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 Jimmy Smith ‎

Bashin' - The Unpredictable Jimmy Smith (+ Jimmy Smith plays Fats Waller)

Verve Records e Blue Note 1962, Essential Jazz Classics 2018 Distribuzione Egea

 

The incredible Jimmy Smith, come chiamarono chi rese celebre l’organo elettrico Hammond B3, è da sempre apprezzato come il virtuoso per eccellenza dello strumento, una sorta di sciamano abile nell’indagare e trasformare il sound del blues e del gospel, un altrettanto abile creatore di successi per jukebox che negli sessanta e settanta divenne uno dei capostipiti del Funk e Soul Jazz, insomma uno di quelli che, a torto o a ragione cambiò la storia delle Blue Notes.

Premessa la convinzione, peregrina o volatile, che l’organo non mi è sembrato rappresentare appieno lo spirito del Jazz, non posso disconoscere i meriti che il paffuto signore della Pennsylvania indubbiamente possiede, ad esempio quello d’esser stato capace di riunire in tanti dischi (e soprattutto nei due di cui parliamo) una schiera di formidabili solisti come l’altosassofonista Phil Woods, il baritonista George Barrow,  il chitarrista Barry Galbraith, Il contrabbassista George Duvivier, il batterista Donald Bailey e, soprattutto, il geniale arrangiatore e conduttore Oliver Nelson, autore di uno degli album più innovativi della rivoluzione stilistica degli anni 60 (“More Blues and the Abstract Truth”, Impulse! Records 1964), mago di armonie per le tracce di Smith con la Big Band presente in questo disco (Walk on the Wild Side, le due versioni di Ol’Man River, In a Mellow Tone e Step Right Up).

Tengo a sottolineare come il Bonus Album di questa realizzazione discografica, oltre al notissimo “Bashin’ – The Unpredictable Jimmy Smith” (Verve),  accluda un’altra produzione del 1962, addirittura della Blue Note, vale a dire una delle più importanti Case del Jazz (assolutamente fra le prime cinque), un “Jimmy Smith Plays Fats Waller tutto dedicato al ridanciano pianista-cantante di Kansas City, genialoide fautore di sovrabbondanti e splendide allegrie quali Ain't Misbehavin' e  Honeysuckle Rose, 7 performance interpretate in modo personalissimo e molto diverso da quello del Fats, sussurrate in coloriture medio-basse secondo il tipico uso dei pedali per enfatizzare l'introduzione di alcune note (tapping), tanto da emulare l'attacco ed il suono di un contrabbasso, vero e proprio segno distintivo dello “stile Jimmy Smith”.

Dunque due album in uno, per gli appassionati dei tempi eroici di un Jazz che ancora parlava Blues escludendo formalismi di genere e serissimi dettami bianchi, avvertiti come noiose e inutili ingerenze e strafalcioni di oleata grazia doraticcia, convenzionale e neanche tanto velatamente razzista.

Fabrizio Ciccarelli

“Bashin’ – The Unpredictable Jimmy Smith” (Verve 1962):

Jimmy Smith – organ; Oliver Nelson – arranger, conductor; Phil Woods, Jerry Dodgion – alto saxophone; Bob Ashton, Babe Clarke – tenor saxophone; George Barrow – baritone saxophone; Joe Newman, Ernie Royal, Doc Severinsen, Joe Wilder – trumpet; Thomas Mitchell – bass tuba; Jimmy Cleveland, Urbie Green, Britt Woodman – trombone; Barry Galbraith – guitar; George Duvivier – bass; Ed Shaughnessy – drums

“Jimmy Smith Plays Fats Waller”(Blue Note 1962):

Jimmy Smith – organ; Quentin Warren – guitar; Donald Bailey – drums

01 Walk On The Wild Side 5:58 02 Ol’ Man River 3:59 03 In A Mellow Tone 4:27 04 Step Right Up 4:17 05 Beggar For The Blues 7:29 06 Bashin’ 6:16 07 I’m An Old Cow Hand (From The Rio Grande) 6:17 08 Bashin’ [45 Rpm Issue] 2:41 09 Ol’ Man River [45 Rpm Issue] 2:50 10 Everybody Loves My Baby 3:48 11 Squeeze Me 5:31 12 Ain’t She Sweet 3:37 13 Ain’t Misbehavin’ 3:44 14 Lulu’s Back In Town 5:16 15 Honeysuckle Rose 6:57 16 I’ve Found A New Baby 6:03

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