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Enrico Intra

Gregoriani & Spirituals

AlfaMusic 2018 

 

Della Storia e della Passione artistica di Enrico Intra non si termina veramente mai di dire. 

Il Maestro milanese, Storia del Jazz e non solo (con Chet Baker, Milt Jackson, Gerry Mulligan, David Liebman, Giovanni Tommaso, Enrico Pieranunzi, Franco Cerri, Franco Ambrosetti e cento altri), figlio di anni straordinari per la musica italiana e mondiale e padre di tanti progetti di grande cultura, pianista e compositore, docente e direttore d’orchestra (in particolare della Civica di Milano) e tanto tanto altro, ne trova ancora una delle sue: Gregoriani & Spirituals, non due generi a caso, non due discipline diverse, bensì due repertori avvertiti come propri, cui attingere e nei quali variare, sentire, dimensionare emozioni, poesia del ricordo, tensione metafisiche lanciate verso un’immaginazione che ci lascia del tutto ottimisti circa un prossimo futuro. 

La seduzione filosofica nei confronti della sperimentazione e le porte del Cuore aperte al canto spirituale (appunto Gregoriano e Spiritual) coesistono nel canto intimo di Joyce Elaine Yuille, nel calibro impressionistico delle minimalistiche congiunzioni fra l’arpa di Marcella Carboni, l’organo liturgico di Stefano Proietti e le visionarie locuzioni ritmiche di Matteo Bortone al contrabbasso e Stefano Tamborrino alla batteria, sia nel blues “A Holy Day for Us” e di “Wade in the Water” che nel Contemporaneo jazzistico di “Non solo Bop”, immagini chiosate nella conclusione dell’album dalle arcaiche meraviglie armoniche di “Intrànnias” , cantu a tenore polifonico di ineguagliabile bellezza affidato alla sensibilità della voce-strumento di Gavino Murgia e dall’ensemble Tenore Gòine di Nuoro, evocazione d’un Passato giustamente (e obbligatoriamente) inserito dall’UNESCO nel novero dei “Patrimoni orali e immateriali dell’Umanità”. 

In questo Pianeta dell’Ultraveloce (una celerità solo apparente, in realtà piatta e conformista) personalmente accolgo e condivido la ponderata, tenace e flessibile profondità emotiva dell’album di un giovanissimo ottantreenne che ha ancora molto da insegnare, poiché là dove vivono assieme la memoria del monodico liturgico codificato nel Medioevo della Rinascita carolingia, per favorire meditazione e interiorizzazione del testo cantato, e l’aperta vocalità “nera” del “rurale”antecedente al blues, spontanea testimone delle tradizioni orali africane trasposte sia nella mistica di temi cattolici e protestanti come nella sofferenza della schiavitù e nel desiderio di libertà, c’è sempre traccia di elevazione spirituale e di critica sociale, di un Esodo dalle Forme usuali del Jazz e da certa timida Discrezione che limita tanto la Ricerca quanto la Riflessione: un ponte laico tra Mondi solo apparentemente lontani , come suggerito dalla copertina. Sospensioni dal Silenzio culturale e morale che da sempre agitano l’Anima eclettica di Enrico Intra. 

Fabrizio Ciccarelli      

Enrico Intra: pianoforte
Joyce Elaine Yuille: voce
Marcella Carboni: arpa
Matteo Bortone: contrabbasso
Stefano Tamborrino: batteria
Gavino Murgia, Tenore Gòine di Nùoro: voci
Stefano Proietti: organo


  1. A Holy Day for Us - (05:26)
    02. Wade in the Water - (03:06)
    03. Gillo - (04:07)
    04. Morning Star - (04:07)
    05. This Little Light of Mine - (02:47)
    06. Scherzo - Da Anbahnen - (03:24)
    07. Sometimes I Feel Like a Motherless Child - (03:12)
    08. Per Elena - (02:25)
    09. Gomme - (03:56)
    10. The New Born - (04:48)
    11. Non solo Be Bop - (02:39)
    12. Amazing Grace - (02:59)
    13. Ode to Thee - (04:40)
    14. Intrannias - (06:21)

All composed by Enrico Intra except 2, 5, 7, 12 and 14 by Gavino Murgia

Production supervision Fabrizio Salvatore

PS: consiglio ai lettori la biografia essenziale:

https://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Intra

 

 

 

 

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