I filosofi e la musica: Umberto Eco

Opera aperta 

Ci vuole ben altro spazio, rispetto alle poche righe che seguiranno, per ricordare Umberto Eco a poche ore dalla morte: il filosofo, il semiologo, il narratore, l’editor, l’intellettuale capace di tenere insieme, in una sintesi bella e felice, l’erudizione e la modernità, Aristotele e Mike Bongiorno, l’alto e il basso, il colto e il popolare, il tecnicismo spinto al limite del virtuoso e l’estro divulgativo di chi vuole portare il sapere a tutti e sa benissimo come farlo, anche utilizzando il registro giocoso e fabulatorio.

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Ferdinand De Saussure

Penso dunque Fonos

“Il suono è soltanto uno strumento del pensiero e non esiste per se stesso … Un’immagine acustica non è il suono materiale, cosa puramente fisica, ma la traccia psichica di questo suono, la rappresentazione che ci viene data dalla testimonianza dei nostri sensi …

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Roberto Tarenzi

Trio Live

Alessio Brocca Edizioni Musicali S.R.L., 2015

Con una performance Live un musicista non può che presentare la propria visione estetica, il proprio universo fatto di sogni e storie, citazioni e legami. Il pianista milanese sembra attratto dagli standards più luminosi e magnetici, arrangiati secondo rivisitazioni personali in un terreno armonico adeguatamente bilanciato fra tradizione ed interesse per le grammatiche jazzistiche contemporanee.

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I filosofi e la musica: Edgar Morin

Ricordo di una passione 

Fa tristezza osservare quanto poca importanza venga data oggi alla musica nelle scuole italiane, con quanta pervicacia ci si sia accaniti contro questa disciplina meravigliosa, con che saccenteria da incolti essa sia stata cacciata dal pantheon dei saperi formativi.

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John Abercombie Quartet

39 Steps

ECM 2013

Se è vero che gli stili musicali si fondono sempre più, è anche vero che nel Jazz l’impronta Blue continua sempre a distinguerne le Forme poetiche, la naturale passione per il lirismo, la ballad e lo Swing in 4/4, che restano punti fermi di una tendenza estesa ad ogni solista che intenda immaginare nel futuro un ingresso singolare e vero di elementi autobiografici,  improntati alla ricerca di un linguaggio meditativo e schivo di mode e accademismi.

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Stefano Cantini, Romano Zuffi, Ares Tavolazzi, Alfredo Golino    

Attuttogasss     

Alfamusic 2015

Se nulla di più serio è il divertimento, come da secoli affermano filosofi e persone di buon senso, per “Attuttogasss” possiamo parlare di coincidenze che in realtà sono Incidenze di stile per nulla ordinarie, come si sarebbe attratti a pensare dalla cover iperbolica e dal titolo volutamente ciarlatano

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I filosofi e la musica: Søren Kierkegaard

L’immorale e l’immortale 

Così scriveva nell’Ottocento il filosofo danese, fondatore dell’esistenzialismo,Søren Kierkegaard: “Il resto della produzione di Mozart può rallegrare, suscitare la nostra ammirazione, arricchire l’anima, sanare l’orecchio, far bene al cuore” ma il Don Giovanni incarna “l’oggetto assoluto della musica”.

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I filosofi e la musica: Tommaso Moro

La natura e l’artifizio 

Lo stato di natura come stato di grazia paradisiaca da cui gli uomini, per qualche colpa, sono stati cacciati e degradati; lo stato di natura come idillio felice e non contaminato che solo l’irruzione di qualche male non previsto ha potuto corrompere e degenerare: ecco una delle grandi favole raccontate da certi filosofi che polemizzano con la civiltà e con la storia, con le sovrastrutture e con la cultura, e con tutte quelle pratiche umane (arti, ideologie, saperi, leggi, istituzioni) accusate di essere innaturali o contro natura e di allontanare l’uomo dalla perfezione dell’inizio. Tutto è bene quello che viene dalla natura, tutto si rovina nella mani dell’uomo, diceva Rousseau.

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ENRICO PIERANUNZI

THE DAY AFTER THE SILENCE - Piano solo, 1976

AlfaMusic 2013

Il passo evolutivo di un artista come Enrico Pieranunzi non può essere misurato solo nella nitidezza e nell’essenzialità delle sue intuizioni innovative o nel virtuosismo che la dote emotiva gli ha dato, in quel Village Vanguard misterioso e distonico che le Blue Notes italiane indagano da decenni, e con esiti mai del tutto riconosciuti dalla Lente Miope della Critica europea, instabile nel riconoscere ciò che di nuovo è accaduto e, per inciso, avrà da accadere.

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Orchestra Piazza Vittorio

Teatro Olimpico, Roma 8.11.2015

Sono trascorsi quasi dieci anni dall’ultima volta in cui ho ascoltato l’Orchestra di Piazza Vittorio dal vivo; ricordo che accadde al cinema Sacher, durante quello che viene dallo stesso ensemble definito un cine-concerto, ossia una perfomance prima e dopo la proiezione dell’omonimo documentario di Agostino Ferrente che così tanto ha contribuito a un loro riconoscimento presso nicchie di pubblico più ampie.

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Alessandro Liccardo

Soul de’ mar

Wakepress-NoVoices, 2015

E’ una dimensione espressiva senz’altro ecclettica quella dell’etnomusicologo napoletano. Abbandonate le riduttive forme della New Age, sa variare con agilità in un’opera omogenea, suggestiva per colori ed ispirazione, solare e alla ricerca di una cantabilità tutta mediterranea.

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