Feed RSS

Il primo portale della capitale dedicato alle blue notes


Live Report

Immaginare con la musica

di Stefano Cazzato

John Abercrombie chitarra, Marc Copland pianoforte

Auditorium Parco della  musica di Roma  24-01-2012

È andato secondo le attese il concerto di John Abercrombie e Marc Copland all’Auditorium di Roma. Già insieme nel Chico Hamilton Quartet, i due musicisti americani hanno confermato le straordinarie qualità di tecnica e d’improvvisazione e un’intesa perfetta basata su una collaborazione che dura da molti anni, su una collaudata disponibilità a scambiarsi i ruoli di sideman e di solista e sulla consapevolezza che fare musica è soprattutto comunicare, come vuole lo spirito della rassegna Dialogo. Presentando uno standard, John Abercrombie ha detto che non ricordava bene chi lo avesse scritto ma che comunque qualcuno l’aveva scritto, lasciando intendere che in quel momento non erano l’autore o la scrittura a contare ma la performance e il dialogo tra gli esecutori e le novità dell’esecuzione. Il jazz, come sempre, non è solo creazione ma ricreazione.

Copland e Abercrombie hanno mostrato di condividere una filosofia musicale che può essere ricondotta allo stile ECM del quale soprattutto Abercrombie viene ritenuto uno dei fondatori e dei protagonisti (sue erano infatti gran parte delle composizioni presentate all’Auditorium): esplorare e proporre sonorità ricercate, immaginative, profonde, con esiti di indiscutibile raffinatezza e originalità.  È questa una musica che ispira più il raccoglimento che il coinvolgimento, più l’introspezione e l’evocazione che l’energia e il ritmo. Va quindi dato atto che i due non hanno cercato di compiacere il pubblico con il virtuosismo, con la ridondanza, con concessioni plateali. Molto seri e concentrati, si sono immersi con devozione religiosa nella propria musica, esplicitando con chiarezza il proprio verbo: accennare, cercare l’essenziale, rincorrere le atmosfere rarefatte e intimiste, una specie di nocciolo duro della musica, di melodia nascosta e trattenuta.

Su questa linea sono andati avanti per quasi due ore, mostrando che persino una ballad può essere ripensata in senso non commerciale, indipendentemente da quello che si aspetta il pubblico. Uno zoccolo duro di affezionati ha certamente gradito il concerto, altri hanno applaudito ma non sempre in modo convinto. Ma è sempre un errore chiedere un formale bis che viene poi inevitabilmente concesso in maniera altrettanto formale. Questa però è l’usanza.

Stefano Cazzato

Commenti (0)
Commenta
I tuoi dettagli:
Commento:
 

______________________
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
______________________
Copyright © 2010 RomaInJazz.it. Tutti i diritti riservati. Live Report John Abercrombie e Marc Copland, Auditorium Parco della musica, di Stefano CAzzato
Mappa del sito