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DISSEMINAZIONI PLATONICHE

Una lettura del nuovo libro di Stefano Cazzato, Il racconto del Timeo, Ladolfi Editore 2019 (pp.84 € 10) 

 

E' un nuovo libro, questo di Stefano Cazzato, che, seguendo ai suoi già preziosi Dialogo con Platone e Una storia platonica, mette capo a una nuova avventura di incontro con il filosofo per cui si è giustamente detto che tutta la storia della filosofia sia un commento, un corollario. E così, infatti, mirando più a quanto la filosofia di Platone possa parlare a quella del nostro tempo che non a ricostruirne un'essenza cristallizzata e inattingibile, Stefano Cazzato prende questa volta spunto dall'analisi sempre accurata di un importantissimo dialogo platonico della vecchiaia, il Timeo, sull'origine del mondo, per fare seguire all'indagine filologica un'occasione della parola filosofica. Della filosofia del nostro tempo, di un suo stesso sguardo sulla realtà. Un rapporto, quello con la filosofia del proprio tempo, che questo libro scopre nella sua filiazione di un'interlocuzione che va da Nietzsche ad Heidegger, quindi a Gadamer e Derrida. Un'interlocuzione che diventa stesso punto di vista dove lo studioso di Platone vuole e sa dire la sua nella nobile filiazione di chi ha rivendicato la valenza del mythos contro il logos; per lo meno di un logos che inaridisca sia la filosofia che la stessa letteratura in una scepsi sclerotizzante. Il mito e la prospettiva ermeneutica sono dunque il limine in cui Cazzato si posiziona per riconsegnare all'uomo contemporaneo una certa libertà teoretica ed estetica; direi teoretica attraverso l'estetica. In una complicità in cui emerge, per dirla con Pascal, una stessa finesse della geometrie; o, per pensarla con lo stesso Platone del Timeo, di cui questo agile libro di un'ottantina di pagine si occupa, una stessa finezza di quella geometria con cui il famoso demiurgo platonico ha dato forma al Caos e ha costruito questa avventura della materia che è la fiaba del cosmo. E nel segno di questa finezza della geometria, si può ben concludere che il demiurgo terreno, l'umano scrittore, ha reso il suo migliore tributo al demiurgo celeste, il divino artigiano del cosmo. Onore all'artigiano celeste e alle disseminazioni terrene della memoria della madre a cui il libro è dedicato nonché alla stessa gioia, immaginiamo, in cui continuano a vivere i nostri genitori, con i meriti delle loro opere dell'affetto e della pedagogia, fra i celesti alberghi del cosmo. 

Giuseppe Cappello

 

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