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Susanna Stivali presenta il suo nuovo album "Pianidiversi": concerto per 4 pianisti e una voce
di Chiara Padellaro
La Casa del Jazz ha ospitato lo scorso 8 agosto la presentazione in anteprima del nuovo progetto di Susanna Stivali: “PianiDiVersi”. La cantante, autrice e compositrice ha scelto la formula del piano e voce per questo suo secondo disco nel quale si mette a confronto con quattro pianisti, “piani diversi” appunto, nomi di spicco della scena nazionale e internazionale: Ramberto Ciammarughi, Salvatore Bonafede, Alessandro Gwis, Luca Mannutza. Il connubio di musicisti di tale spessore ha reso la performance, così come promette il disco, già di per sé unici. L’artista incontra quattro compagni di viaggio dalle forti personalità e punti di vista attraverso i quali dà vita ad una esplorazione creativa fatta di incontri, confronti e scambi. La voce dalle mille sfaccettature della Stivali inizia il primo “dialogo” della serata con Ramberto Ciammarughi intonando “Tango del sé”, il primo dei brani da lei composti presenti nell’album. I due sono come una coppia di ballerini dalla forte carica e passione che fa assumere ai brani forme cangianti: nei soli esprimono la propria visione come in un acceso dibattito, poi si ritrovano d’accordo a spalleggiarsi sul tema del brano dalle parole e note profonde. Nelle improvvisazioni, come su “Bye,bye, blackbird “, la parola d’ordine è sperimentazione senza confini e , come rivela la stessa Stivali, la sensazione per chi esegue, ma anche per chi ascolta, è quella di “stare sulle montagne russe”: non sai cosa succederà l’istante dopo, ma quello che succede ti sorprende e ti meraviglia. La sicilianità cosmopolita di Salvatore Bonafede si esprime invece, per cominciare, con un classico del folklore romano, “Nina si voi dormite”. La nuova coppia arricchisce il brano di tinte jazzistiche mantenendone però le radici “volgari” in cui la strofa dai toni minori richiama le tradizioni della campagna, mentre il ritornello si riempie di dolcezza e delicatezza proprie della serenata. Tanta attenzione alle parole, al loro significato impreziosito dalla musica e dall’intenzione: “PianiDiVersi” vuole dire anche questo, poesia e passione per la parola. La vocalist conferisce un significato aggiunto ai versi dei suoi brani, come in “Passaggi”, in cui gioco di parole è un tutt’uno con la musica. Sul brano “Viaggiante” fa la sua entrata in scena il pianista e musicista di elettronica Alessandro Gwis. E’ quest’ultimo un brano inedito dedicato alla fotografa e viaggiatrice Tina Modotti, personalità umana, artistica e politica che, rappresentando anch’essa un modo “diverso” di vedere e ritrarre il mondo, è stata fonte d’ispirazione per la cantautrice. La versione del brano “Viaggiante” presente nel disco ospita una grande voce, quella di Giorgia, che la Stivali ha invitato a dialogare attraverso un linguaggio improvvisato con il quale è raro sentirla esprimersi. Nella performance live la a coppia Stivali-Gwis si è veramente lasciata andare alla creatività percorrendo e descrivendo, anche grazie alle sonorità elettroniche, luoghi ed atmosfere vari e fantasiosi. Poesie musicali e poesie musicate quelle delle cantautrice, come i brani “D’incanto” e “Sospesa” o l’interpretazione sonora delle liriche di un altro personaggio da lei stimato, la poetessa Patrizia Cavalli. Si nota come la forte attenzione per le parole si contrappone, nelle parti improvvisate, alla ricerca di suoni di ogni tipo e inventiva: come un polistrumentista si passa dallo scat, al beat boxing, alle sovraincisioni distorte della loop station, a suoni creati sul momento, ma calzanti, che lasciano spazio all’immaginazione. Da ultimo, come tappa finale del viaggio, uno dei compagni con il quale la Stivali ha maturato già da tempo un percorso musicale, Luca Mannutza, presente, per citare una delle numerose collaborazioni, anche nel precedente album “A secret place”. Anche in questo caso c’è un lavoro creativo congiunto: in certi momenti il pianista asseconda le volontà della cantante in altri è compositore lui stesso e sceglie quali sfumature far prendere al brano. La cantante possedendo una consapevolezza a 360° delle molte forme espressive, le usa a suo disposizione con imbarazzo della scelta, accostando con gusto ciò che meglio si associa alle caratteristiche stilistiche del pianista. In grado di passare da un brano emotivo e delicato come “Sospesa” alla frizzante “Seven Steps”, il lavoro dimostra veramente cosa vuol dire “jazz”. Oltre alla tecnica impeccabile, scontata a questi livelli, c’è tutto: dall’estrema creatività, alla predisposizione e generosità per lo scambio, l’ascolto, capacità di sorprendersi, ma anche poesia, forte sentimento, tradizione, e spazio per artisti che musicisti non sono, ma che possono comunque ispirare la musica. Non presenti al concerto, ma da segnalare nel cd di prossima uscita anche la presenza di Fred Hersch, pianista coraggioso e di spicco, per la prima volta al fianco di una musicista italiana e di Pietro Lussu.
Chiara Padellaro
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