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Antonio Zambrini Piano Trio

Pinocchio e altri racconti

Abeat Records 2018

 

Che divenga Soggetto Musicale il capolavoro disobbediente di Collodi, non può che far piacere.

Note letterarie a parte (che pur varrebbe la pena rinverdire in questi tempi in cui troppi sedicenti blasfemi esibiscono disobbedienze di maniera), Pinocchio e altri Racconti è un disco che fa meditare su quanto l’Uomo abbia bisogno d’incertezze per non essere un Mostro (ed in questo Collodi è maestro) e su quanto, in dizione più strettamente musicale, sia sempre necessaria l’alternanza e la sostituzione stilistica per comporre un concept album che valga la pena di ricordare, modifiche pure che muovono ottave jazzistiche di sobria eleganza che accolgono Temi e Variazioni, Divaganti Introduzioni ed Invenzioni che sottolineano la vasta gamma di risorse emotive di un Trio dalla personalità tanto affabile quanto originale dal lato cromatico.

I pentagrammi sono del grande illustratore d’immagini sonore Fiorenzo Carpi, nome importante delle colonne sonore del cinema italiano, autore, fra l’altro, delle musiche originali de Il Mattatore (indimenticabile prova d’istrione del gigante Vittorio Gassman), Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini (1972), Salon Kitty di Tinto Brass (1975) e di molti sceneggiati RAI e numerose realizzazioni teatrali a Parigi (per la regia di Giorgio Strehler e Dario Fo), a Madrid, Salisburgo, Vienna e Monaco. 

Di tanto testimonia ed elabora Antonio Zambrini, attento pianista che sa arrangiare con garbo senza mai mettere alla prova gli estremi della propria cultura: piace la sua visione fluente dell’improvvisazione che sa abbandonarsi all’immediatezza dell’interplay (altrimenti, per quale motivo suonare in Trio?) e al Gergo intimo di Blue Notes dalle atmosfere lontane da ogni concettualismo, condivise con una ritmica di assoluta eleganza: Jesper Bodilsen al contrabbasso e Martin Andersen alla batteria, perfettamente a loro agio nell’Evolvere tutto Nordico delle pagine di un sodalizio dal Timbro internazionale riflessivo e conscio dei livelli espressivi raggiunti da Keith Jarrett,  Ketil Bjørnstad, Vijay Iyer, Esbjörn Svensson e Brad Mehldau.

Dalla Danza sommessa e crepuscolare di In cerca di cibo al Valzer colto de La madre, dal tenue sorriso de Il prete bello al narrativo primaverile di Lucignolo, dal bruno turgore di Geppetto all’introspettiva evocazione di Moby Dick , Simbolo misterioso della libertà di una Balena Bianca apostrofo di una Natura oltraggiata ma  sempre eterna vincente, di dilemmi visibili e invisibili narrati in modo ineguagliabile da Herman Melville, parafrasi di un Uomo perso nel Mare dei Silenzi in attesa di verità all’Orizzonte: una Sapienza maudit e celestiale, autografo del Trio nello smarrirsi alla ricerca di una Ricerca che dia brividi di Nostalgia e Sogni legittimi, più che legittimi.       

Fabrizio Ciccarelli

Antonio Zambrini: piano; Jesper Bodilsen: contrabbasso; Martin Andersen: batteria

1 In Cerca Di Cibo (from Pinocchio) 2 La Madre (from Incompreso) 3 Equinozio (from Un Bianco Vestito Per Mariale) 4 Il Prete Bello 5 Lucignolo (from Pinocchio) 6 Geppetto (from Pinocchio) 7 Giovedi 8 Notte Italiana 9 Zazie Dans Le Metro 10 Moby Dick

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