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Roberto Magris

Enigmatix

JMood 2015 

Musicista prolifico e talentuoso, fedele in molti dei suoi lavori alla tradizione dell’hard bop, di cui ha recuperato e rilanciato, per la gioia di chi ama quella stagione, nomi, temi, standards, brani poco conosciuti e atmosfere peculiari, al pianista triestino Roberto Magris non dispiace confrontarsi con le innumerevoli diramazioni e progressioni del jazz contemporaneo, come ha dimostrato in “Cannonball Funk’n Friends” del 2010 e come dimostra, ancor più, in  questo suo nuovo disco che già dal titolo (Enigmatix) vuole disorientare e incuriosire un ascoltatore avvezzo alle categorie troppo rigide.

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Bruno Sanfilippo

Inside Life

Ad 21 Music 2015

Un album di temi per una costruzione artistica ed una creazione di un antisistema visionario l’Inside Life del pianista argentino Bruno Sanfilippo, nel quale l’eclettica personalità del compositore stabilisce un forte legame fra passato e futuro;

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Dino & Franco Piana Septet

Seven

Alfamusic 2012

Come chi scrive di Musica ben sa, il Lettore non ama troppe parole per una recensione. Talvolta, però, la regola non può non essere infranta: la Sintesi può talora risultare sconveniente di fronte al “dialogo” con opere composite, belle e complesse come questa.

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FatsO

On Tape

Jazzhaus Records 2016

Che l’anima lasciva, tormentata, ridanciana e sarcastica di Tom Waits avesse viaggiato tanto lo si sapeva, ma che fosse giunta anche nella vivace Bogotà proprio non lo si immaginava.

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Fabio Morgera & NY Cats

CTRL Z

Alfamusic, 2015 

Prologhi espressivi, personalizzazioni avventurose e asimmetrie sospese trovano compiutezza descrittiva in una naturale attenzione alla pronuncia di un jazz rock tutt’altro che occasionale e ingenuo nell’enunciazione, nei cui arabeschi cromatici e nelle cui esplorazioni timbrico- ritmiche paiono coesistere piani espressivi che dalle tensioni Soft Machine variano nei climi e turbolenti e portentosi di Miles Davis, Chick Corea, Charles Mingus, Joe Henderson, John McLaughlin e la sua Mahavishnu Orchestra, orchestrando il Melting Pot con la forza elettrica davvero trascinante di “Illegal Immigration” che Morgera, tra pochi a ricordarlo, dedica e deduce dai gesti imperiosi ed improvvisi di Lawrence D. “Butch” Morris, geniale cornettista, compositore e direttore d’orchestra scomparso 3 anni fa, cui l’album è idealmente rivolto.

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Pollock Project

AH!

Recorded at Helikonia Studio, 2016

“Dipingere è azione di autoscoperta. Ogni buon artista dipinge ciò che è.”

Così ebbe a dire Jackson Pollock, e ciò che ha sempre reso unico quell’action painting non possiamo non riconoscere sia stata la naturale capacità di indicare le connessioni fra la tradizione ed il tradirla, scoprendo così che la “via” più naturale  fosse proprio dietro l’angolo delle proprie pulsioni, in quello stile personale, febbrile, tanto inimitabile da essere imitato solo da epigoni.

Suonare è azione di autoscoperta. Ogni buon musicista esegue ciò che è.

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NOEMI NORI

AL DI LA' DI ME

Alfa Music 2015

C’è qualcosa che vibra diverso nell’album della vocalist brasiliana, qualcosa che fugge dalla tonalità pensosa ed introspettiva dell’intimismo interpretativo, qualcosa di misterioso ed assolutamente naturale che corre nei fraseggi asciutti e negli arabeschi disegnati, cromaticamente il linea perfetta con le nuances del trio che l’accompagna in questo ”sueño dorado” che declina songs nelle lingue di tre continenti musicali (jazz, tango, bossa, samba e non solo).

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Roberto Michelangelo Giordi

Il soffio

Odd Time Record, 2016

 “Un passo dopo l’altro si può scivolare via/prima che la notte se ne accorga”. Così l’inizio del nuovo album di Roberto Michelangelo Giordi, un cantautore (semmai bastasse la definizione) che ha trovato la propria identità attraverso le Parole che fluiscono nelle Note e, da esse, tornano all’essenza stessa della composizione con un’ancestrale e naturale inclinazione ad “andare a fondo alle cose”, descrivendo nella lingua impressionistica più immediata le proprie esperienze, l’origine del confronto fra se stesso e la transcultura mediterranea, il legame tra il “fare musica” e l’appassionato peregrinare nelle avventure della Poesia.

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Marco Pacassoni Quartet

HAPPINESS

AlfaMusic 2014

Se a parlare sono gli incontri in cui corrono le Note, allora l’Idea in divenire delle composizioni di Pacassoni è da intendere come macchina del tempo sulla quale viaggiano impressioni ed improvvisazioni dense di atmosfere brillanti e di letture seducenti del mondo cromatico di Pat Metheny e, soprattutto, di Lyle Mays, Alex Acuña e Gary Burton, maestri del caldo chiarore strumentale e volti all’ecologia di un Sound piacevole, il cui equilibrio è negli accenti impressionisti e nelle atmosfere jazzy dal riverbero contemporaneo ed espansivo, come in “Two Shades of Happiness” e in “On the Riverside”.

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