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Live Report
Passaggi al MuseoMediterranti al Museo della Arti e Tradizioni popolari, 2 aprile 2011

 

Il progetto artistico “Passaggi”nasce presso i laboratori dell’associazione culturale “La Bottega dei Suoni” e si impone sulla scena musicale da 2 anni con  obiettivi ben precisi:valorizzare le tradizioni musicali al di là di ogni confine, scoprire i segreti delle altre culture al fine di vivere possibili nuovi orizzonti per superare i pregiudizi e le paure legate al contatto con le culture diverse dalla nostra.
“Conoscere l’altro per conoscere noi stessi”, così ha detto Andrea Pullone prima di introdurci con l’assolo dell’oud nelle atmosfere dei palazzi bizantini di Istanbul. Al “sultano degli strumenti musicali” hanno fatto eco il basso, la darbouka ed il violino in un crescendo di ritmo ed emozioni. Con “Saranta polikaria” si è passati alle sonorità greche arricchite dalle svisate di Fabiano Mormille al sopranino. I soffici fraseggi tra saz, violino e sax ci hanno traghettato sulla costa posta di fronte all’Epiro: la penisola salentina. Germana Servi con voce carezzevole e squillante ha cantato “la Pizzica di Torchiarolo”; il ritmo delle castagnette ed il tamburello ha spronato i presenti a ballare:
Dammi la mano, guardami negli occhi e balla.

Balla fino a non sentire più la fatica, il freddo, la fame e la sete.
Fino a che i tuoi desideri siano appagati dallo stare insieme.
Dammi la mano, guardami negli occhi e balla ...
Balla con i Sinti-Rom, con gli egiziani, con i romani ed i napoletani tarantelle e tammurriate.
Un ambiente di rara raffinatezza, il Museo Nazionale delle Arti e delle Tradizioni popolari, ha ospitato i sei concerti della rassegna “Passaggi”. Le mostre espositive allestite  nel museo ci hanno riportato a storie passate e ricordato usi e costumi oramai scomparsi, superati. Gli stessi però hanno ispirato la musica proposta nel progetto: musica da sentire insieme, da fare insieme in un cortile, alla luce del fuoco con il profumo del mosto e del grano appena macinato, lapilli e fumo che si alzano in un cielo pieno di stelle. Odore di legna che brucia, odore di vino e voglia di guardarsi negli occhi, sudore di fatica nei campi e di balli sfrenati. Suoni, canti ed  emozioni non hanno invaso l’aia, ma gli spazi metafisici dell’EUR.

Questa la scaletta del concerto:

1. OMAR
2.SARANTA PALIKARIA
3. PiZZICA DI TORCHIAROLO
4. EDERLEZI
5. OPA CUPA
6. LA BLANCA VIOLA
7. BURCAK TARLASI
8. LAMMA BADA
9. DOLCE FIORIRE
10. L’UOMO CHE SAPEVA FARE.....
11. LU RUSCIU DE LU MARE
12. VESUVTO
13.  SIDI MANSOUR+TAMMURIATA
14. LA VERDAD DU SOLEDAD
15. PIZZICA DI CUTRUFIANO


Mediterranti è un viaggio musicale nei canti e nei suoni del grande e glorioso Mar Mediterraneo.

L’idea è proprio quella che attraverso la conoscenza dell’altro, del “diverso”, si possa riconoscere una parte di noi stessi, e quella parte che non riconosciamo come tale, invece di farci terrore, possa diventare altresì una grande e inaspettata occasione per nuove e più luminose scoperte.

Canti e suoni dalla Grecia alla Turchia, dall’Egitto alla Tunisia, dai Balcani all’Italia del Sud, le nostre genti, le nostre origini.

Accogliere le tradizioni delle varie culture dei popoli Mediterranei per far sì che “dove l’uomo divide la musica possa unire”.

Il progetto di riscoprire e valorizzare le tradizioni musicali del Mediterraneo nasce da un’idea  di Andrea Pullone, chitarrista jazz e adesso anche suonatore di liuto, collabora stabilmente con i Milagro Acustico di Bob Salmieri.

Dell’attuale formazione fanno parte:

Germana Servi, voce principale e anche corista di vari gruppi blues della scena romana, si è poi successivamente avvicinata alla musica popolare e di autore collaborando con Raffella Misiti cantante degli Acustimantico;

Arianna Bloise, organettista nell’orchestra di Ambrogio Sparagna, già a otto anni inizia a suonare insieme alla madre, perfezionando poi gli studi con il maestro Alessandro Parente; successivamente approda al Conservatorio di Roma, studiando oramai già da sette anni la viola e  collaborando stabilmente con l’orchestra del Conservatorio di Santa Cecilia;

Luigi Volpicelli, bassista jazz , ha studiato basso con il maestro Gianfranco Gullotto e ha collaborato con vari gruppi tra cui segnaliamo la Nduia Band, formazione latin-jazz molto attiva a cavallo tra gli anni Novanta ed il duemila.

Franco Urbani ha studiato batteria al “Timba” di Roma con il maestro Peppe Giampietro e la darbuka con il maestro Abballa Mohamed; stregato dai ritmi salentini, si specializza con i tamburelli  suonando in varie feste paesane  salentine, in particolare partecipando alle Ronde che animano e trascinano questi eventi fino alla loro più autentica rappresentazione.

I Mediterranti hanno avuto recentemente una collaborazione con Umberto Papadia, tamburellista e cantante salentino di Teresa De Sio e fondatore di vari gruppi etno-folk.  

Roberto Coghi     

Intervista a Stefano Cicconcelli, di Fabrizio Ciccarelli

A margine delle interessanti iniziative de “La Bottega dei Suoni”, parliamo con Stefano Cicconcelli, anima e organizzatore del progetto.

Come nasce “La Bottega dei Suoni”?

Nasce in modo naturale, ma per arrivare al “giorno fatidico” debbo raccontare del mio ingresso nel mondo della musica etno- popolare. E' successo che “nel mezzo del cammin di nostra vita”, folgorato dai suoni incalzanti dei tamburi usati nella musica popolare, ho deciso di misurarmi nella costruzione di tamburi a cornice...per gioco. Ho iniziato a giocare e mi è piaciuto, poi è venuto naturale proseguire il cammino imparando a suonare gli strumenti che costruivo (ancora per gioco) ed ho cercato colui che ritenevo il miglior maestro...Massimo Carrano. Abbiamo cominciato le nostre lezioni ma poi Massimo ha “scoperto” la mia anima di costruttore e mi ha proposto di realizzare un tamburello un po’speciale su sue specifiche. E’ nato così con tanta fatica e tanto studio il tamburo “Massimo Carrano model” da lui e da molti musicisti attualmente usato. Da allora il “gioco” è diventato più impegnativo, ho sperimentato diverse tecniche di costruzione ed uso di materiali diversi e cammin facendo ho avuto il piacere di conoscere molti musicisti dell'area etno- popolare prima miei 'clienti' e diventati miei amici....a questo punto l'idea successiva “perchè non costruire un contenitore dove la musica di qualità, quella portata avanti con passione e giocata sulla propria pelle possa esprimersi in tutte le sue forme”?. In questo preciso istante è nata  “La Bottega dei Suoni”, un luogo dove il rapporto umano e la reciproca collaborazione tra organizzatori, musicisti, fonici e collaboratori, possono contribuire a far evolvere un progetto all'insegna dello slogan “...e se la musica diventasse strumento per realizzare una idea di bene comune”? Così la “bottega” del costruttore è diventata un luogo aperto ad altre esperienze musicali.

Di questi tempi, quali sono le difficoltà organizzative nel dar vita ad eventi di musica etno?

Direi che le principali difficoltà sono legate ai costi, specialmente per chi come noi non ha coperture finanziarie di alcun genere. Le voci di costo sono numerose (location, logistica, service, fonico, artisti,  SIAE, pubblicità...). Nel nostro caso, la collaborazione con gli artisti e il fonico ci consente di gestire al meglio l'aspetto ma è ovvio che ogni professionalità necessita del giusto compenso (organizzatori compresi!). Inoltre oggi ci sono molte iniziative musicali a costi veramente bassi (cosa possibile avendo coperture finanziarie) ...noi comunque ce la mettiamo tutta forti delle nostre collaborazioni “costruttive”. 

Trattandosi delle nostre radici, non sarebbe auspicabile l’intervento del Ministero o almeno del Comune per favorire tali iniziative culturali?

Sono dell'idea che gli aiuti alle iniziative musicali (specialmente se legate ad un concetto di diffusione culturale) dovrebbero tradursi in “luoghi”'dove svolgere gli eventi.

Qual è la risposta del pubblico? 

Per quanto riguarda i miei obiettivi la risposta oggi posso dire che è ottima. La Bottega intende creare un movimento di persone stufe di proposte asettiche e “commerciali”, anche se qualitativamente buone. La Bottega vuole essere un luogo dove le persone si ri-trovano e dove nascono contatti e rapporti umani. Questo obiettivo si sta raggiungendo in quanto molte persone ci seguono  fin dall'anno scorso e con  il “passaparola” altre se ne aggiungono.....

Cosa ti ha convinto ad intraprendere l’avventura de “La bottega dei suoni”?

...sicuramente la passione, poi la voglia di realizzare qualcosa di concreto che favorisca diffusione della musica di qualità in un ambiente in cui possano crescere i rapporti umani e le possibilità di lavoro per gli operatori del settore.

 

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