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Oscar Peterson & Fred Astaire, The Astaire Story, Essential Jazz Classics 1952 / 2018 (distribuzione Egea) 

 

Quanto meno una curiosità storica le canzoni di Fred Astaire accompagnato dalla formidabile band di Oscar Peterson con il romantico sax di Flip Phillips, l’impeccabile tromba di Charlie Shawers, la grande eleganza del chitarrista Barney Kessel, ed un duo che ha illuminato l’innovazione della sezione ritmica, l’eccezionale contrabbassista Ray Brown ed il Maestro delle batteria Alvin Stoller. 

E tanto già sarebbe sufficiente per considerare questo doppio album un vero tracciante nella Canzone americana degli anni 50, un documento estremamente significativo di usi e costumi degli States tra Cinema, Radio e nascenti show televisivi. Fred Astaire sapeva fare l’attore e il ballerino, sapeva interpretare sia l’elegante simpatico della middle class che l’aristocratico europeista mai saccente ed etnocentrico, sapeva cantare per quel che Madre Natura gli aveva dato come corde vocali, non eccelse e non di grande qualità cromatica, piuttosto ordinarie se vogliamo, ma melodiose e gradevoli, certamente morbide nei medio bassi decantati in un discreto controllo dello sterno, limitate negli acuti, affettuose, soffuse e amabili come quelle di un brav’uomo politicamente corretto, mingherlino, gentile, molto ben vestito ma mai troppo chic e viveur, proprio come piaceva all’establishment ed al Welfare di quegli Stati Uniti che avrebbero fatto di tutto pur di “trombare” il nascente movimento Beat Generation, il Black Panther Party o il maledettismo dei jazz boppers. 

Grazie alle straordinarie doti intuitive di Norman Granz si entrò in sala di registrazione, pensando anche al business, e Oscar Peterson, uno dei grandissimi del piano moderno, accolse lo smilzo factotum del tip tap per realizzare rapidamente un’amicizia musicale ed una collaborazione artistica fino a quel momento impensabile. Chi il protagonista, chi il Demiurgo e di chi la regia degli arrangiamenti e dei contenuti jazzistici? Difficile dirlo, ma, ascoltando, si ha la sensazione che nessuno abbia voluto mettersi da parte e nemmeno sostenere situazioni musicali a proprio assoluto vantaggio, visto il carisma indiscusso di un produttore eccezionale quale fu Norman Granz, un imprenditore che sapeva di musica e di cifre stilistiche come pochi. 

Diciamo così: le performance furono un atto propositivo la cui intenzione fu quella di raggiungere il maggior numero di ascoltatori non esattamente appassionati di Jazz e di Musica in generale. L’impresa riuscì bene perché la professionalità di tutti era davvero sopraffina, e non solo dal lato tecnico, poiché emozioni e sentimenti, ben al di là di maniacali cure cattedratiche, corrono davvero tra i 41 brani, come si usava una volta… 

Certo che, quando il Quintetto di Oscar Peterson ha modo di esprimersi in modo più ampio che non nei tradizionali due minuti e trenta secondi della popular song nordamericana, si ascolta Jazz di gran classe (“I used to be color blind”, “Dancing in the dark”, “They can’t take that away from me”), quelle Blue Notes sottese allo charme di canzoni eterne come “Puttin’ on the Ritz”, “’S wonderful”, “The way you look tonight”, “I won’t dance”, “A fine romance”, “Night and day”, “A foggy day”, “Oh, Lady be good”, nelle quali è possibile sentire il forte contatto con i tratti più distintivi e nobili dell’arte compositiva di George Gershwin, Cole Porter, Irving Berlin e Jerome Kern, ai quali The Fred Astaire Story sembra indubbiamente essere dedicato. 

Tre splendide variazioni improvvisate su Tema alla fine di questo doppio cd: “Jam session for a dancer”, “The Astaire Blues” e “The second Astaire Blues”. Tre Live in Studio per 26 minuti nei quali l’eccellente padronanza strumentale e la suprema maestria swing di cinque incommensurabili talenti travolge, stupisce, suscita felicità e sorriso, e quello schioccar di dita e “battere tacco e punta” che ogni jazzofilo ben conosce. 

Punto esclamativo, detto fra noi: ci sentiamo francamente di consigliare ad ognuno questi 160 minuti al costo di pochi Euro, vista anche la qualità della rimasterizzazione e le estese e puntuali informazioni del booklet. 

Fabrizio Ciccarelli   

FRED ASTAIRE, vocals & tap dance
OSCAR PETERSON, piano & conductor
Plus:
CHARLIE SHAVERS, trumpet
FLIP PHILLIPS, tenor sax
BARNEY KESSEL, guitar
RAY BROWN, bass
ALVIN STOLLER, drums 

CD 1 

01 ISN’T THIS A LOVELY DAY 
02 PUTTIN’ ON THE RITZ 
03 I USED TO BE COLOR BLIND 
04 THE CONTINENTAL 
05 LET’S CALL THE WHOLE THING OFF 
06 CHANGE PARTNERS 
07 ‘S WONDERFUL 
08 LOVELY TO LOOK AT 
09 THEY ALL LAUGHED 
10 CHEEK TO CHEEK 
11 STEPPIN’ OUT WITH MY BABY 
12 THE WAY YOU LOOK TONIGHT 
13 I’VE GOT MY EYES ON YOU 
14 DANCING IN THE DARK 
15 THE CARIOCA 
16 NICE WORK IF YOU CAN GET IT 
17 NEW SUN IN THE SKY 
18 I WON’T DANCE 
19 (AD LIB) FAST DANCES [Instrumental] 
20 TOP HAT, WHITE TIE AND TAILS 
21 NO STRINGS 
22 I CONCENTRATE ON YOU 
23 I’M PUTTING ALL MY EGGS IN ONE BASKET

CD 2

01 A FINE ROMANCE 
02 NIGHT AND DAY 
03 FASCINATING RHYTHM 
04 I LOVE LOUISA 
05 (AD LIB) SLOW DANCES [Instrumental] 
06 (AD LIB) MEDIUM DANCES [Instrumental] 
07 THEY CAN’T TAKE THAT AWAY FROM ME 
08 YOU’RE EASY TO DANCE WITH 
09 A NEEDLE IN A HAYSTACK 
10 SO NEAR AND YET SO FAR AWAY 
11 A FOGGY DAY 
12 OH, LADY BE GOOD 
13 I’M BUILDING UP TO AN AWFUL LETDOWN 
14 NOT MY GIRL 
15 JAM SESSION FOR A DANCER [Instrumental] 
16 THE ASTAIRE BLUES [Instrumental] 
17 THE SECOND ASTAIRE BLUES [Instrumental] 
18 I WON’T DANCE [1955 version] (*)

(*) BONUS TRACK

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