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GOV’T MULE FEAT. JOHN SCOFIELD

Sco-Mule

Evil Teen Records/ Edel 2015

Recorded 1999

A 20 anni dalla creazione della band, nata come side-project degli Allman Brothers, viene pubblicato questo doppio album, che per molto tempo è stato messo in disparte probabilmente a causa della tragica scomparsa di Douglas Allen Woody.

 

Approntata una nuova edizione con l’eclettico John Scofield, i Gov’t Mule presentano un adeguato adattamento ad un’idea che non appare come tributo alle qualità passate quanto invece interessante quesito su un futuro Jazz Rock privo di qualsiasi confusione e di ogni stress formale.

Indubbiamente la presenza di un Mago dell’overdrive chitarristico quale Scofield, prediletto geniaccio scelto da Miles Davis per rinnovare il proprio quintetto, non può che garantire una sostanza ritmica e cromatica di assoluto aplomb, esercitata nei diversi registri applicati ai magneti acidi e nei volteggi solistici che facilitano l’orientamento degli altri strumentisti in una possente accelerazione dei Pensieri in chiavi Blues e decentramenti jazzistici che, in misura maggiore, (in)disciplinano una Forma Fusion che non intende né alibi di metodo né metodi di maniera.

La performance mostra ampi confini territoriali e culturali, potenzia le misure di un Sound che è ancora in Divenire e che sembra una delle principali deduzioni dall’Eden elettrico di fine anni 80 ed inizio anni 90, completamente rivoluzionato da una formidabile schiera di musicisti (Davis in primis) che hanno operato scelte coraggiose e vincenti, entusiasmanti nel Groove di una tecnica improvvisativa forte,  tenace, emozionale.

Il Drive potente di “Tom Thumb” di Wayne Shorter viene liberato nella fantasia Swing di “Kind of Bird”, che, al di là del titolo che può rimandare al “Kind of Blue” di Davis o ai voli “Bird” di Charlie Parker, mobilizza le attuazioni cromatiche nel muscolare ingegno dei Weather Report e nei prepotenti colori del fraseggio, roteando  gli incisi nello “svagato” vigore psichedelico di Frank Zappa, come in “Doing It to Death” e nel Blues “infernale” di “Birth of the Mule” e “Pass the Peas”.

Il dinamismo appare spesso svisato fra le trame magnetiche di Jimi Hendrix e l’impeto istintivo di Bill Frisell, condotto con perfetto senso della misura estetica sino alla chiusura dell’album: un “Afro Blue” quale (dis)orientante segno di una elettrizzante abilità nell’avvolgere nel proprio Sound perfino i passaggi indiani e visionari di John McLauglin e della Mahavishnu Orchestra.

La ricerca di una fuga dal Mainstream ha spinto la band a cercare nuove soluzioni che offrano soprattutto equilibrio formale tra Novità e Tradizione, in un Primitivismo torrenziale, fremente come in una Jam Session in cui tutti sappiano inventare nello stesso linguaggio poliglotta ed avvertire suggestioni nelle quali condividere toni personali e immagini pirotecniche, come fossero nella “Factory” di Andy Warhol.

Cos’altro di meglio immaginare? Forse una Gibson Hummingbird o una Fender Mustang o una Byrdland con un pick-up esafonico; ma è solo questione di dettagli, e non esattamente stilistici, per una performance davvero sbalorditiva.

Fabrizio Ciccarelli 

John Scofield: Guitars

Warren Haynes: Guitars

Matt Abts: Drums

Allen Woody: Bass

Dr. Dan Matrazzo: Keyboards

Jimmy Herring: Additional Guitar auf “Devil Likes It Slow”

Mike Barnes: Additional Guitar auf “Afro Blue”.

Disc 1

  1. Hottentot
  2. Tom Thumb
  3. Doing It To Death
  4. Birth Of The Mule
  5. Sco-Mule
  6. Kind Of Bird

Disc 2

  1. Pass The Peas
  2. Devil Likes It Slow
  3. Hottentot (Alternate Version)
  4. Kind Of Bird (Alternate Version)
  5. Afro Blue 

 

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