PAOLO DAMIANI, Silenzi luterani, AlfaMusic 2019

 

Silenzi luterani di Paolo Damiani è una performance forte ed intensa ispirata ai 500 anni dalla Riforma di Martin Lutero e dai feroci dettami dell’Ipse Dixit della Chiesa Cattolica Romana, della spavalda opulenza sanguinaria della Controriforma inaugurata dal farisaico Concilio di Trento (mai a dirsi “Riforma Cattolica” se non ci fosse stato il coraggioso Dictat delle 95 tesi affisse alla porta della chiesa del castello di Wittenberg, casus belli lo scandalo  della “vendita delle indulgenze” inventato per portar soldi a Giulio II e  Leone X, che lo scomunicò per eresia, essendo lui stesso il vero eretico).

Non solum sed etiam: dal coraggioso atto del frate agostiniano (per verità storica protetto dai principi tedeschi che del Papa ne avevano più che abbastanza, e a giusta ragione) il musicista romano conduce all’Oggi delle Mafie e dell’arroganza politica dei Potenti, dei quali si alludono personalità e riferimenti alle bieche qualità criminali, senza necessità di farne esplicitamente nomi. Tanto li possiamo intuire tutti, o quasi tutti.

Silenzi luterani è un album a tratti furioso, mordente nelle parti recitative e nei pentagrammi asciutti, manifesto di una coscienza offesa che ricorda crimini ancor oggi oscuri nei mandanti (da Piazza Fontana alla strage dell’Italicus, il risultato politico fu lo stesso): pentagrammi che non possono non richiamare i celeberrimi Corali Luterani di Johann Sebastian Bach, per cui valga l’osservazione di Johann Mattheson nel 1739: “Scopo della musica è di lodare Dio attraverso il canto e il suono tutti i giorni e a tutte le ore. Tutte le altre arti, tranne la teologia e sua figlia la musica, sono solo predicatori muti. Neanche lontanamente commuovono i cuori e le anime in modo così forte e vario”. “Lodi” che si traducono in impetuosa denuncia nel polittico composto dal Direttore del Dipartimento di jazz presso il Conservatorio romano di Santa Cecilia.

Pentagrammi che non possono non richiamare alla memoria un libro da non dimenticare perché quanto mai attuale, le Lettere luterane di Pier Paolo Pasolini, tra gli ultimi atti dello scrittore, articoli veementi e profetici pubblicati sul Corriere della Sera e sul Mondo circa il conformismo, il "penitenziario del consumismo" con i suoi giovani protagonisti, i dubbi sul progresso, contro l’ipocrita gestione delle verità di Stato da parte dei gerarchi democristiani del tempo e la distruzione dei valori della Resistenza (Einaudi 1976).

Pentagrammi brucianti e polimorfi che variano dal blues aspro e titanico ad un Hard Bop convulsivo, “cattivo”, estremamente combattivo nelle profonde dizioni recitanti di Daniela Trollo, Marta Alquati, Daphne Nisi e Laura Sciocchetti. Pentagrammi  inquieti e orgogliosi a memoria futura, cui partecipano, in intima direzione armonica con Paolo Damiani  al contrabbasso, Erica Scheri al violino, Lewis Saccocci al pianoforte, Francesco Merenda alla batteria e Daniele Tittarelli ai sassofoni.

Al di là dell’intenzione civile e morale, Silenzi Luterani offre pagine di musica appassionata e viscerale: dal meditante sommesso luce-penombra di From Heaven above to heart I come e dalla potente distonia della demi suite Addio Dunque al crepuscolare Ein Feste Blues, alle acidità postcoltraniane di Sic et Nunc e alle aspre varianti free del Suono d’assieme di Tutte queste cose Insieme, tra Charles Mingus ed il teatro politico di Bertold Brecht. Ricordando Pasolini: “Gli italiani, e questo è il nodo della questione, vogliono sapere tutte queste cose insieme, e finché non si saprà  la logica che le connette la coscienza politica degli italiani non potrà produrre nuova coscienza, cioè l’Italia non potrà esser governata “. Speriamo che la Ragione, una volta ancora, possa mentirci.

Fabrizio Ciccarelli

Paolo Damiani: contrabbasso, composizione, arrangiamenti

Daniela Troilo: voce, arrangiamenti

Marta Alquati: voce

Daphne Nisi: voce

Laura Sciocchetti: voce

Erica Scherl: violino

Lewis Saccocci: pianoforte

Francesco Merenda: batteria

Daniele Tittarelli: sassofoni, solista ospite.

Coordinamento di produzione Fabrizio Salvatore         

01 From heaven above to heart i come  02 Addio dunque 03 Ein feste blues 04 Di puro pane e miseria 05 Sic et nunc 06 Canto eretico 07 Tutte queste cose insieme                                            

 

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