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Simone Gubbiotti

Resilience

Dot Time Records 2015

Un album elegante, molto raffinato nei soli e nella scelta dei pentagrammi, equilibrato nell'interplay di un interessante tessuto "romantico" ed intimo, nel quale si avverte un particolare dar spazio alle movenze interiori secondo passi impressionistici delle Blue Notes fra Jim Hall e Bill Evans. Gli Eccellenti Maestri, senza dubbio, vengono attualizzati con una ricerca più definita nelle aperture cromatiche che non nel vigore espressivo, ad esempio, di un Wes Montgomery.

 

Questa, evidentemente, è la personalità di Simone Gubbiotti, più incline al lirismo e alla rarefazione del messaggio che all'esplosione del Pathos: il fraseggio ordinato e pulito e la compostezza, che nel jazz possono anche essere un limite, in realtà amplificano il coinvolgimento di chi ascolta, poiché l'idea della Vita trasposta è ben più ampia e complessa, motivata da particolari esistenziali narrati in linguaggio “minore”, rarefatto, esposto in un “centro del cuore” lineare nella densità strutturale psicologica.

L’Humus elegiaco di “September” e “Stop Crying” corre in una poetica descrittiva angolosa e metropolitana che, in “Therese” e “Witch Hunt”, descrive il senso della Resilienza con la quale Gubbiotti vuole denominare l’amplificazione autobiografica: la volontà positiva di organizzare la propria esistenza di fronte ai Casi della Vita, il saper agire con tolleranza e senza enfasi direzionando le proprie energie in un’autonomia nel suo intimo “crepuscolare”,   in un autocontrollo relazionale che spesso solo la Musica può concedere, soprattutto nei labirintici percorsi affettivi che possono ispirare il silenzioso entusiasmo di un album come questo, fortemente emotivo ed “aperto”. 

 Fabrizio Ciccarelli

Simone Gubbiotti-chitarra

Adam Nussbaum-batteria

Jay Anderson-contrabbasso

1-Hybrid motivation

2-September-

3-African latitude

4-Resilient

5-Stop crying

6-Blue in green

7-Anomalous composer

8-Witch hunt

9-Therese

10-Requiem per un sogno

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