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Enrico Pieranunzi, From always to now, AlfaMusic 2019 (Edi-Pan 1978)

 

Il Vigore e l’Essenza degli anni 70 di Enrico Pieranunzi, la testimonianza di una Cultura e soprattutto di  una Filosofia musicale ben più ampia di quella d’oggi e densa di problematiche costruttive, l’Azione jazzistica di un prodige ventinovenne che al tempo donava come pochi session entusiasmanti, versatili nel “suo” repertorio, quello che ne avrebbe designato l’inconfondibile personalità agli occhi dei più esigenti jazzofili e di ognuno che amasse la Musica al di là d’ogni genere.

Ricordo con estrema precisione quando acquistai presso le gloriose “Messaggerie musicali” di Via del Corso a Roma il vinile di From always to now: con lo sconto, quattromila Lire spese benissimo anche solo a vedere di quale trio/quartetto si trattasse: l’Enrico, Maurizio Giammarco al sax, Bruno Tommaso al contrabbasso e Roberto Gatto alla batteria. Giovani jazzisti, età media 26 anni, che intendevano dar un senso nuovo alle Blue Notes, jazzisti già ben conosciuti in quella Roma giustamente sedotta da ogni nuova dirompenza fosse posta in essere da artisti lontani da atteggiamenti boriosi e fattezze conformiste.  

Brani? Quattro originali del Pier, uno di Giammarco, “Con alma” di Dizzy Gillespie, “Oleo” di Sonny Rollins. Tanto bastava a giustificare la presenza sul mio Thorens con puntina Stanton di un album travolgente, gonfio di stilemi Hard Bop da stordire, da viaggiare, da non poter sopire fino a tarda notte con gli amici…

Dall’atmosfera ballad di Song for Edda alle febbrili potenze di Night Bird e Con Alma, agli enigmi chiaroscurali di A Silent Esssence e Le cose come ti ritornano, dalle complesse avvolgenti liriche di Poseidia allo strepitoso fluire dello standard Oleo riletto secondo quel vigore viscerale che, pur in solo due minuti, dava il Senso del Pieranunzi filologo bopper, anima inquieta tra tutto quel che di più entusiasmante c’era da suonare. Un’anima oltre le soglie dell’Apollineo studium col quale il Pier, che sapeva di Classica come pochi nell’orizzonte jazzistico, inventava il proprio Dionisiaco trait d’union tra Debussy e Bill Evans, tra Ravel e McCoy Tyner. Night Bird, soprattutto, una magia di cui Chet Baker si innamorò “suonandolo e facendolo suonare in tutto il mondo [dopo averlo inciso in Soft Journey, Edi-Pan 1980 con Giammarco, Del Fra e Gatto]. Cosí, grazie a lui, Night bird, riuscì a violare il dogma del decadimento e dell’oblio cui tutti i “now” devono per legge di natura sottostare e divenne, in poco tempo, un vero e proprio standard” (Cit. Note di Copertina di Enrico Pieranunzi).

Ora, del Maestro romano, abbiamo il piacere di ascoltare il secondo cd dei suoi eccellenti Early Years a cura dell’Alfa Music (il primo, “The day after the silence”, bellissimo piano solo del 1976), una Coordinata che ha ridisegnato ogni Ascissa delle Blue Notes italiane, una proiezione verso nuovi orizzonti espressivi, nuovi per quei 70 tanto quanto per l’Oggi: dal Sempre al Momento, come del resto nella scelta della bonus track Night Bird non a caso riletta in duo con Rosario Giuliani al sax; scelta quanto mai significativa per il Destino cui il pianista intende estendere Memoria ed Essenza. 

L’Oggi nei tanti Sempre che hanno disteso il pensiero di Enrico Pieranunzi in un mélange di accordi pieni e intense melodie, originali cromatismi e modulazioni di fraseggio che hanno ancor oggi pochi paragoni.

Da non mancare, assolutamente.             

Fabrizio Ciccarelli

Enrico Pieranunzi-piano

Maurizio Giammarco-sassofono tenore, sassofono soprano

Bruno Tommaso-double bass

Roberto Gatto-drums

Rosario Giuliani-sax (8)

1 - Night Bird - (5’40)

2 - Con Alma [D. Gillespie] - (6’22)

3 - A Silent assence - (4’58)

4 - Le cose come ti ritornano [MG] - (4’38)

5 - Song for Edda - (3’54)

6 - Poseidia - (8’38)

7 - Oleo [S. Rollins] - (2’06)

Bonus track

8 - Nignt Bird - (7’06) E.Pieranunzi & R.Giuliani (24.4.2002)

Production supervision Fabrizio Salvatore

Sound Engineer Alessandro Guardia

 

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