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Live Report
Giovanni Falzone (foto di Carla Panariello)Lunedì 4 Aprile 2011 all’Auditorium Parco della Musica – Giovanni Falzone Quintet “Around Ornette”

di Carla Panariello

Lunedì 4 aprile, il Teatro Studio dell'Auditorium Parco della Musica ha accolto il quintetto di Giovanni Falzone, impegnato nella registrazione di un cd che vedrà la luce nel prossimo settembre, naturale esito del progetto ”Around Ornette” - Recording Studio.

Attraverso questa idea, Giovanni Falzone rende omaggio al grandissimo sassofonista texano che, nel dicembre del 1960, annunciò al mondo la nascita del Free con l'album “Free Jazz - A Collective Improvisation”, sulla cui copertina campeggiava la famosissima opera di Jackson Pollock “White Light”, espressione pittorica dell'improvvisazione istantanea ed aleatoria.

A distanza di cinquant'anni, le musiche di Ornette Coleman sono state rielaborate ed eseguite con grande virtuosismo e passione da Giovanni Falzone affiancato da quattro grandi musicisti del panorama jazz italiano quali Beppe Caruso (trombone), Francesco Bearzatti (clarinetto e sax), Paolino Della Porta (contrabbasso) e Zeno De Rossi (batteria).

Il quintetto ha riproposto le atmosfere ornettiane, innervando di contrasti dinamici e timbrici tipici del jazz contemporaneo brani indimenticabili e leggendari come “Blues Connotation”, “Lonely Woman”, “Congeniality” o come la free song che lo stesso Falzone ha definito “un excursus musicale dalla classicità della ballad fino alle sonorità della musica contemporanea”.

Nel presentare i lavori di Coleman e le proprie composizioni originali (Fuga Mentale, King Of The Free, Ornette) il trombettista siciliano ha raccontato, fra l'altro, le sue emozioni di viaggiatore nella terra del jazz, emozioni trasmesse al pubblico con le note di “Bourbon Street” in perfetto stile New Orleans, stile ritenuto dallo stesso Ornette pietra fondanti della musica afroamericana.

Sulle creazioni di Coleman, anzi “girando intorno” e liberamente ispirandosi alla sua musica,  il quintetto ha espresso le capacità improvvisative di ognuno dei componenti, sotto la vivace ed energica guida del band leader.

I dialoghi tra la tromba di Falzone, liricamente astratta (o astrattamente lirica?) ed il clarinetto ed il sax di un energico e rigoglioso Bearzatti, le larghe e calde note Giovanni Falzone Quintet (foto di Carla Panariello)regalate da Caruso, nella tradizione dei grandi trombonisti free italiani, il tutto accompagnato dall'apporto decisivo di Della Porta che, unitamente ai suoni poliritmici ed incalzanti di De Rossi, hanno stimolato la front line a raggiungere le massime velocità, hanno dato vita ad una evento entusiasmante.

Il pubblico ha avuto, oltretutto, l'opportunità di assistere ad una sessione di registrazione, cosa assai rara e che permette di capire ancora di più come sia importante l'armonia tra i componenti di un gruppo e quanto lavoro ci sia dietro alla “leggerezza” dell'improvvisazione; Giovanni Falzone, persona dall'innata e allegra simpatia, ha coinvolto gli spettatori che, inizialmente intimoriti dalla “voce fuori campo” che a più riprese ha chiesto il silenzio assoluto in sala, sono stati felici di poter manifestare la propria presenza con applausi a scena aperta, caldi di affetto e stima per tutti gli artisti i quali, a loro volta, a concerto finito si sono amabilmente intrattenuti in chiacchiere e commenti sulla serata.

Carla Panariello 

 

 

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