Pollock Project

AH!

Recorded at Helikonia Studio, 2016

“Dipingere è azione di autoscoperta. Ogni buon artista dipinge ciò che è.”

Così ebbe a dire Jackson Pollock, e ciò che ha sempre reso unico quell’action painting non possiamo non riconoscere sia stata la naturale capacità di indicare le connessioni fra la tradizione ed il tradirla, scoprendo così che la “via” più naturale  fosse proprio dietro l’angolo delle proprie pulsioni, in quello stile personale, febbrile, tanto inimitabile da essere imitato solo da epigoni.

Suonare è azione di autoscoperta. Ogni buon musicista esegue ciò che è.

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Roberto Michelangelo Giordi

Il soffio

Odd Time Record, 2016

 “Un passo dopo l’altro si può scivolare via/prima che la notte se ne accorga”. Così l’inizio del nuovo album di Roberto Michelangelo Giordi, un cantautore (semmai bastasse la definizione) che ha trovato la propria identità attraverso le Parole che fluiscono nelle Note e, da esse, tornano all’essenza stessa della composizione con un’ancestrale e naturale inclinazione ad “andare a fondo alle cose”, descrivendo nella lingua impressionistica più immediata le proprie esperienze, l’origine del confronto fra se stesso e la transcultura mediterranea, il legame tra il “fare musica” e l’appassionato peregrinare nelle avventure della Poesia.

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I filosofi e la musica: Joseph de Maistre

La musica è come la birra? 

Conservatore, ultracattolico e reazionario come pochi in politica, ma moderno, anzi postmoderno, nei giudizi liberi dai condizionamenti ideologici: sembra che si possa dire questo di Joseph de Maistre, almeno a giudicare da un suo scritto sull’arte (Il bello non è che convenzione e abitudine) che, in poche righe e con un gusto inimitabile del paradosso, soppianta secoli di platonismo e universalismo estetico.

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I filosofi e la musica: Carlo Michelstaedter

La melodia del giovane divino 

Il 27 aprile del 1910 il filosofo goriziano Carlo Michelstaedter assiste presso il teatro della sua città alla rappresentazione dello “Stabat mater” di Giovanni Battista Pergolesi, l’opera che il giovane musicista aveva completato il giorno stesso della sua morte, avvenuta in seguito a un male incurabile nel 1736. 

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Dino & Franco Piana Septet

Seven

Alfamusic 2012

Come chi scrive di Musica ben sa, il Lettore non ama troppe parole per una recensione. Talvolta, però, la regola non può non essere infranta: la Sintesi può talora risultare sconveniente di fronte al “dialogo” con opere composite, belle e complesse come questa.

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I filosofi e la musica: Tommaso Campanella

Solmusic

Che la musica sia un rituale fondamentale non solo delle civiltà realizzate ma anche di quelle sognate e immaginate, lo dimostra la più famosa delle utopie: La Città del Sole di Tommaso Campanella.

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Fabio Morgera & NY Cats

CTRL Z

Alfamusic, 2015 

Prologhi espressivi, personalizzazioni avventurose e asimmetrie sospese trovano compiutezza descrittiva in una naturale attenzione alla pronuncia di un jazz rock tutt’altro che occasionale e ingenuo nell’enunciazione, nei cui arabeschi cromatici e nelle cui esplorazioni timbrico- ritmiche paiono coesistere piani espressivi che dalle tensioni Soft Machine variano nei climi e turbolenti e portentosi di Miles Davis, Chick Corea, Charles Mingus, Joe Henderson, John McLaughlin e la sua Mahavishnu Orchestra, orchestrando il Melting Pot con la forza elettrica davvero trascinante di “Illegal Immigration” che Morgera, tra pochi a ricordarlo, dedica e deduce dai gesti imperiosi ed improvvisi di Lawrence D. “Butch” Morris, geniale cornettista, compositore e direttore d’orchestra scomparso 3 anni fa, cui l’album è idealmente rivolto.

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Il topos e il logos

di Stefano Cazzato 

 

Uno dei motivi per cui la filosofia appare, agli occhi dei più, come una disciplina astratta è sicuramente ascrivibile a quel singolare processo di deterritorializzazione che stacca il pensiero dai luoghi in cui nasce e si sviluppa, come fosse un prodotto puro e disincarnato, una proiezione e un’evoluzione dello spirito. Frutto di un cattivo idealismo o di una pessima abitudine manualistica?

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I  cromatismi del Tyne: quattro poesie su Sting

(Giuseppe Cappello) 

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I filosofi e la musica: Georges Perec

La vertigine dell’inafferrabile 

Fondatore dell’OuLipo, saggista, poeta, drammaturgo, Georges Perec non è stato un filosofo di professione ma un filosofo appassionato, dato che uno dei suoi interessi principali andava ai modi in cui le parole si legano alle cose, i significanti ai significati, i contenitori ai contenuti, le categorie agli oggetti e agli esseri del mondo. C’è tema più filosofico di questo?

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NOEMI NORI

AL DI LA' DI ME

Alfa Music 2015

C’è qualcosa che vibra diverso nell’album della vocalist brasiliana, qualcosa che fugge dalla tonalità pensosa ed introspettiva dell’intimismo interpretativo, qualcosa di misterioso ed assolutamente naturale che corre nei fraseggi asciutti e negli arabeschi disegnati, cromaticamente il linea perfetta con le nuances del trio che l’accompagna in questo ”sueño dorado” che declina songs nelle lingue di tre continenti musicali (jazz, tango, bossa, samba e non solo).

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