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Daymé Arocena: Cubafonìa 

Auditorium Parco della musica di Roma, 21 aprile 2017 - Teatro studio Borgna 

Suoni di cuba, suoni del mondo 

Il primo disco, “Nueva Era”, l’ha fatta conoscere a un pubblico ampio e internazionale, il nuovo disco, “Cubafonìa”, sicuramente la consacrerà. Perché (non perdetela di vista) Daymé Arocena è un grande personaggio, che qualcuno ha paragonato persino ad Aretha Franklin.

 

Ora i paragoni sono sempre fuorvianti, e se si fanno è solo per dare un’indicazione di massima sulle qualità promettenti di un artista  emergente, certo è però che questa giovane cantante, compositrice e arrangiatrice cubana ha virtuosismo, potenza ed estensione vocale, presenza scenica, sensualità, capacità di coinvolgere giocosamente il pubblico e soprattutto una pronunciata vocazione per il soul.

Il tutto è sorretto da solide radici afro, e cioè da quell’immenso serbatoio di ritmi, generi, sottogeneri, folklore, spiritualità, storie, sentimenti, amori, tristezze, suoni, che costituisce l’anima del popolo cubano.

“Cubafonìa” ovvero sonorità cubane ma mescolate ai suoni del mondo; la santería più il pop; il cha cha, il tango combo, la rumba, il mambo più la modernità; il riconoscimento dei confini, delle radici e la nuova cultura globale dove c’è posto anche per qualche ammiccamento al funk e alla dance.

Tre solidi musicisti che l’accompagnano, una base ritmica di grande energia, una voce robusta e perfettamente controllata che sa seguire le emozioni e i risvolti narrativi, mutare rapidamente e adattarsi, con versatilità, alla natura musicale e al contenuto dei brani, canzoni belle, molto belle (Cómo, Todo por amor) e anche - talune - ballabili, una gioia diffusa che si irradia su un pubblico convinto e coinvolto, persino eccitato.

Ma di questi tempi cosa volete di più da un concerto? 

Stefano Cazzato 

D.Arocena voce

J.L.Lagarza piano

R.Aldama basso

R.Herrera percussioni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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