sonia spinello-sospesa (canto della vita e metamorfosi del tempo)-intervista Fabrizio Ciccarelli

19. 11. 06
posted by: ciccarelli
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Sonia Spinello, Sospesa, Abeat 2019 

 

Canto della Vita e Metamorfosi del Tempo.

Sonia Spinello, vocalist, compositrice e nota insegnante di canto, ha da poco pubblicato per l’Abeat Records il suo ultimo album Sospesa, una prova d’artista da considerare quale vertice della sua immaginazione vocale e della sua fine e complessa anima poetica. Un album elegante ed estremante equilibrato nei toni espositivi, ben calibrato negli arrangiamenti e indubbiamente impreziosito dalla partecipazione di ottimi musicisti quali Roberto Olzer al piano, Fabio Buonarota alla tromba ed al flicorno, Lorenzo Cominoli alla chitarra classica, Ivan Segreto alla voce, il quartetto d’archi Estro Armonico.

Ne parliamo con Sonia, vocalist dalle originali qualità jazzistiche ed intellettuali, poetessa tout court  i cui bei versi andrebbero letti con attenzione.*

D. "Sospesa”: suoi i versi Sospesa da sempre, divisa tra due mondi/rinasco ogni giorno/rinasco in ogni respiro.

Mondo della Poesia e Mondo della Musica, Mondo spirituale e Mondo materiale, Mondo dell’Oggi e Mondo del Domani e i tanti Mondi che in lei sembrano coesistere con la medesima forza ed intensità vitale. Dunque, “Sospesa” in quale modo e, soprattutto, perché?  

R. Mi sento sospesa da sempre! Proprio quei mondi di cui lei parla coesistono in me: una grande parte spirituale e una parte terrena che spesso si sono scontrate. In ognuno di noi risiedono luci e ombre: chimi ha conosciuta profondamente ha potuto vedere, toccare con mano queste due forti personalità. In ognuna di queste c'è un mondo da scoprire. Credo nella reincarnazione, credo che l'anima viaggi di corpo in corpo, credo che ogni situazione e ogni persona che incontriamo sia bagaglio o esperienza di altre vite.

C'è un angolo nel mondo chiamato Limbo, dove a volte il passato incontra presente e futuro. Io spesso ho percepito fortemente questo limbo. Nella scrittura ho cercato di trasmettere questo sentire, il vissuto intenso di un'anima che ha provato forti emozioni, che ha vissuto storie, incontri, dolori e felicità in maniera totalizzante. “Sospesa” è una sorta di analisi personale che connette profondamente tutti quei mondi e manifesta in musica e parole il mio sentire, vivere e sognare. 

D. Il ritmo, la metrica dei suoi versi percorre il contemporaneo della Poesia nelle immagini evocate. Il linguaggio, piano e diretto, giunge secondo una testimonianza di aspirazioni autobiografiche mai appesantite da frasari accademici o perfettismi new age o tradizionali andamenti cantautoriali: qual è la sua Idea di Poesia e quale funzione svolge nel suo essere artista?

R. Nella mia esperienza personale la poesia è uno strumento meraviglioso per comunicare le parole, le emozioni, le immagini, le sensazioni che racchiudiamo dentro noi stessi. Semplicemente ho cercato di tradurre a parole le vibrazioni che ho percepito come istantanee di ciò che ho vissuto. Poesia è per me comunicare l'autenticità: quanto ho scritto è frutto di un impulso profondo di voler incidere su carta un pensiero, uno stato d'animo, sincero e reale. Più che poesie mi piacerebbe proprio definirle pensieri, perché nello scrivere trasferisco il mio sentire senza ricercare tecnicismi.

D. I testi appaiono concordi con i plateau musicali proposti, sia negli andamenti più lirici e crepuscolari (come in “Neve”, “Autunno” o “Sospesa”) che in quelli inquieti (come il caso di “Vola”) o silenziosamente luminosi (“Ambra”). Come ha  trovato la strada giusta per render in Note i sentimenti già espressi nelle parole?

R. Mi sono lasciata guidare dal mio istinto. Mentre mi raccontavo le melodie fluivano liberamente e le note arrivavano una dopo l'altra senza nessun blocco, senza nessuna ricerca, semplicemente scorrevano, fluttuavano sopra i miei sentimenti nel raccontare la mia verità.

D. Credo che un discorso a parte meritino “Sottile” e “Neve” nelle quali incontra Ivan Segreto (mi scusi il gioco di parole, ma Segreto e Sospesa mi sembrano concetti quanto mai vicini nella sua Filosofia, se il Caso non esiste…). Inoltre, come mai ha scelto la collaborazione dell’originale cantautore ? Ma anche qui il termine risulta stretto per definire gli ampi interessi dell’artista siciliano…

R. “Segreto” e “sospesa”: nel dire che sono concetti a me vicini ha centrato in pieno. Senz'altro Ivan è l'artista più vicino al mio modo di scrivere e di trasferire i sentimenti in musica nel panorama italiano attuale. Da molti anni lo seguo, infatti, con ammirazione: il suo timbro vocale ha delle frequenze che toccano il cuore. È stata, quindi, quella di condividere con lui questo progetto una scelta dettata dalla mia parte emotiva.

Neve” racconta di un   momento preciso della mia vita in cui sentivo l'esigenza di togliere una maschera, lasciare andare una parte d'ombra e riportare la mia essenza alla luce e alla rinascita. Credo che Ivan abbia capito immediatamente di cosa stessi parlando nel brano e ha scelto di accompagnarmi nel portare alla luce il valore profondo dell’autenticità.

“Sottile” è stato un bellissimo regalo che Ivan ha voluto farmi. Quando ha scritto questo pezzo ha pensato che sarebbe stato perfetto per questo disco ed io credo che sia la giusta conclusione al viaggio interiore che “Sospesa” rappresenta.

D. C’è un filo“sospeso”(appunto…) che lega il suo Canto, la sua Interpretazione “umana”e sentita, al commento pianistico del bravo Roberto Olzer, al solismo rarefatto di Fabio Buonarota alla tromba e al flicorno, al fraseggio del chitarrista Lorenzo Cominoli. Com’è avvenuto questo incontro, questa realizzazione di un fil rouge che accorda tutto l’album in una visione tenue, composta, vorrei dire “gentile” e densa di nonchalance jazzistica?

R. Questi musicisti, questi amici, questi compagni di vita sono per me persone profondamente importanti. Conosco molto bene il loro modo di suonare e di vivere la musica: la nostra collaborazione dura ormai da molti anni e ho pensato a loro come unici e soli possibili musicisti per questo disco.

Nel realizzare “Sospesa” il lavoro più grande è stato fatto insieme a Roberto Olzer, che per me non è solo uno straordinario musicista ma, come già ho avuto occasione di ripetere più volte, un animo sensibile e raro.

D. Un’ osservazione particolare per “Doux Amour”. Tenuto conto delle diversità stilistiche, personalmente mi tornano alla mente Edith Piaf e Billie Holiday…Mi scusi se inverto l’ordine naturale dei nostri ruoli intervistatore-intervistata: può chiarirmi il motivo di questa mia suggestione? E, poi, come mai ha sentito l’esigenza di scrivere/cantare in francese?

R. Come faccio a dirle che anche lei ed io abbiamo un fil rouge che ci lega? Da sempre Billie Holiday è stata per me fonte di ispirazione, compagna di vita e di momenti importanti. Per quanto riguarda Edith Piaf riconosco nel suo tratto vocale quella malinconia e quel tormento che a volte mi ha intrappolata. Amo da sempre questa lingua, sono attratta dalla Francia, adoro Parigi, adoro le campagne della Camargue e le distese di lavanda.

D. E, visto che ci siamo, cosa dire della meravigliosa melodia di “A child is born”? Insuperabile il lirismo di Bill Evans, la forza espressiva di Thad Jones con Mel Lewis, il fisico stupore di Carmen McRae, l’eleganza di Tony Bennett…

R. Bill Evans è senza ombra di dubbio uno dei miei pianisti preferiti: il suo tocco è unico e inconfondibile. In molte occasioni è stato il musicista che mi ha coccolata nelle serate in cui sentivo la necessità di prendermi una pausa dal mondo... “A child is born” ha per me diversi significati: da una parte il figlio/disco che è nato da me e con me, dall’altro la bambina che mi abita e in ultimo il figlio come manifestazione della vita che nasce sotto qualsiasi forma.

D. Credo sia importante il suo cantare in Italiano, lingua d’arte che purtroppo in pochi ricordano di questi tempi, dimenticando frettolosamente le straordinarie valenze eufoniche del nostro idioma. Un Italiano che reca non solo testimonianza di una cultura ma anche di una sensibilità ben precisa…

R. La nostra è una lingua meravigliosa, è una lingua antica e colma di ricchezza. Credo di riuscire ad esprimermi appieno cantando in Italiano, in quanto attribuisco molta importanza al significato delle parole. E poi mi piace scrivere: scrivo molto, fin da quando ero una ragazzina. La scrittura è sempre stata per me uno strumento privilegiato che aiuta a raccontarmi.

D. Dopo una performance che personalmente mi dà la sensazione di “diario definitivo”, non è semplice immaginare un futuro progetto che possa aggiungere ulteriori elementi significativi al suo percorso artistico. Sento la sua sensibilità molto vicina a quella di Billie Holiday, come detto, ed a quella di indimenticabili vocalist soul/black music, ma sento anche forte la sua personalissima disposizione alle letture moderne del Jazz. Ne nascerà qualcosa?

R. La sua definizione di “diario definitivo” non è sbagliata: in effetti “Sospesa” racconta la mia vita sino al momento in cui ho chiuso questo lavoro, circa 8 mesi fa. La vita però, scorre, piena di emozioni, veloce e affollata dentro e fuori di me. Ho continuamente l'esigenza di scrivere: in realtà ho già in mente altro. Proprio qualche giorno fa ho fermato delle idee, si è acceso qualcosa di forte dentro di me ed ho subito pensato che avrebbe potuto essere un nuovo racconto, ma considerando che per “Sospesa” la gestazione è durata quasi due anni, ne riparleremo tra un po’... Mi lusinga, di nuovo, infinitamente, il suo paragone con Billie Holiday, il mio legame con lei è davvero forte.

Per quanto riguarda il mio stile, amo la black music. Da ragazza è stata una delle mie passioni e per anni ho cantato soul. Oggi, però, sento più che mai la necessità di essere autentica: vorrei raccontare vita, storie, realtà, quotidiano, nella mia lingua, avendo così la possibilità di lasciare un ricordo limpido di ciò che è stata la mia esistenza. Questo disco non è solo la testimonianza del mio vissuto e di tutte le persone che hanno fatto parte della mia vita, ma soprattutto è un diario che vorrei consegnare alla mia nipotina Ambra, uno dei regali più belli che la vita potesse farmi.

Gentile Fabrizio, la ringrazio infinitamente per avermi dedicato tempo, sensibilità e passione. Grazie per questa opportunità e per le belle parole che ha speso per questo progetto a me così caro.

Fabrizio Ciccarelli

 

Sonia Spinello : voce, composizioni

Fabio Buonarota : tromba, flicorno

Lorenzo Cominoli : chitarra classica

Roberto Olzer : piano

Estro Armonico (Tatiana Reout, Elisabetta Danelli, Mariella Sanvito, Marlise Goidanich): quartetto d’archi

Special Guest Ivan Segreto: voce

 

1.Neve

2.Autunno

3.Sospesa

4.Vola

5.Sogni

6.Ambra

7.Sussurri

8.Butterfly

9.Inverni

10.Doux Amour

11.Sottile

12.A Child Is Born

13.Neve

 

* A vantaggio di chi legge, un breve excursus tra i versi delle songs di Sonia Spinello:

Lascia che la neve illumini le strade/ calpesta l’orizzone, non perdere l’istante (“Neve”)

Parlami, non lasciare che immagini si imprimano/ come segni del tempo sulla pietra (“Autunno”)

Oltre le distanze, contro la ragione, sospesa, aspetto (“Sospesa”)

Avrai il coraggio di viaggi e parole/ saprai esprimere il vento e il mare (“Ambra”)

Chiaro, il cielo e sospiro/ Respiro (“Sussurri”)

Sogno nell’inverno che c’è…un istante per me/ come se non fossi mai vissuta qui (“Inverno”)

E che il cuore s’intenda, sopra un verde d’incanto/ e l’incanto sia pace e che corra veloce (“Sottile”)

Nel booklet i testi integrali delle canzoni e tanti altri versi e pensieri sui quali riflettere.