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 Dado Moroni, Ira Coleman, Enzo Zirilli

Enzirado

Abeat 2018

 

Tra i cinquanta album che hanno visto Dado Moroni protagonista o comprimario, questo Enzirado riveste un ruolo di prim’ordine sia per la maturità stilistica evidenziata sia per la scelta di una ritmica veramente d’eccezione sia per il perfetto ordine dei brani proposti in esemplare sequenza melodica e ritmica.

Dado Moroni è un pianista che non si dimentica, è un talento riconosciuto a livello internazionale, è uno degli italiani che hanno ricevuto maggior plauso al Blue Note, al Birdland ed al Village Vanguard di New York; posti da intenditori, luoghi in cui di Jazz si vive e in cui il Jazz si evolve, legge e riscrive le pagine più importanti, club da brivido solo a nominarli.

E, con la medesima intensità e proprietà di fraseggio, con la stessa inventiva e con lo stesso trasporto con il quale si è fatto conoscere ed apprezzare dal pubblico americano, in nome dei Maestri Spirituali Oscar Peterson, Hank Jones, Ahmad Jamal, Kenny Barron, dà lezione di pianoforte contemporaneo ascendendo tensioni improvvisative di naturale eleganza in The Mighty Bobcat, accarezzando con infinita bellezza il meraviglioso Valzer di George Gershwin Isn’t it a Pity, ballad di raro stupore poetico, conversando in elettrico con  la tradizione delle 12 battute in Black Forest Blues e nel visionario Notturno di Blues or What?, lasciandoci chiedere quanto Miles Davis anni 80 e quanto Joe Zawinul/Weather Report sia ancora possibile tracciare tra le linee melodiche di chi cerchi nella Musica Impressione e Turbamento, come il Nostro fonda ancora nel Piano Solo proprio tra Peterson e Gershwin di First Smile e nel vivace conclusivo Pensiero Swing di The Cup Bearers di Tom McIntosh scolpito di calde potenze (come Dado ben sa) nell’omonimo album Riverside 1962 di Blue Mitchell, eccellente trombettista in quell’occasione in prova magistrale con Cedar Walton al piano e Junior Cook al sax tenore (chi non lo conosca, vada a cercarlo, ne vale la pena).  Finale coerente, dernière partie per una performance in definitiva volutamente priva di Ouverture o di Misteri Finali che intendano sorprendere o stordire in nome di una Boutade che per nulla sentiamo Maschera del nostro charmant pianista genovese. E menzione d’onore per gli eccellenti Ira Coleman al contrabbasso ed Enzo Zirilli alla batteria.

Enzirado è gioco linguistico con i nomi del Trio: ma cosa più serio del Gioco? Homo Ludens : si può negare Tutto, la Bellezza o la Verità, ma non si può negare il Gioco perché Giocare è Creare, soprattutto nell’Arte.

Fabrizio Ciccarelli

Dado Moroni : piano & comp 1,2,3,5,7,8

Ira Coleman : doublebass

Enzo Zirilli : drums

1 The Mighty Bobcat 2 Three Angels 3 Enzirado 4 Isn' t It A Pity 5 Black Forest Blues 6 Enzira 7 Blue Or What? 8 First Smile (piano solo) 9 The Cup Bearers

 

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