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Live Report
Tingvall Trio, Martedì 29 Novembre, Auditorium Parco della Musica, Teatro Studio
di Francesco Tromba
Martin Tingvall piano Omar Rodriguez Calvo double bass Jurgen Spiegel batteria
Il penultimo appuntamento del Roma Jazz Festival prevede in cartellone il Tingvall Trio. Composto da Martin Tingvall, pianista svedese, Omar Rodriguez Calvo, contrabbassista cubano e Jurgen Spiegel, batterista tedesco. Il gruppo richiama le sonorità nordiche, miste al pop al rock alla classica e al jazz dell’ Esbjorn Svensson Trio (E.S.T.).
Il Tingvall Trio ha raggiunto una grande notorietà in Germania, base principale dei musicisti, dove ha raggiunto la vetta della classifica dei dischi più venduti con il loro ultimo disco, Vagen (La Strada). Nel resto d’Europa però non ha la stessa notorietà. Tuttavia la platea del Teatro Studio dell’Auditorium Parco della Musica si è riempita di jazzofili e non, curiosi di ascoltare il gruppo.
L’apertura è riservata al brano “Sevilla”, scritto da Tingvall durante la tournèe del 2010 in Spagna e tratto dal loro ultimo lavoro. Ci si accorge immediatamente che il piano è il protagonista principale del progetto, fatto che non mette però in secondo piano la batteria e il contrabbasso. Anzi in particolare in questo brano è la batteria che gestisce il tempo, chiamando il piano cangiante di Tingvall ad essere aggressivo o delicato a seconda dei tempi del brano. Il contrabbasso integra alla perfezione la melodia espressa dal pianoforte.
Martin Tingvall prende il microfono e presenta la traccia successiva: “Den Ensamme Mannen” (dall’album Vagen). E spiega: “Il nostro ultimo disco rappresenta la strada (Vagen) che abbiamo fatto noi tre insieme, da quando siamo partiti con il primo album, fino all’ultimo lavoro”. Ascoltando la melodia si ha l’impressione di vedere tre anime distinte che suonano assieme. Tingvall con la sua anima classica e pop; Rodriguez Calvo con un mood latino ma non troppo; Spiegel con il suo ritmo rock e sensibile quando usa le spazzole. Il tutto è molto ben amalgamato in maniera quasi sorprendente all’interno di ogni brano.
Il trio ha diverse anime e lo dimostra passando da “Mustasch” a “Vaggvisa/Morgon”. Mentre la prima ha un sound allegro, scherzoso e pieno di energia, la seconda è una ninnananna romantica, con un’armonia dolce e delicata e un gioco tra alti e bassi nel pianoforte che rende il brano ancora più affascinante. Spiegel aggiunge un particolare semplice che tuttavia colpisce ovvero il suono dei campanelli tubolari il cui tintinnio ricorda l’acchiappasogni.
“Hajskraj” (dall’album Vattensaga) inizia con Rodriguez Calvo che con l’archetto crea un suono ipnotico e lirico, molto più simile ad un violoncello. Il piano dà un’impronta energica e vitale al brano. La batteria indirizza i cambi di ritmo e velocità.
“Tuc Tuc Man” è dedicato ai guidatori di tuc-tuc del Sud-Est Asiatico. Il tuc tuc è un’ape modificata per trasportare le persone. Una volta saliti su può succedere di tutto; che si fermi in salita, obbligando anche i passeggeri a spingere per farlo ripartire. Oppure in discesa il guidatore potrebbe chiedervi di aiutarlo a fermare la corsa, perché i freni in dotazione non riescono a bloccare il mezzo. L’arrangiamento costruisce un sound caotico e frenetico, con continui e repentini cambi di ritmo.
Il concerto si chiude con “Efter Livet”, riflessione su ciò che spetta all’uomo dopo la morte. L’impostazione classica del brano, con un tema malinconico che richiama Rachmaninov, colpisce immediatamente l’ascoltatore per la profondità e l’intensità dei timbri. Il fraseggio percussivo e ridondante del piano contribuiscono a creare il mood lirico e meditativo al tempo stesso.
Un trio ricco di spunti, qualità ed un sound personale molto originale. contraddistinto da pochi assolo, dove i tre interpreti fanno musica insieme, andando oltre i soliti canoni del trio jazz. I brani sono studiati, non c’è molta improvvisazione, ma la musica non ne risente assolutamente. In tutto questo c’è anche molta umiltà, in quanto una volta usciti dall’Auditorium abbiamo ritrovato i tre fuori, a vendere i propri dischi tenuti in un trolley. Il Tingvall Trio è una delle formazioni da tenere sott’occhio e da conoscere assolutamente per la freschezza, l’intensità e la bellezza della loro musica.
Francesco Tromba
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