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RICK WAKEMAN

PIANO PORTRAITS

Write Notes 2017

Rick Wakeman, il celeberrimo pianista-tastierista degli Yes, da tempo ha deciso di dedicare i propri esercizi stilistici allo studio degli armonici, pronto a rivendicare autorità di giudizio per le songs più avvertite come attuali, più presenti nell’illusione di poter esser lanciate nell’enigma del neoclassico contemporaneo.

 

Wakeman interpreta in modo composto e rassicurante 15 melodie filtrate dalla precisione del metodo, 15 sedimenti rappresentativi di un Popolare riguardoso e presente al gusto di un’analisi semplice e tenue, piana ed espressiva nei minimalismi trasformazionali correttamente esposti nel Suono di una tastiera agile ed educata, ed ormai ben lontana dallo sperimentalismo progressivo del quartetto YES di cui Wakeman fu suggestiva immagine di copertina con la sua lunga chioma color miele sciolta sui grandi mantelli neri adagiati sulle larghe spalle da vichingo gelido e imponente.

L’album in Solo accoglie puntuali stilismi New Age, i notissimi brani sono arrangiati in modo senza dubbio gradevole e molto personale, tanto a reinventarne comodamente le radici senza brucianti analisi interiori o inediti palpiti cromatici. Garbata ma priva di sussulti “Stairway to Heaven” dei Led Zeppelin, con pochi aggettivi solistici “Life on Mars” di David Bowie, “Eleanor Rigby” dei Beatles , il classico dei classici anglofoni “Amazing Grace”, il fiabesco “Swan Lake” tratto con tiepida facilità dal balletto “Il lago dei cigni” di Pëtr Il'ič Čajkovskij, la leggera lettura alquanto battente ed  approssimativamente blue del capolavoro di George Gershwin “Summertime” (che forse miglior sorte avrebbe meritato), per non dire del "Clair de lune" di Claude Debussy, terzo movimento della meravigliosa Suite bergamasque ispirata alle poesie di Paul Verlaine, promenade che se ex abrupto accostata alle versioni di Bruno Canino,  Kathia Buniatishvili, Victor Borge, Claudio Arrau, Maurizio Pollini, David Oistrakh con Frida Bauer (citando a pura memoria) scompare mestamente nell’Oceano dell’Anonimo.

Qualora Rick Wakeman avesse inteso creare momenti di libertà individuale, riteniamo che la sua maturità espositiva e artistica, pur notevole e raffinata, abbia da ispirarsi a linee solistiche e fraseggi di altro spessore, poiché la tecnica, ancor che indiscutibile e d’alto livello, non basta mai ad esprimere passioni e trasformazioni d’immagini tanto desiderate quanto torpide e pigre nel meditare creativo.

Smaliziato e furbacchione…ma certamente Wakeman non ha bisogno di noi per presentarsi al grande pubblico, che saprà ascoltare e giudicare nel modo più opportuno…

Fabrizio Ciccarelli 

  1. Help - (03:55)
  2. Stairway To Heaven - (06:12)
  3. Life On Mars - (03:23)
  4. I’m Not In Love - (03:10)
  5. Wonderous Stories - (04:24)
  6. Berceuse - (04:27)
  7. Amazing Grace - (03:55)
  8. Swan Lake - (04:29)
  9. Morning Has Broken - (03:41)
  10. Summertime - (04:07)
  11. Space Oddity - (04:46)
  12. Dance Of The Damselflies - (03:33)
  13. Clair de Lune - (03:06)
  14. I Vow To Thee My Country - (02:56)
  15. Eleanor Rigby - (05:05)

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