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Live Report
Roberto Mazzoli a Jazz al PopoloIL ROBERTO MAZZOLI NOVO ENSEMBLE CHIUDE IN BELLEZZA LA PRIMA EDIZIONE DI  JAZZ AL POPOLO

di Chiara Padellaro
Si è conclusa venerdì 8 luglio la prima edizione di Jazz al Popolo, rassegna ospitata e sostenuta per quattro venerdì consecutivi dal CSOA ex-Snia.

A chiudere l’esperimento ben riuscito il Roberto Mazzoli Novo Ensemble formato dal cantante compositore e polistrumentista, nel progetto alla voce e chitarra a sette corde, Andrea Frascaroli al pianoforte, Stefano Cesare al basso, Gianni Di Renzo alla batteria e Massimiliano Natale alle percussioni.

Il Roberto Mazzoli Novo Ensemble è il frutto di incontri casuali del destino: il musicista dopo aver intrapreso lo studio dell’organo, della chitarra (elettrica, acustica e classica) , della fisarmonica e del sassofono, rimane talmente colpito da un’esibizione di Caetano Veloso, all’Umbria Jazz del 2006, da voler approfondire la musica brasiliana e la chitarra classica a sette corde, tipica del choro e del samba.

Il risultato degli studi intrapresi è raccolto in un album solista di omaggio alla musica popolare brasiliana, Falta de Setembro (Philology Jazz, 2010, già recensito per il nostro portale: http://www.romainjazz.it/interviste/17 ) che vanta riconoscimenti positivi da parte della critica e del pubblico. A questo incontro che ha prodotto risulti così importanti per l’artista, segue quello casuale con il pianista Frascaroli il quale, dopo essere rimasto affascinato dalla musica di Mazzoli durante una performance in un locale romano, gli propone di suonare insieme.

Quella dell’8 luglio è stata la prima uscita ufficiale in quintetto del Novo Ensemble.

Dopo un’introduzione di Raffaele Bella – saggista, musicista ed etnomusicologo-, autore di diversi testi musicati dal chitarrisra, il pubblico numeroso dell’ ex-Snia viene catapultato in Brasile con Esta-çao- testo di Rogerio De Oliveira - un samba facente parte del disco citato.

La prima osservazione che viene da fare e sottolineare è come possa un italiano originario di Senigallia esprimere se stesso con una musica popolare di un paese così lontano. Eppure Mazzoli trova una chiave compositiva  con la quale riesce a manifestare una propria identità e l’assimilazione di quelle sonorità, ma anche della lingua e della cultura brasiliane, tale da diventare un filtro attraverso il quale esprimere il proprio estro. Ascoltando un suo brano si potrebbe tranquillamente dire che sia stato composto da un brasiliano purosangue e rimanere sorpresi una volta venuti a conoscenza della nazionalità dell’autore.

Nella formazione i musicisti sono esecutori, ma anche compositori e improvvisatori: ogni brano potrebbe avere una veste minimalista ed essere eseguito con la sola voce e violão de sete cordas,  oppure venir suonato con uno solo dei componenti del Novo Ensemble e in questo caso assumere un sapore differente a seconda del componente aggiunto o, ancora, venir suonato d’insieme e diventare un tripudio di suoni, spunti differenti, e di armonia nel vero senso della parola. Il pianismo di Frascaroli dà il tocco jazz più evidente all’esecuzione e la sua presenza aggiunge un messaggio e delle sfumature differenti al brano, a volte sotto forma di piccoli incisi a volte con soli più lunghi dove dar spazio alla propria creatività cangiante e camaleontica.

Forte empatia tra i due addetti alla ritmica: soprattutto nei brani samba il percussionista Massimiliano Natale e Gianni Di Renzo alla batteria sono instancabili e divertenti. Natale usa le percussioni più varie, nell’ultimo brano anche la cuica , e i due mettono in scena una vasta gamma di suoni  agganciati a delle fondamenta ritmiche solide e costanti.

Mentre Di Renzo e Natale sembrano quasi un duo indipendente, il basso di Cesare va a braccetto alternativamente con tutti, a seconda del momento del brano, offrendo generosamente delle chicche solistiche che mettono in risalto ancor di più i ritmi calzanti dei brani.

Le tracce tratte dal disco come E’preciso mudar, Ninguem Pode Me Responder assumono con questa nuova formazione una differente dimensione interpretativa dove per lo più si predilige un samba dalle venature jazz, chiaro segnale delle preferenze musicali del compositore: esce fuori Caetano Veoloso, Chico Buarque e João Bosco, quest’ultimo interpretato anche nel live. La parte cantata non è e non vuole essere “perfetta”, ma complessa e sincera: Mazzoli è sicuramente un  musicista onesto e vero che ama mettersi alla prova nei generi, negli stili, nell’imparare a suonare diversi strumenti, nel cantare, nel parlare una nuova lingua senza paure ma per curiosità, forte passione, continua voglia di scoprire e migliorarsi. Voce dal timbro caldo, quasi cantastorie che racconta le vicende dei propri brani accompagnato dal tocco delicato della sua chitarra. ha una spiccata capacità di sentirsi così libero nello sperimentare  che gli fa onore, oltre a divenire una caratteristica positiva e un motivo in più di elogio dell’artista.

Sulla scia di questa voglia di scoperta la formazione collaudata all’ex-Snia ha dato dimostrazione di  essere sulla strada giusta per fare un bel lavoro da racchiudere in nuovo album dalle premesse molto positive.

Così come alla prima serata di Jazz al popolo, è spettato sempre a Frascaroli il discorso di chiusura: ancora una volta il monito che manifestazioni come questa siano solo l’incipit di un cambiamento culturale che a questo punto può dirsi ufficialmente iniziato.

Chiara Padellaro

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