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Musica ex Machina

Burp

Hopetone Records 2018

 

Quando la forza delle Idee spinge fino a qualunque soffitto estetico il Libero dell’Istinto può agevolmente segnare un’assoluta solidità degli Assiemi, delle priorità musicali, dei punti fermi da ascoltare senza voler dare particolare lustro né agli stilemi jazz-rock di cui pur vive né alle ruzzanti solarità di una World Music raggiungibile attraverso ritmi cardiaci forti e corazzati da aree espressive agitate, agitatissime.  

Burp, onomatopea fumettistica per l’emissione rumorosa che risale dallo stomaco, è deciso segno di disgusto per il clownesco ossequio alle convenzioni, è brusca eruzione contro il Conformismo che il Quartetto Musica Ex Machina sollecita con ironia e Forme apposte ad un Sistema che intende – come informa il comunicato stampa di Lorenza Somogyi Bianchi – “disorientare e ri-orientare le informazioni senza dare conoscenza, per dare una verità che non è saggezza, come profetizzava Frank Zappa”.    

Certamente: il Baffuto Beffardo Zappa (e per intenzione direzionale direi anche l’underdog Charles Mingus) sempre all’angolo dello Stralunato esibito con aitante Determinazione nel rutilante fracassone di Babonzo e Powerchihuahua a ritmo di Salsa- Mexico- Funk o giù di lì (e ci si diverte apprezzando l’abile concertazione) o con Medio Meditativo in Pensamentos, nel Cool intimista di Lennie Tristano in Coda e nella sinuosa ballad Manji che infila magnifici riverberi Blues di Jazz anni 40, quando le migliori Blue Notes erano nei Club tra il bancone dei gaudenti “Whisky a Go Go” ed il palco stretto stretto sul quali gli Hipsters suonavano Bop esistenzialista e anarchico (dal Nuovo di Charlie Parker alle session di Coleman Hawkins, Lester Young e Roy Eldridge).

Ma non dimentichiamo che i Nostri hanno scelto Saturnalia per l’Incipit, titolo non caso a memoria delle festività per il dio Saturno fissate dall’imperatore Domiziano nelle quali, tra gozzoviglie e strenne orgiastiche, gli  schiavi potevano banchettare con i loro padroni, da cui venivano anche serviti. Un Rivolgimento dell’Ordine Costituito che annuncia un album sempre in linea con l’Eccesso e la Riflessione filosofica di un rubizzo Pensiero postmoderno, ad animam l’irriverente spessore melodico di Francesco Bachis alla tromba e Guido Coraddu al piano, esaltato dall’affabile cura ritmica di Mauro Sanna al basso e Simone Sedda alla batteria.

Fabrizio Ciccarelli

Guido Coraddu piano & composizione, Francesco Bachis  tromba, Mauro Sanna basso elettrico, Simone Sedda batteria

  1. Saturnalia 4:06 2. 87h 7:26 3. Babonzo 5:15 4. Pensamentos 6:05 5. PowerChihuahua 5:33 6. Pacha Kamal & co.6:16 7. Polivinilpirrolidone 5:01 8. Manji 5:42 9. Coda 3:38 10. Open Arms op 3:52

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