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Live Report

Salis

Antonello Salis ed Antonio Rezza
Lunedì 19 Marzo 2012 al Teatro Vascello per la rassegna DOPPIO ASSOLUTO

di Andrea Valiante

foto di Eliud Luciani


 

Primo appuntamento del 2012 con la rassegna “Doppio Assoluto”, organizzata dal Teatro Vascello di Roma. Un’idea nobile ed evidentemente interessante quella proposta dal teatro trasteverino, nel tentativo di creare un connubio scenico tra la musica e la recitazione, due arti naturalmente destinate ad una liaison geneticamente perfetta.

L’inaugurazione è stata affidata a due artisti di indubbia qualità, due personalità assolutamente uniche nei loro generi, il jazzista sardo Antonello Salis, maestro della fisarmonica e del pianoforte, e dell’originalissimo attore Antonio Rezza.

Entrambi non adusi alla relazione artistica proposta, si sono espressi attraverso il meglio del proprio repertorio, proponendo per lo più le opere già conosciute al grande pubblico. Meno nel caso di Salis, la cui improvvisazione blue spesso non lascia spazio a qualcosa di già ascoltato.

Il pianista offre una padronanza delle emozioni al di fuor dagli schemi, muovendosi irregolare tra improvvisazioni impalpabili e ritmicamente scomposte, fino a brani originali e grandi classici del jazz uniti in un intelligente melting pot – nel notevole finale prendono forma i temi di “Somewhere over the rainbow” e della mingusiana “Boogie stop shuffle”.

Con il pianoforte, con la fisarmonica o con il piano digitale, Salis si sa esprimere totalmente  in emozioni calde e fredde, in profondità ed in superficie, dimostrando di saper dar vita a colorazioni forti ed intense, background ritmici che si sposano benissimo con la concezione dell’”assurdo” derivante dal linguaggio di Rezza.

Quest’ultimo, d’altronde, si muove attraverso le colonne portanti del suo repertorio con agilità, forse non abituato completamente all’idea di un accompagnamento musicale dal vivo. Concetto però di cui appare soddisfatto e in cui riesce ad immedesimarsi bene, senza difficoltà di adattamento espressivo.

E così tra i volti e le movenze inconfondibili di Antonio Rezza, definite nelle scenografie “multi personali” inventate da Flavia Mastrella (elemento imprescindibile per gli spettacoli dell’attore novarese), lo spettacolo prende forme eclettiche e totali:  le sensazioni si muovono dall’assurdo al comico, dal tragi-comico all’introspezione, vera polvere da sparo per la concettualità forte di Rezza.  La bravura dell’artista è anche in questo: attraverso la sua comicità, la sua espressività ed il suo stile davvero unici,  in quanto riesce a trattare temi potenti come la sessualità, la religione, l’emarginazione sociale e personale, l’etica dell’individuo moderno, la nudità, il sogno, colpendo il pubblico “di lato”, nel substrato del sottotesto, girandoci in intorno grazie alla sua devastante comicità.

Rezza è un attore che, senza sbilanciarsi, riteniamo abbia dato un peso importante all’arte italiana, senza mai riuscire ad ottenere tuttavia la giusta considerazione presso il pubblico. Non quello romano però, che ha saputo accogliere questi due grandi artisti riempiendo completamente la sala del Teatro Vascello.

Insomma, la rassegna è stata senza dubbio un successo. E continuerà ancora nei prossimi mesi con appuntamenti artistici di livello.  
Buona la prima, senza riserve.

Andrea Valiante

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