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Live Report

Intrecci

di Stefano Cazzato


Mauro Campobasso & Mauro Manzoni Quartet con il Giovanni Falzone Quintet

Auditorium Parco della musica - Sala Petrassi, 25-1-2012

L’Auditorium ha celebrato due nuove pubblicazioni della Parco della musica Records (“Ears Wide Shut” e “Around Ornette”) con un doppio concerto: il primo è stato un omaggio alla musica dei film del grande regista Stanley Kubrick, il secondo un omaggio alla musica di uno degli innovatori più potenti del jazz contemporaneo: Ornette Coleman. Due esibizioni molto diverse: la prima più cerebrale, la seconda più coinvolgente.

La serata speciale comincia con una proeizione immediata nell’immaginario di Kubrick attraverso le parole dei suoi film. Altra cosa sarebbe stata naturalmente la proiezione di immagini sullo sfondo, come previsto dal progetto multimediale originario prodotto dalla Società del Teatro e della Musica Luigi Barbara di Pescara. In ogni caso la carica visionaria ed evocativa di quel cinema è stata resa efficacemente da una rilettura  autonoma, audace e prepotente  nella quale si intrecciano composizioni originali e, sottotraccia, echi kubrickiani.

Crediamo che l’obiettivo  di questo lavoro non sia tanto quello di mostrare Kubrick ma di  farlo immaginare, portando l’ascoltatore nel cuore delle sue atmosfere torbide e metafisiche. Del resto Kubrick non è mai stato solo un regista di genere, pur avendo frequentato tutti i generi cinematografici e musicali: da Rossini  a Schubert, dal sentimentale al folk fino alla canzonetta. Come quella che ha concluso il concerto, un motivetto apparentemente innocuo ma ricorsivo e angosciante, che ascoltiamo da una radio in “Arancia meccanica”: I Want to Marry a Lighthouse Keeper.

Intreccio è la parola giusta per introdurre anche il secondo concerto della serata, un’esibizione che ha sprigionato forza e lirismo allo stesso tempo. La parola intreccio l’ha usata lo stesso leader del gruppo,Giovanni  Falzone, per spiegare il senso del suo progetto che ha già avuto importanti riconoscimenti: Top jazz 2011 e Premio Musica&Dischi come miglior album 2011. Il senso è quello di  intrecciare nel segno dell’avanguardia due modi differenti ma non distanti di intendere la musica: il proprio e quello di Ornette Coleman.

Falzone è un musicista che ama confrontarsi e interferire con la tradizione, contaminarla,  facendo interagire la sua concezione della scrittura, dell’improvvisazione e dell’orchestrazione con quella dei grandi del passato. Lo ha già fatto in passato e lo rifà in modo brillante e sincero in questo disco, grazie anche a una formazione eccellente e affiatata, che ha suonato con ispirazione e convinzione.

Notevole, a proposito di intrecci o interferenze,  la fusione di un suo brano, Fuga mentale,  con uno  stupendo classico di Coleman: Lonely Woman da The Shape Of Jazz To Come del 1959.

Mauro Campobasso & Mauro Manzoni Quartet
"Ears Wide Shut"
Mauro Campobasso chitarre
Mauro Manzoni sassofoni
Stefano Senni contrabbasso
Francesco Cusa batteria

Giovanni Falzone Quintet
"Around Ornette"
Giovanni Falzone tromba
Francesco Bearzatti sassofono tenore, clarinetto
Beppe Caruso trombone
Paolino Dalla Porta contrabbasso
Zeno De Rossi batteria

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