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Live Report

Hiromi Uehara
Auditorium Parco della Musica - 28 gennaio 2012
di Andrea Valiante
Pianista e compositrice acclamata in tutto il mondo come uno dei talenti più importanti della musica contemporanea, già a partire dal suo album d'esordio “Another Mind” (2003) Hiromi Uehara ha saputo sbalordire l’intero panorama jazzistico grazie alla sua tecnica impeccabile ed alla sua musica innovativa ricca di una vis espressiva fuori dal comune. Un‘ospite di grande rilievo per il Parco della Musica, palcoscenico ove si è esibita sabato 28 febbraio 2012 in un concerto di piano solo.
Il grande seguito di pubblico riscosso tra Giappone ed Usa sembra nel nostro Bel Paese godere di un affetto particolare ed una rara passione per l’artista nipponica, riscontrabile in un’affluenza di pubblico davvero significativa.
E’ comprensibile. Basta ascoltare le sequenze di note, intrecciate tra loro come un complicato arazzo: si rivelano con una bellezza estetica incondizionata, abbacinante, semplice ed intuitiva, alla portata di qualsiasi genere di sensibilità umana. Eppure, dal suo ingresso in scena, ci appare evidente come non sia solo questa sua densa energia a richiamare platee così vaste nelle più importanti location del mondo, e che nella capitale ha saputo riempire totalmente la Sala Sinopoli dell’Auditorium.
Vi è certamente la sua umanità, la semplicità, l’umiltà, l’innocente purezza, quasi “infantile”, con cui questa piccola e delicata ragazza dagli occhi a mandorla si rivolge al pubblico con la sua naturale aria sorridente (una caratteristica a cui ci ha abituato da sempre tutto il popolo giapponese), la sua vena swing e l'istintiva propensione all’intrattenimento.
Hiromi non suona mai soltanto per se stessa, per il piacere di farlo, ma vuole creare un autentico e naturale feeling con chi la sta ascoltando, instaurato attraverso idee musicali ludiche, movimenti inattesi, pause e ripetizioni improvvise che ci spiazzano di continuo per la loro irresistibile ilarità.
Attraverso la sua icona tutto ci appare come un gioco. Un gioco a cui partecipano tutti gli spettatori.
Eppure, dal primo momento in cui le sue mani si fondono con i tasti d’avorio e d’ebano un’alchimia siderale si sprigiona dalle corde del suo Yamaha. Qualcosa di più di un mero svago. Una musica forte, sontuosa, fatta di ritmiche stride e di agile swing, d’intuizioni fusion, ardore r’n’b e virtuosismi estemporanei in autentico sincopato jazz. Un turbine d’energia e di impeccabile, visionaria, creatività che si definisce con una carica effusiva e deflagrante già dal vibrante brano d’apertura “The Tommy & Jerry Show” e dal successivo “Sicilian Blue”: i colori impressi ci immergono nelle tinte cromatiche di uno scorcio dell’isola, della musica popolare e della magica atmosfera delle sere d’estate siciliane. I cromatismi dell’acqua e del brunire al crepuscolo riemergono dal pianismo intenso e fluido, poi pulsante e caldo, disegnato accuratamente da Hiromi appositamente per questo brano e che si evincono anche nelle parti di solo. Questo perché la pianista nipponica riesce ad entrare dentro la musica con tutta se stessa, con l’animo e con il corpo (come dimostrano i versi e le smorfie che esprime continuamente).
Dal punto di vista dei contenuti, in ogni brano Hiromi inserisce omaggi per nulla velati ai suoi punti di riferimento culturali, facendo emergere nei momenti improvvisativi tracce del Gershwin più conosciuto (in “Capecod Chips”), dell’immancabile mentore Chick Corea (nella straordinaria rilettura in “blue note” del celebre “Canone in Re Maggiore” di Pachelbel) e della musica classica, come il riferimento al “Volo del Calabrone” interpretato nel bel mezzo di un momento improvvisativo.
La chiusura del concerto è affidata a “Place To Be”, song che dà il titolo all’omonimo album del 2011.
A concerto terminato gli applausi incessanti e sempre più forti del pubblico arrivano dietro le quinte. E’ evidente che ne vogliono ancora. E Hiromi sembra ben felice di accontentarli con un ennesimo saggio di bravura e sensibilità.
Una cosa è chiara. Non ci siamo trovati di fronte un‘artista qualsiasi. Il pubblico ne è cosciente. La sua musica esprime una genialità indiscutibile, che va al di là del mero talento.
E Hiromi sta diventando con gran velocità, e con giusto merito, un autentica icona nel campo pianistico di tutti i gusti.
Di sensibilità così non ne nascono tutti i giorni. Provare per credere.
Andrea Valiante
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