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News - AlfaMusic presenta “SEVEN”, Il nuovo album del Dino & Franco Piana septet
Dino Piana, Franco Piana
Enrico Pieranunzi, Roberto Gatto, Fabrizio Bosso, Max Ionata, Luca Mannutza, Giuseppe Bassi, Enrico Rava.
N. Cat: AFMCD154
Bar Code: 8032050012049
C&P 2012 AlfaMusic – All rights reserved.
Executive production: Alessandro Guardia & Fabrizio Salvatore for AlfaMusic
Artistic production: Roberto Gatto
Production Supervision: Fabrizio Salvatore
“Seven” Dino & Franco Piana septet
Dino e Franco Piana hanno chiesto, per questo loro disco, la collaborazione di alcuni colleghi fra i più qualificati, Enrico Rava, Fabrizio Bosso, Enrico Pieranunzi, oltre a Luca Mannutza, Max Ionata, Roberto Gatto e Giuseppe Bassi, con i quali hanno realizzato questo nuovo lavoro pubblicato da AlfaMusic, che da oltre vent’anni porta nei propri studi molti fra i migliori musicisti italiani realizzando dischi di grande interesse.
Questo è il primo dedicato a Dino e Franco Piana e Franco, ancora una volta, ha dimostrato le sue indubbie qualità di compositore e arrangiatore. Cresciuto alla scuola di suo padre Dino, ma anche a quella di Oscar Valdambrini e Gianni Basso con i quali ha lungamente collaborato, Franco, possiede quelle doti che aveva già evidenziato quando entrò a far parte di quel gruppo che fu il più longevo del jazz italiano. In queste registrazioni la sua scrittura per quattro strumenti a fiato e sezione ritmica ricorda quella per grande orchestra, anche se Bosso, Ionata, Dino e Franco suonano spesso in contrappunto.
Il disco si apre con “Open Dialogues”, una suite in quattro movimenti di grande intensità,
introdotta stupendamente da Pieranunzi; nella partitura, come Gil Evans quando scriveva per Miles Davis, Franco Piana inserisce momenti liberi in cui i solisti possono sempre mantenere in vita quel bene prezioso del Jazz che è l’improvvisazione dove Bosso usa la tromba e Franco il flicorno.
Solo in “Dark Eyes” (tema originale di Franco Piana, non quello, dallo stesso titolo, di derivazione popolare) ambedue suonano lo stesso strumento. Fabrizio lo si ascolta nel primo assolo immediatamente seguito da Franco. Tutti i solisti hanno l’ambizione di soggiogare e affascinare l’ascoltatore, sottoponendolo ad una tensione crescente. La sequenza dei tre assolo, in “Asimmetrico”, con Bosso impetuoso il cui timbro ricorda quello delle orgogliose trombe di Harlem in cui l’idea iniziale si sviluppa continuamente sino all’estremo dell’ispirazione, Franco lirico, toccante in cui l’emozione è controllata da una severa disciplina, Luca Mannutza che in questo disco dimostra capacità sorprendenti, danno vita a momenti di grande energia.
Su Dino Piana non posso far altro che ripetere ciò che ho scritto nelle pagine a lui dedicate nel volume “Il Jazz in Italia dallo Swing agli anni Sessanta”: “Immediatamente riconoscibile oltre che per lo stile, anche per l’intonazione, il vibrato, l’attacco e la sonorità che in lui si fa vigorosa”. Ed il suo stile così personale è ben in evidenza nelle parti improvvisate in “Open”, ma anche e soprattutto nel già citato “Asimmetrico” dove prepara la strada a Max Ionata ed agli altri, in “Step
by step” in un serrato dialogo con Enrico Rava (impeccabile come sempre per classe ed
originalità) e nel veloce “Eighty and one” con uno straordinario Giuseppe Bassi oltre ad un assolo finale assai ben costruito di quell’eccellente batterista che è Roberto Gatto, la cui carriera è costellata di momenti importanti e non solo per il Jazz Italiano.
Pieranunzi, al cui fraseggio, così straordinariamente personale, il mondo del Jazz non finisce mai di stupirsi, si ascolta a lungo nel lirico “Sunlight” un altro di quei temi, come “Your Smile”, in cui Franco Piana dispensa a piene mai la sua sensibilità di compositore.
Max Ionata è con Fabrizio Bosso, classe 1972 il primo, 1973 il secondo, il più giovane di questa All Stars riunita da Dino e Franco Piana. Con una importante carriera ed un’altrettanta significativa discografia, ha inciso anche con alcuni dei musicisti presenti in questo disco come Luca Mannutza, con cui ha studiato armonia e Fabrizio Bosso al quale è legato da una vicinanza stilistica assai considerevole. Anche se come Sonny Rollins ha l’arte di contrapporre le note passando dal registro grave all’acuto e di John Coltrane possiede il timbro spietato e penetrante, Max Ionata ha una spiccata personalità che lo pone molto in alto nel Jazz Italiano di oggi, così straordinariamente creativo.
Ciò che colpisce, infine, in questo disco è la straordinaria qualità del suono. Una ripresa perfetta in cui tutti gli strumenti sono registrati in modo impeccabile.
Adriano Mazzoletti
ENGLISH
“Seven” by Dino and Franco Piana
Dino and Franco Piana asked a number of their prestigious fellow musicians to collaborate with them on this record.
Enrico Rava, Fabrizio Bosso, Enrico Pieranunzi, Luca Mannutza, Max Ionata, Giuseppe Bassi and Roberto Gatto all agreed to participate on this album, released by AlfaMusic, a record label that for over twenty years has produced important recordings by some of the best Italian musicians.
This is AlfaMusic’s first disc dedicated to Dino and Franco Piana and here, as ever, Franco has demonstrated his
outstanding gifts as composer and arranger. He still shows all the talent and flair he had in the early days when he collaborated with his father Dino (trombone), Oscar Valdambrini (trumpet) and Gianni Basso (sax), becoming part of the longest lasting Italian jazz line-up.
On this latest record his scores for four brass instruments and rhythm section are reminiscent of those he has written for
Big Band, even though Bosso, Ionata, Dino and Franco often play with a style that is closer to counterpoint.
The record starts with “Open Dialogues”, a four movement suite of great intensity with a wonderful intro by Pieranunzi.
Like Gil Evans when he wrote for Miles Davis, Franco introduces free movements to the score, in which the soloists can maintain the precious quality of improvisation, with Bosso on the trumpet and Franco on the flugelhorn.
Only on “Dark Eyes” (based on an original theme by Franco Piana, not on the famous traditional song) do both Bosso and Franco Piana play the flugelhorn, with Fabrizio playing the first solo, followed by Franco.
All of the soloists succeed in fascinating and enchanting the listener, drawing him into a crescendo of musical tension.
The sequence of three solos in “Asimmetrico” creates a particularly dynamic energy. The impetuous opening tones of Bosso remind one of the bright and bold trumpets of Harlem, and this initial idea is developed through Franco’s touchingly inspired lyricism in which emotion is controlled by strict discipline, to culminate in the astounding technical capacities of Luca Mannutza on the piano.
At this point I feel bound to repeat what I have already written about him in the volume “Il Jazz in Italia dallo Swing agli anni Sessanta” (Jazz in Italy from Swing to the Sixties): “he can be immediately recognized for his style, impeccable intonation, vibrato, attack and vigorous sonority”. Here his personal style is very clear in the improvised episodes of “Open”, but also in “Asimmetrico”, where he prepares the way for Max Ionata and the others”, in “Step by Step”, which features a close musical dialogue with Enrico Rava (whose class and originality is as impeccable as ever), and last but not least in the up-tempo track “Eighty and One”, with an extraordinary Giuseppe Bassi and an exceptionally well constructed closing drum solo by Roberto Gatto, whose career has been packed of important contributions to many genres of music.
Pieranunzi’s extraordinarily personal phrasing never ceases to amaze, and it can be enjoyed to the full in the lyrical peace “Sunlight”. Here he embellishes a theme in which Franco Piana liberates his exquisite sensibilities as a composer, and a similar mood is created in a following track “Your Smile”.
Born in 1972 Max Ionata is the youngest of these outstanding musicians brought together by Dino and Franco Piana (closely followed by Fabrizio Bosso, born in 1973). This has, however, not prevented him in any way from having a long and important career and a significant discography. He has already recorded with many of the other musicians on this record, such us Luca Mannutza, with whom he studied harmony, and Fabrizio Bosso, to whom he is linked by a close stylistic bond. Ionata, like Sonny Rollins, has the ability to create dynamic contrasts between notes from the lowest and highest registers, and he has the same well defined and cutting timbre as John Coltrane, but he maintains his own distinctive personality which singles him out, even in the exceptionally creative panorama of Italian Jazz today.
In addition, what really strikes the listener in this album is the extraordinary quality of the sound, which has been recorded impeccably so that each instrument stands out in its own pristine perfection.
Adriano Mazzoletti
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