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Final Step

Live At Estival Jazz

Finetunes 2017

 

Senza alcuna iperbole stilistica ma con creatività e raffinatezza negli arrangiamenti, la band svizzera dimostra come ancora molto ci sia da dire riguardo il jazz rock contaminato da suggestioni etniche, la cui componente elettronica rende in sintassi contemporanea sia la versatilità del Sound sia l’elemento più visionario di un Progressive memore tanto dei Maestri Miles Davis, Mahavishnu Orchestra, Steps Ahead e Weather Report (e soprattutto del suo nume tutelare Joe Zawinul) quanto della necessità di comporre secondo cifre direzionali ampie, dall’hard bop al funky e alle occasioni sempre offerte dal blues inteso nel suo voicing afro e vulcanico (Blood Sweet & Tears in primis).

Nei magneti della chitarra di Matteo Finali (che bravo!) la tecnica e l’espressività di John Scofield, Mike Stern e Bill Frisell, l’esecuzione poliglotta divagante fra generi e stili, l’eclettismo condiviso con l’energica misura dei fiati di Fabio Buonarota alla tromba e Mirko Roccato al sax sul tappeto sonoro ideato da Gabriele Pezzoli alle tastiere e Alessandro Ponti all’Hammond, scandito con portamento consistente da Francesco Morandi al basso, Dario Milan alla batteria e Silvano De Tomaso alle percussioni, come nell’onirico Magrebino di Sultans (il “Deserto Rosso” nella Metropoli), brano-simbolo di un’Idea elettrica ed elettrizzante che esplora sistole e diastole anni 70, immaginazioni svettanti fra controtempi sostenuti e timbriche roche di colpi d’ancia, sonorità acide di seicorde e morbide variazioni melodiche di ottone.  

Tra incisivi eloqui drum’n’ bass e tastiere surreali che liberano potenzialità lisergiche nell’ambito di un Esperanto jazz policromo e poliglotta, il passaggio notturno di Jojo’s Blues, il bruno siderale di Code Up, il climax africano di Essaouira e Uncle Joe’s Space Mill, ricordando sia il genio Zawinul sia, in modo mai eurocentrico, il visionario tribale afrobeat del Black President Fela Kuti e, a ben sentire in profondità, la “negritudine” di John Coltrane, il Positivo Mistico della World Music di Shakti-John McLaughlin e le trascinanti Illuminazioni del Devadip-Carlos Santana: chissà cosa avrebbero combinato i tre se avessero potuto suonare tutti assieme…intanto ce lo possiamo immaginiamo grazie al Groove accattivante e luminoso dei Nostri.    

Fabrizio Ciccarelli 

Matteo Finali: chitarra / Fabio Buonarota: tromba / Mirko Roccato: sassofoni / Gabriele Pezzoli: tastiere / Alessandro Ponti: organo Hammond / Francesca Morandi: basso / Dario Milan: batteria / Silvano de Tomaso: percussioni

  1. Sultans 07:30 2. Obatala 07:15 3. Jojo's Blues 06:54 4. The Two-Bear Mambo 07:39 5. Code AP 06:30 6. Essaouira 08:42 7. In A Brooklyn Store 06:28 8. Desert Trolls 07:56 9. Uncle Joe's Space Mill 07:07

Recorded live by RSI @ Estival Jazz Lugano on July 2nd 2016

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