel flicorno, strumento magico), l’autore Yuri Goloubev  in passaggi contrabbassistici densi di colore e di calore, il drumming fluido ed ispirato di Mauro Beggio: un brano che apre l’anima e che, strutturalmente, collega la raffinata lettura di “Stella by Starlight” di Victor Young in una posizione del tutto nuova nell’ambito degli standards moderni, esalta in un magnifico “sottovoce” il lirismo di “ELM”, dispone in elegia la grafia di “Still to Bill” (che piace immaginare dedicata al più grande Bill del pianoforte: Evans, naturalmente).

Nonostante il Quartetto sia a suo nome, Olzer non intende primeggiare e rendere l’album una vertigine per tastiera e pedale: del resto, e questo il Jazz lo insegna, sentendosi troppo in alto non si intende più cosa ci circondi, cosa ci accompagni, e quali siano i nomi da dare ad ogni  performance, in quanto non tutto ha nome, ma emozione.  

Esistono artisti la cui personalità può essere compresa anche ascoltando pochi album ed il “Floatin’In” (non “galleggiare” quanto invece  viaggiare e viaggiare) suggerisce qualcosa in più: che il mondo non voglia più nulla dai poeti (come spesso si sente dire) è davvero un’emerita  cazzata.

Fabrizio Ciccarelli

Roberto Olzer : piano ; Fulvio Sigurtà : trumpet, flugelhorn; Yuri Goloubev : doublebass; Mauro Beggio : drums Skyscapes (Yuri Goloubev)

  1. Skyscapes (Yuri Goloubev)
  1. Stella by Starlight (Victor Young)
  2. Elm (Richie Beirach)
  3. Still to Bill (Roberto Olzer)
  4. Maybe Next Time (Roberto Olzer)
  5. Aphrodite (Roberto Olzer)
  6. Stee-Vee (Yuri Goloubev)
  7. Vocalise (Yuri Goloubev)
  8. Forward (Roberto Olzer)

 

 

 

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