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Gavino Murgia Megalitico 4et

Endless

Abeat Records 2017

 

Forte d’ espressività e luogo di partenza per un pensiero in Quartetto, “Endless” posa e dissolve momenti riflessivi e sguardi di veemente impeto emotivo, ove il monologo, l’impressionismo, l’anticipo dell’istante successivo, volteggiano in cadenze mai omologate, in raffinati segni armonici di una Musica che, al di là d’ogni convenzione, riteniamo universale.

Gavino Murgia, Sardegna e Jazz nel Cuore e nell’Intelletto, disegna nelle sue composizioni voli pindarici ritenendo essenziale non il linguaggio da usare, quanto il percorso emotivo per pensarlo. E da questa intuizione nascono i colori di Blue Notes rivisitate alla luce di una fluida verve alchemica multiculturale, vigorosa, passionale, intensa, taurina, animosa, decisa e dinamica nei Soli (bellissimo il suono evocativo delle Launeddas) e nel concepire brani storici come “India” di John Coltrane e “All Blues” di Miles Davis quali Passepartout per un Jazz “itinerante”, illuminato da visioni mai complesse o intellettualistiche e, soprattutto, da una creatività nitida, immediata, policroma.

Tra il lirismo introspettivo di “Per una madre” - frase dolente e luminosa per ciò che intuiamo come assenza e dizione autobiografica di affetto e speranza - la pulsione ritmica del “vedere il mondo assieme” di “Africa sky”, l’incontro del mondo crepuscolare di “Ferma l’ali” declinato nel commento lirico di Luciano Biondini all’accordion, si staglia l’esuberante libertà di “Chi ha fatto Miaoo?” nel fraseggio pulsante di Michel Godard alla tuba e di Patrice Herat alla batteria, dando perfetta Introduzione alla composta fermezza di una filosofica “Endless”, un Infinito di Incertezze che, non virate nella “coincidenza degli opposti”, evadono dai climi parigini di Richard Galliano e dal Nuevo Tango di Astor Piazzolla per introdurre una divergente e autunnale Poesia contemporanea che lascia, davvero, emozionati.

Quanta vivacità inventiva in questo Quartetto: Jazz, Progressive, World Music, Mediterraneo, Blues, Africa, Psichedelia. Di conseguenza il Megalitico, Terra dei Giganti nell’età nuragica del II millennio a.C., non appare nome scelto a caso, complesso e arcaico nella Memoria  di un colore dell’anima, come si diceva, tanto eterno quanto ancora in divenire. Come del resto suggerisce la Spirale in campo nero della cover…   

Personalmente ritengo che, quando una performance presenti capacità percettive per più variazioni, si debba parlare di Talento Inventivo e non di professione e di mestiere, ma di Arte.

Sic et simpliciter: un album veramente intenso e coinvolgente che ho ascoltato più volte, ed ogni volta come fosse la prima. 

Fabrizio Ciccarelli   

Gavino Murgia: sax soprano, sax alto, sax tenore, sax baritono, launeddas, percussioni, composizione (1,2,3,8,9,10)

Luciano Biondini: fisarmonica, composizione (5)

Michel Godard: tuba, basso elettrico, composizione (4)

Patrice Heral: batteria, percussioni, live electronics, composizione (2)

  1. Per una madre
  2. Intro ‘e montes
  3. Africa Sky
  4. Ferma l'ali
  5. Power Play
  6. India (John Coltrane)
  7. All Blues (Miles Davis)
  8. Chi ha fatto miaoo?
  9. Endless
  10. Wild Stories

 

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