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Fulvio Palese

Alétheia

Alfamusic 2018

 

Che fortuna che nel disco di un salentino l'unico cedimento alla salentinità sia solo il titolo di un brano (Terre del negramaro) e che non si cada nella moda della pizzica, della taranta, del provincialismo sonoro nel quale la nostra terra (anche chi scrive è di Lecce) sembra essersi ormai da alcuni adagiata.

Anche qui, nei posti del Negramaro, si può fare dell'ottimo jazz, del jazz di ampio respiro, non  necessariamente incardinato nei luoghi, folk, etnico,  anzi proiettato in senso urbano e internazionale. Del resto, la verità di cui si dice nel titolo (e di cui Palese - che è anche dottore di filosofia a Lecce - conosce bene genesi e dinamiche) è per sua natura larga, comprensiva, ibridata, movimentata, frutto di incontri, di sintesi, di lampi e improvvisazioni, di ascolti tutt'altro che provinciali (la musica degli anni settanta e ottanta più la lezione del miglior hard bop) più che di un sostare nelle proprie anguste radici.

Ecco infatti cosa si rivela attraverso questo disco del sassofonista salentino: la verità della musica come varietà, come incrocio, come confluenza-influenza di sonorità diverse, di sensibilità coerentemente armonizzate in un mood che utilizzando anche citazioni colte mira essenzialmente all'espressività del sentimento.

Si inizia con un solare brano latin per procedere con un funky che si distende in un assolo molto bello e melodico di sax e in un finale di chitarra rock, ecco quindi una ballad velocizzata e poi un brano cubano che prende una piega blues con l'assolo di chitarra, si continua con il classico tango di Guarda che luna riarrangiato per l'occasione e affidato a una voce suadente e con un hard bop dal timbro notturno e poi ancora funky swing e lievi ballad.

La verità e varietà perché quello che può venire fuori e prendere forma e disvelarsi nel miracolo di un incontro e di un ascolto è spesso nuovo sorprendente e bello come questo disco.

Stefano Cazzato

  1. Ttattellu (F. Palese) 2. Acqua (F. Palese) 3. Mandelina   (F. Palese, P. Vincenti)  4. Cuba Blues (F. Palese) 5. Guarda che luna  (W. Malgoni) 6. Pickwick (F. Palese) 7. Terre del Negroamaro (F. Palese)8.  Vivo (F. Palese, P. Vincenti) 9. Wind on five (F. Palese). Arranged by Fulvio Palese in collaboration with Piero Vincenti.

Fulvio Palese - alto, tenor and soprano sax; Piero Vincenti - piano, keyboards; Francesco Pennetta – drums; Paolo Romano - electric bass.  Guests Carolina Bubbico - voice (5) Lucia Ianniello - flugelhorn (3) Carlo Marzo - percussion (1,2,3,4,5,7,8) Marco Ancona - electric guitar (2,4,7) Alessandro Dell'Anna - trumpet (4) Francesco Leone - trombone (4) 

Production supervisor: Fabrizio Salvatore / Sound engineer : Alessandro Guardia 

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