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Jacopo Ferrazza Trio, Theater, Cam Jazz 2019

 

Di forme e linee melodiche contemporanee vive l’album Theater di Jacopo Ferrazza: temi originali che riferiscono della propria cultura musicale e del proprio credo stilistico, affrontando un repertorio tanto di notevole  difficoltà tecnica quanto di immediato lirismo.

La padronanza strumentale del Ferrazza è sicura e ampia, eclettica sia per i rimandi classici (barocchi) che per le dimensioni più acide (jazz rock) attraverso cui disegna composizioni originali (molto originali) dirette con sicurezza nella sua collaborazione intellettuale con due artisti bravi (molto bravi) quali Stefano Carbonelli alla chitarra e Valerio Vantaggio alla batteria.

Personalmente apprezzo molto quando una performance non “esce dal seminato” e mostra le reali intenzioni di chi l’ha ideata, e quando si declina la storia della musica contemporanea trovando il giusto trait d’union  tra la compostezza di Johann Sebastian Bach ed il fluire impressionistico di Maurice Ravel, giungendo alla realizzazione di un “sentimento moderno” a prescindere dalle sintassi adottate. In ogni caso il linguaggio “sentito” da Ferrazza, viene avvertito come forma- contenuto e idea essenziale di un universo sonoro ancora al di là dal realizzarsi; ma del quale egli ipotizza molte vie possibili. E, tra le vie possibili, viene intuita una visionarietà niente affatto disarticolata, pruriginosa di stilemi che debbano per forza stupire, semmai un viaggio ipotetico nel Divenire, quel Divenire emancipato e illuminante che i maestri delle Blue Notes (Charles Mingus in primis) hanno predetto in tempi più liberi sia a livello politico che artistico.

Potremmo chiedere al talentuoso bassista il motivo del titolo dell’album, ma, sinceramente, credo la risposta sarebbe scontata: “teatro” come lettura (e scoperta) del Mondo, “teatro” come Weltanschauung, immagine del vivere, visione di una dimensione sovrapersonale. Per questo ritengo che Theater concentri in modo coerente tale distillato filosofico in intensi andamenti poetici sin dall’Intro della title track e nell’inquieto clima intimista di “Rapsody for a cloud”, nell’apertura ai tempi sincopati e fiammanti di “Awakeing” dominati dalla percussività del contrabbasso del Nostro, per poi concludere nelle nubi dissolte del raggio ipnotico e crepuscolare di “Sofia”.

Il Tema Vitale da cercare è nel Tutto di questo album impressionistico e dedicato all’improvvisazione, l’ordine e l’attento disordine che fa del Jazz fuggente bagliore di Futuro.

Fabrizio Ciccarelli

Jacopo Ferrazza, bass & composition

Stefano Carbonelli, electric and classical guitar

Valerio Vantaggio, drums

  1. Theater
  2. Rhapsody For A Cloud
  3. The Observer
  4. Awakening
  5. Riververse
  6. A Visionary Spring
  7. The Last Sunset
  8. Sofia

 Ufficio Stampa Guido Gaito: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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