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John Coltrane- Blue Train + Giant Steps

Jazz Images 2019, distribuzione Egea

 Quasi non dovremmo dire nulla a margine di capolavori come i due dischi incisi da Coltrane nel primo sintagma della sua vita artistica, 12 opere d’ingegno che rivelano le meravigliose fattezze stilistiche e umane del più grande sassofonista mai ascoltato, frasi contro il declino delle parole (ove per Trane ci fu solo la musica a sostituirle), un Adesso contro le metafore stanche della vita e dei silenzi, un indimenticabile documento storico-antropologico di critica alla società occidentale, Storie costrette a lasciare l’anima nel tentativo di raggiungere un equilibrio spirituale con cui placare (anche con violenza) ansie libertarie tra corpo e immaginario, tra cultura antimaterialistica e disintegrazioni mistiche.

Due album anomali in quegli anni 50 puntati alla conservazione e mai aperti allo stupore dell’innovazione votata alla ricerca di una chiave per reinterpretare l’Ancién Regime delle Blue Notes, ombre trasparenti per muoversi nel flusso della meditazione, nei soffi degli aromi fuggenti e rivoluzionari del jazz postparkeriano e anteHardBop , ideati da un incontrollabile Genio per le interazioni con strumentisti eccezionali quali Lee Morgan, Curtis Fuller, Kenny Drew, Paul Chambers, Philly Joe Jones, Tommy Flanagan, Art Taylor, Wynton Kelly, Jimmy Cobb (e, nelle bonus tracks, McCoy Tyner, Steve Davis, Billy Higgins, Sonny Rollins, Red Garland, Eric Dolphy, Freddie Hubbard, Art Davis, Reggie Workman ed Elvin Jones).

Non possiamo non riconoscere in questa produzione il ritratto jazzistico più credibile di John Coltrane. Non bastassero i due epici dischi, 7 bonus straordinari di diversa intuizione jazzistica, tra i quali  il Bop veemente di “Tenor Madness” del 1956 con Sonny Rollins (una prova d’autore nella quale Trane vince a mani basse), i passi metafisici e stranianti di “Exotica” e dei tre dell’intero album “Olé Coltrane” (Atlantic 1961): “Olè”, “Dahomey Dance” e “Aisha”, testimonianze future del suo crescente onirismo afro-orientale di dirompente segno politico “nero”, quanto mai vicino alle evoluzioni filosofiche di Malcom X, di cui condivise l’originale islamismo che intendeva abbattere ogni barriera etnica ed ogni forma di discriminazione, il “risveglio spirituale” dopo esser stato annichilito dai devastanti anni dell’eroina che comunque lasciarono in lui la sfiducia nella scienza ufficiale e la passiva accettazione del destino, morte inclusa, tra una delirante serenità (come in “Love Supreme” del 64) ed un toccante espressionismo selvaggio e soverchiante (come in “Ascension” del 65, Kulu Sé Mama del 66, “Interstellar Space” ed “Expression” del 67).  

Pur se non esiste un Coltrane maggiore ed uno minore, non si può non provare ancora stupore infinito per brani di riferimento per tutto il Novecento musicale quali l’eleganza di “Blue Train” e “Moment’s Notice”, il vigore complesso e viscerale delle magnifiche ed inconsuete progressioni armoniche di “Giant Steps” e l’intensa elegia di una delle più luminose ballad mai scritte, “Naima”: quattro pietre miliari che si aggiungono al malinconico blues in tonalità minore di “I'm Old Fashioned” di Jerome Kern e Johnny Mercer, che cambia in maggiore nel corso di un assolo di Coltrane che è considerato uno dei migliori del periodo hard bop, e all’ingresso nel jazz modale per il velocissimo e dinamico blues minore di “Mr PC”.

Ma, a dirne, è sempre troppo poco, poiché il suo pensiero musicale sarà sempre in divenire, prodigioso nelle progressioni armoniche, complesso e nascosto nel fraseggio, unico nel timbro, elastico nell’improvvisazione  e nella modulazione, vivo e sempre commosso nei movimenti di formidabile impatto emotivo.

Nessun altro come Trane…

Fabrizio Ciccarelli

CD1:

01 Blue Train

02 Moment’s Notice

03 Locomotion

04 I’m Old Fashioned

05 Lazy Bird

06 One and Four*

07 Exotica*

08 Like Sonny*

09 Tenor Madness*

CD2:

01 Giant Steps

02 Cousin Mary

03 Countdown

04 Spiral

05 Syeeda’s Song Flute

06 Naima

07 Mr. PC

08 Olé**

09 Dahomey Dance**

10 Aisha**

JOHN COLTRANE, tenor & soprano saxophone on all tracks, plus:

CD 1, [1-5]: BLUE TRAIN

LEE MORGAN, trumpet; CURTIS FULLER, trombone;

KENNY DREW, piano; PAUL CHAMBERS, bass;

PHILLY JOE JONES, drums

Hackensack, New Jersey, September 15, 1957. (Blue Note Records)

CD 2 [1-7]: GIANT STEPS

TOMMY FLANAGAN or WYNTON KELLY, piano;

PAUL CHAMBERS, bass;

ART TAYLOR or JIMMY COBB, drums.

New York, May 5 & December 2, 1959.

(*) BONUS TRACKS (CD 1, 6-9):

[6-8]: McCOY TYNER, piano; STEVE DAVIS, bass;

BILLY HIGGINS, drums. Los Angeles, September 8, 1960.

[9]: SONNY ROLLINS, tenor sax; RED GARLAND, piano;

PAUL CHAMBERS, bass; PHILLY JOE JONES, drums.

Hackensack, New Jersey, May 24, 1956.

(**) BONUS ALBUM: CD 2 [8-10]: OLÉ COLTRANE

ERIC DOLPHY, alto sax & flute; FREDDIE HUBBARD, trumpet;

McCOY TYNER, piano; ART DAVIS (out on 10)

& REGGIE WORKMAN, bass; ELVIN JONES, drums.

New York, May 25, 1961 (Atlantic Records).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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