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Gavino Murgia Blast Quartet, Blast, Abeat 2018 

Gavino Murgia, sassofonista nuorese di suono generoso e tensivo, lascia tracce della sua creatività improvvisativa qualunque partitura affronti, ed è innato il suo mordente senso per la libertà e per l’esplosiva esplorazione armonica di qualunque dettaglio scriva, tenuto conto che in Blast ne scrive ben sette. 

Identità sarda nell’Afroamericano, Ricerca e Incontro nell’assieme con i suoi tre del Quartetto: l’estroverso Mauro Ottolini al trombone, stravagante di largo senno che da sempre osa del jazz il Più Oltre, il composto ingegno di Aldo Vigorito al contrabbasso e Pietro Iodice, uno che la sa lunga in fatto di batteria, maestro di una sicura liaison fra la tradizione ed il contemporaneo.

Blast, quasi a urlarla questa “Esplosione” concettuale, è un album davvero “esplosivo” con l’anima diretta al genio (non solo ma anche) di Charles Mingus: non a caso Pithecanthropus Erectus è l’esordio che riconduce alla ricerca delle potenzialità espressive tra il miglior Free che personalmente possa ricordare nel disco del 1956 (!) dell'Underdog di Nogales pubblicato dall’Atlantic Records con una formazione a dir poco detonante (Jackie McLean al sax contralto, J.R.Monterose al sax tenore, Mal Waldron al piano e Willie Jones alla batteria). E'un diritto di Musica travolgente che trasporta il Senso del Moderno in uno spessore melodico impressionante e clamoroso, letto con attenzione dal Murgia nei palpitanti movimenti collettivi di Bardofulas, nell’estensione lirica e distonica di Sad Days ove è perfetta l’angolazione ondeggiante dell’intreccio sax-trombone, tanto a dire quanto s'incontrino per concordia immaginativa due “sregolati” poeti d’intuizioni come Gavino Murgia e Mauro Ottolini (applauso convinto, senz’altro).

E non è che i quattro brani seguenti siano tracce riempitive…anzi, proseguono in modo coerente il filo conduttore che, considerato il tutto, più che stravagante appare visionario, più che virtuoso, ispirato: I Danzatori delle Stelle, astrale a partire dal titolo, le riflessioni d’assieme di Cobalto, PardulOtto (magnifici il “misterioso” dell’intro del contrabbasso di Vigorito e del drumming elegante di Iodice), Amaranto (più virata in Bop ascendente) e X1, alchimia di strofe conclusive e giocose che aggiunge ulteriori dettagli di emozione ad una filosofia indisciplinata, o meglio disciplinata secondo visioni “diverse”, in parte anarcoidi ed in parte ebbre e meditanti, presentata secondo il Piacere del Suono e l’Autonomia del Pensiero.  

Fabrizio Ciccarelli  

Gavino Murgia - sax soprano e tenore, composizione (eccetto 1, di Charles Mingus)

Mauro Ottolini - trombone

Aldo Vigorito - contrabbasso

Pietro Iodice - batteria

1. Pithecanthropus Erectus

2 Bardofulas

3 Sad Days

4 I Danzatori Delle Stelle

5 Cobalto

6 Pardulotto

7 Amaranto

8 X1

 

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