I filosofi e la musica: Benedetto Croce

Ogni cosa è musicale, statuaria, poetica, pittorica  

Cosa intendiamo quando diciamo che una musica è poetica o una poesia musicale o addirittura, restringendo il campo, jazzistica? Spesso ci capita di definire i prodotti di un’arte particolare con attributi che generalmente ascriviamo, e con un certo grado di ufficialità, ad un'altra arte o sottoarte: è infatti la musica, secondo il canone, che deve essere musicale e la poesia poetica e la pittura pittorica e così via.

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Bruno Sanfilippo

Inside Life

Ad 21 Music 2015

Un album di temi per una costruzione artistica ed una creazione di un antisistema visionario l’Inside Life del pianista argentino Bruno Sanfilippo, nel quale l’eclettica personalità del compositore stabilisce un forte legame fra passato e futuro;

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FatsO

On Tape

Jazzhaus Records 2016

Che l’anima lasciva, tormentata, ridanciana e sarcastica di Tom Waits avesse viaggiato tanto lo si sapeva, ma che fosse giunta anche nella vivace Bogotà proprio non lo si immaginava.

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Pollock Project

AH!

Recorded at Helikonia Studio, 2016

“Dipingere è azione di autoscoperta. Ogni buon artista dipinge ciò che è.”

Così ebbe a dire Jackson Pollock, e ciò che ha sempre reso unico quell’action painting non possiamo non riconoscere sia stata la naturale capacità di indicare le connessioni fra la tradizione ed il tradirla, scoprendo così che la “via” più naturale  fosse proprio dietro l’angolo delle proprie pulsioni, in quello stile personale, febbrile, tanto inimitabile da essere imitato solo da epigoni.

Suonare è azione di autoscoperta. Ogni buon musicista esegue ciò che è.

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Roberto Michelangelo Giordi

Il soffio

Odd Time Record, 2016

 “Un passo dopo l’altro si può scivolare via/prima che la notte se ne accorga”. Così l’inizio del nuovo album di Roberto Michelangelo Giordi, un cantautore (semmai bastasse la definizione) che ha trovato la propria identità attraverso le Parole che fluiscono nelle Note e, da esse, tornano all’essenza stessa della composizione con un’ancestrale e naturale inclinazione ad “andare a fondo alle cose”, descrivendo nella lingua impressionistica più immediata le proprie esperienze, l’origine del confronto fra se stesso e la transcultura mediterranea, il legame tra il “fare musica” e l’appassionato peregrinare nelle avventure della Poesia.

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I filosofi e la musica: Joseph de Maistre

La musica è come la birra? 

Conservatore, ultracattolico e reazionario come pochi in politica, ma moderno, anzi postmoderno, nei giudizi liberi dai condizionamenti ideologici: sembra che si possa dire questo di Joseph de Maistre, almeno a giudicare da un suo scritto sull’arte (Il bello non è che convenzione e abitudine) che, in poche righe e con un gusto inimitabile del paradosso, soppianta secoli di platonismo e universalismo estetico.

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I filosofi e la musica: Carlo Michelstaedter

La melodia del giovane divino 

Il 27 aprile del 1910 il filosofo goriziano Carlo Michelstaedter assiste presso il teatro della sua città alla rappresentazione dello “Stabat mater” di Giovanni Battista Pergolesi, l’opera che il giovane musicista aveva completato il giorno stesso della sua morte, avvenuta in seguito a un male incurabile nel 1736. 

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Dino & Franco Piana Septet

Seven

Alfamusic 2012

Come chi scrive di Musica ben sa, il Lettore non ama troppe parole per una recensione. Talvolta, però, la regola non può non essere infranta: la Sintesi può talora risultare sconveniente di fronte al “dialogo” con opere composite, belle e complesse come questa.

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I filosofi e la musica: Tommaso Campanella

Solmusic

Che la musica sia un rituale fondamentale non solo delle civiltà realizzate ma anche di quelle sognate e immaginate, lo dimostra la più famosa delle utopie: La Città del Sole di Tommaso Campanella.

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Fabio Morgera & NY Cats

CTRL Z

Alfamusic, 2015 

Prologhi espressivi, personalizzazioni avventurose e asimmetrie sospese trovano compiutezza descrittiva in una naturale attenzione alla pronuncia di un jazz rock tutt’altro che occasionale e ingenuo nell’enunciazione, nei cui arabeschi cromatici e nelle cui esplorazioni timbrico- ritmiche paiono coesistere piani espressivi che dalle tensioni Soft Machine variano nei climi e turbolenti e portentosi di Miles Davis, Chick Corea, Charles Mingus, Joe Henderson, John McLaughlin e la sua Mahavishnu Orchestra, orchestrando il Melting Pot con la forza elettrica davvero trascinante di “Illegal Immigration” che Morgera, tra pochi a ricordarlo, dedica e deduce dai gesti imperiosi ed improvvisi di Lawrence D. “Butch” Morris, geniale cornettista, compositore e direttore d’orchestra scomparso 3 anni fa, cui l’album è idealmente rivolto.

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Il topos e il logos

di Stefano Cazzato 

 

Uno dei motivi per cui la filosofia appare, agli occhi dei più, come una disciplina astratta è sicuramente ascrivibile a quel singolare processo di deterritorializzazione che stacca il pensiero dai luoghi in cui nasce e si sviluppa, come fosse un prodotto puro e disincarnato, una proiezione e un’evoluzione dello spirito. Frutto di un cattivo idealismo o di una pessima abitudine manualistica?

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