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PIPPO MATINO ESSENTIAL TEAM

10

Sound Live Records, Wakepress 2017

Registrato live il 10 maggio 2015 al “Ricomincio da tre” di Perugia, l’album vive di atmosfere intense e quanto mai contemporanee, nelle quali la creatività bassistica di Pippo Matino (che è uno bravo) ha modo di spaziare all’interno della sua vasta cultura jazzistica ed anche all’esterno di essa, con interessanti richiami al rock e al funk, delineati in forme impeccabili da primi nomi delle Blue Notes italiane quali Fabrizio Bosso, Javier Girotto e Sergio Di Natale.

 

Bella formazione senza dubbio, che in qualunque caso non avrebbe potuto che garantire a priori una performance di livello: e così è, magnetica ed energica quando occorre, coprotagonista ben d’appoggio alle molteplici varianti stilistiche del fluire bassistico di cui Pippo Matino, come tutti sappiamo, è maestro abilissimo ed eclettico (basti dare un’occhiata alla sua corposa e multidirezionale discografia), erede nostrano del rivoluzionario fretless di Jaco Pastorius e delle magie estetiche di Steve Swallow,  Stanley Clarke e  Darryl Jones (citando a mente e senza infallibile ragione tecnica).

Il Jazz che appare è composto da spazi esigenti, espressivi, educati, qualificati, rigorosi quanto occorre a chi intende dare della musica moderna una visione tanto ampia quanto suggestiva, evocativa, trascinante, la stessa che fa schioccare le dita e battere avampiede e tacco quando la si ascolta dal vivo (ed infatti dal vivo è il disco, e non so se in Studio avrebbe potuto produrre gli stessi effetti emotivi).

Chi legge molto spesso vuol conoscere i “brani migliori”. Ci provo, secondo il mio gusto di jazzofilo spurio e fluttuante, poco devoto al mainstream e convinto della sindrome autistica del Jazz d’oggi: un “Jazzy Cat” fra il Miles Davis di “In a Silent Way” (complice il bel sordinato di Bosso) ed il Pat Metheny ipnotico che a tanti piacerebbe ancora ascoltare, lo Swing selvatico del ruggente “Pinocchio” (figlio biologico delle distonie “Weather Report”: evviva!), la bulimica acidità World di “Cry Bass”, il Pathos struggente del bass-solo per una magnifica canzone napoletana che a tutto merito includeremmo fra le più belle new ballads di cui finora nessuno si è accorto: “Tu si’ ‘na cosa grande”(e chi non ne ricorda le versioni “diverse” di Domenico Modugno, Mina, Negramaro e, last but not least , di Radio Dervish?).

Fabrizio Ciccarelli

Pippo Matino  bass-Javier Girotto sax-Sergio Di Natale drums-Fabrizio Bosso trumpet

01.Essential Blues 02.Jazzy Cat 03. Pinocchio 04. Occhi di Ghiaccio 05. Cry Bass 06. You don't know what love is 07. Tu si na cosa grande 08. Insette 2

 

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