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CrossWay

Sweet Sweat

Crossway 2017

 

Suggestive e preziose le atmosfere del Duo pugliese, canti che sanno di fiori mediterranei, di sponde storiche antiche e popolari, dell’interculturalità arcaica del nostro Sud speziata di Magreb, di Balcanico, di Gitano, di Greco, ma anche di Folk americano, di estri contemporanei e di eufonie classiche, di piazze vocianti e onirismi solitari, di “calvi picchi” sul mare e vicoli afosi di paesini appenninici, di rocce assolate e ligustri verdi e caldi come il pane povero, e, come il pane povero, sinceri e fragranti.

Queste forti Onde Emotive provengono da lontano e si sciolgono nell’ordito musicale ideato da Fabio Bagnato, compositore e ottimo innovatore della Chitarra Battente quale strumento solista in grado di suggerire a chi ascolta visioni senza tempo, come nella modernissima memoria di Jumanji (per chi ricorda la modulazione timbrica dei “maledetti” Tim Buckley e John Martyn: Poeti dei Poeti, e che il Cielo li abbia in pace per l’Arte e l’Amore) e nel Sangue traslucido e fragile del Tradizionale in dialetto salentino di Quantu me pare, i cui endecasillabi corrono fra la Scuola Siciliana di Jacopo da Lentini (e soprattutto di Federico II di Svevia, Genio della cultura medievale malmenato a suon di scomuniche dalla Chiesa meschina di Gregorio IX, torvo antesignano dell’infamia dell’Inquisizione)e la forma metrica dell’ottava degli Strambotti di argomento amoroso fra 15° e 16° secolo. Testimonianza filologica di grande rilevanza anche Sweet Sweat, duetto a tinte salmastre fra la Sei Corde, la fluida percussività del  Cajòn e l’incedere grave e fascinoso del clarinetto basso di Daniela Fiorentino, aperto nel Medio Rock in forma New Age di Green Day, cupo e dolente nel mesto Klezmer di Binario 21 (come era detto quello dei vagoni-bestiame sui quali ebrei e deportati politici venivano inviati per la Soluzione Finale ad Auschwitz–Birkenau, Mauthausen, Bergen-Belsen, Ravensbrück e  Flossenbürg) e nel lirismo della personale rilettura del Classico dei Classici Autumn Leaves, trasposto – Django Reinhardt docet – in colori gitani lievi e crepuscolari. 

Un album che non parla diademi per eletti o rintocchi per platee, e che dirige al cuore una Storia delle Storie.  

Fabrizio Ciccarelli

Fabio Bagnato: chitarra classica, acustica e battente, composizione eccetto 8 (tradizionale) e 9 (Joseph Kosma); Daniela Fiorentino: clarinetto e clarinetto basso.  

  1. Sweet Sweat 2. Green Ray 3. Binario 21 4. Jumanji 5. Quinta Estacion 6. La ballata di San Precario 7. The Dance of Fire 8. Quantu Me Pare 9. Special Autumn Leaves

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