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Claudio Giambruno Quartet

JUIU

AlfaMusic 2018

 

Capita, e non di rado, che le pagine più interessanti del panorama Blue Notes intorno agli anni 60 siano purtroppo rappresentate non adeguatamente sia a livello di riedizioni discografiche che nelle produzioni contemporanee, come se urgesse necessità di dimenticare per ricostruire, tramandare, accordare il pensiero attuale con le magnifiche session in Quartetto che ancor oggi sono Pagine fondamentali per quel che, per brevità, denominiamo Jazz Moderno.

Parker, Coltrane, Davis, Art Blakey, Johnny Griffin, Chet Baker, Oscar Peterson, Bill Evans, Lee Morgan e quanti altri ne possano venir in mente fra i dischi Blue Note, Verve, Capitol, CBS, Impulse, ecco che, con intelligenza di fraseggio, abilità compositiva e capacità di dialogo, riescono ancora una volta ad esser rieletti Maestri di Stile e di Idee quando meno te l’aspetti, come in questo eccellente Juiu di Claudio Giambruno, senza che l’assonanza - sarà un caso? - col JUJU del 1964 di Wayne Shorter (album di riferimento per qualunque tenorsassofonista che intenda comprovare la propria forza espressiva con ideali calibri quali McCoy Tyner, Reggie Workman ed Elvin Jones) infici le giuste originali varianti che ogni Uomo di Jazz deve saper trasformare nel Segno del proprio Linguaggio, nel Simbolo della propria Emozione, declinata dal Nostro nella sintonia con il pianismo attento e creativo di Giovanni Conte e con la spedita intesa con la ritmica di Giovanni Villafranca al contrabbasso e Paolo Vicari alla batteria (che bravi!).

E così è: il Quartetto senza dubbio riconosce l’interesse storico ma soprattutto premette il Piacere del Suono, delinea autentici distillati Bop per le leggendarie firme di George Coleman (Apache Dance) e Chick Corea (Windows), corre in un circuito di entusiasmo vitale, viaggia per ogni Tempo ed ogni Armonia, oltrepassa il mainstream sia con uno Swing piacevole e trascinante (Rue des Artistes) sia con letture intimiste di polvere notturna (You are with me even if you are not, Trust me e, per la fine voce suadente ed educatissima di Daniela Spalletta, Juiu), secondo una formula alchemica di grande eleganza composta di frasi inattese e privati scompigli che rende più ampia la sensibilità, il lirismo, l’impostazione estetica, la nitidezza di una rapida, pulsante Modernità.   

Bravi, coinvolgenti, piacevoli, intelligenti.  

Fabrizio Ciccarelli

Claudio Giambruno tenor sax-Giovanni Conte piano-Giovanni Villafranca double bass-Paolo Vicari drums; Special guest:Daniela Spalletta voice on JUIU

1 Rue des artistes 2 Apache dance 3 You are with me even if you are not 4 A lot of fog 5 Juiu 6 Trust me 7 Windows 8 The man who’s smoking cigar

All composed by Claudio Giambruno except:2 by G. Coleman and 7 by C. Corea, 5 (Music by C. Giambruno, lyrics by D. Spalletta)

Production supervision Fabrizio Salvatore; Sound Engineer Rino Cirinnà; Mastering AlfaMusic Studio – Rome; Sound engineer Alessandro Guardia.

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