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Enrico Pieranunzi /Thomas Fonnesbæk

Blue Waltz

Stunt 2018

Per chi abbia avuto la fortuna di ascoltare Enrico Pieranunzi dal vivo, e fin dai suoi esordi nei nostri carissimi ed ineguagliati club romani - portatori di luci musicali in anni ben più attenti di questi, un saggio Saggio (si perdoni il banale gioco linguistico) di come le definizioni di generi contino assolutamente nulla per chi nell’Arte ha reso agevole e attuale l’intuizione di Marcel Proust: “Il mondo non è stato creato una volta, ma tutte le volte che è sopravvenuto un artista originale”.

Ora, qualcuno avrà certamente incluso Pieranunzi nella Macrosfera del Contemporary e/o del Post Bop: il che in parte sarà sicuramente vero, pur non sottolineando a giusto rigore come il Senso della Chiarezza, della Compostezza e dell’Eleganza Classica, in realtà derivi non da frequentazioni erudite ma dall’originale sensibilità di un Uomo profondamente colto, di un Intellettuale forte di un calibro espressivo tornito, talora caravaggesco talora impressionista, equilibrato e mai autoreferenziale.

Pieranunzi suona sempre per qualcuno, suona ovviamente per se stesso (chi non lo fa non è un Artista) pensando avanti a sé un ideale Proscenio ribaltato, nel quale accogliere chi ascolta con personalità avvolgente e forme visibili, con un amore ed un intelletto nei quali spesso corrono lievi armonie di memorie, come in Molto Ancora, affettuosa elegia donata al cuore dell’inquieto Luca Flores, pianista maudit che non trovò il proprio Tempo Materiale per dire tutto ciò che lo avrebbe portato nemmeno quarantenne alla scelta della volontaria assenza, il suicidio, troppo Uomo, forse, per vivere tra gli Uomini.

L’omaggio suggerisce molto dello spazio interiore e della necessità di esprimere di un Pieranunzi che sceglie la Tela del Duo per porgere Luce e dipingere la stessa vera natura delle sue immagini, trasposte in perfetto dialogo con la temperata meditazione del contrabbasso di Thomas Fonnesbæk nell’Incipit del Live al Gustav’s Bistro di Copenhagen, l’essenziale pura bellezza di Everything I Love di Cole Porter contigua a All The Things You Are di Jerome Kern, il toccante bruno esistenzialista di Blue Waltz  (Idea e Teoria per cui dar titolo alla performance), la Passione modernista di First Impression Last, lo Stupore Poetico di Miradas, la nonchalance irrequieta di Si peu de temps e, passo pronto e generoso per concludere la session, l’Atmòs, l’energico Vapore Bop di WIMP.

Tornando a Noi nelle Parole di Claude Debussy e Chet Baker:  gli Artisti possono colorare il Cielo come vogliono perché sanno che il Cielo ha tutti i Colori. Soprattutto in un Live, Imperativo e Declinazione di ciò che è più vero nella Musica.

Siamo Oltre, e di molto.      

Fabrizio Ciccarelli

Enrico Pieranunzi  piano, Thomas Fonnesbaek  bass

Recorded live at Gustav's Bistro, Copenhagen, July 14 & 15, 2017

  1. Everything I Love (C. Porter) 6:44
  2. Blue Waltz (E. Pieranunzi) 8:56
  3. Come Rose dai Muri (E. Pieranunzi) 7:06
  4. Molto ancora [per Luca Flores] (E. Pieranunzi)  7:33
  5. All the Things You Are (J. Kern) 9:52
  6. First Impression Last (Th. Fonnesbaek) 5:10
  7. Miradas (E. Pieranunzi) 6:10
  8. Si peu de temps (E. Pieranunzi) 2:45
  9. Tales from the unexpected (E. Pieranunzi) 5:19
  10. WIMP (E. Pieranunzi) 5:03

       

 

 

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