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Fabiano "Red" Pellini "Roma-Tokyo" Nuccia Produzioni 2008 - Egea Distribution
Fabiano “Red” Pellini - Sax-Baritono; Giorgio Cuscito - Pianoforte (1-2-4-5-6-9-10-11); Adriano Urso - Pianoforte (3-7-8-12); Guido Giacomini - Contrabbasso; Alfredo Romeo - Batteria; Sebastiano Forti - Voce (“Blow Again Francesco”); Aiday Manas - Voce (“Moonlight Serenade”);
1- Blow Again Francesco (Pellini/Vadalà); 2- Roma Medley: Roma nun fa la stupida (Trovajoli/Garinei – Giovannini) - Arrivederci Roma (Rascel/Garinei – Giovannini); 3- Lush Life (Strayhorn); 4- I'm Gonna Meet My Sweetie Now (Davis/Greer); 5- A Kiss To Built A Dream On (Ruby/Kalmar/Hammerstein); 6- Porter Medley: I'ts All Right (Porter) - You Do Something To Me (Porter); 7- Moonlight Serenade (Miller); 8- Indiana (McDonald/Hanley); 9- Blue and Sentimental (Basie/Livingstone/David); 10- I'm Getting Sentimental Over You (Basie/Livingstone/David); 11- The World Is Waiting For The Sunrise (Bassman/Washington); Bonus Track: 12- Blow Again Francesco (Instrumental);
Viaggiare nel tempo, il filo conduttore dell'ultimo lavoro di Fabiano "Red" Pellini: l'intenzione si delinea efficacemente fin dal titolo dell'album, "Roma –Tokyo", sintesi del suo recente trasferimento in Giappone.
Conosciuto in Italia e all'estero soprattutto per le riletture del jazz anni Venti, con un occhio di riguardo verso la leggendaria cornetta di Bix Beiderbecke, anche in questo caso non intende smentirsi. Sveste l'abito orchestrale, con il quale ha prodotto diversi progetti nel ruolo di direttore o arrangiatore in band tra le quali forse le più conosciute sono la" Cotton Club Orchestra" e la "Red Pellini Gang", e si concentra sulle potenzialità timbriche del sax baritono, a fianco di un quartetto che sembra condividere pienamente il suo spirito "classico". Queste coordinate culturali rendono conto di una sensibilità musicale sottile e relativamente "semplice", dinamica e convinta in relazione agli orizzonti prescelti.
Le esecuzioni fluide, caratterizzate da un groove interessante e brioso e da una personale e talora ironica attenzione all'espressività, fanno da cornice agli assoli, nell'intento di coinvolgere l'ascoltatore nelle emozioni che sono appartenute al contesto storico tra le due guerre, come appare dall'ottimo repertorio scelto dal sassofonista.
Le chiavi di lettura dell'album sono in ogni caso duplici: da una parte lo swing, come nel convincente, garbato, vibrante e sorridente omaggio al Rascel di "Arrivederci Roma" e "Roma nun fa la stupida stasera", dall'altra, addirittura, il soul, le cui nuances appaiono in dissolvenza emozionale nel divertito brano di apertura "Blow Again Francesco".
Pellini offre prova delle sue buone doti di improvvisatore quando, ricordando Cole Porter in una coinvolgente medley distinta da versatili tessiture cromatiche, dà vita a scale apparentemente più libere, racchiuse in un disegno ben definito. In tal senso stilisticamente coerenti appaiono il virtuosismo e la versatilità del pianista Giorgio Cuscito, estroso ed espressivo in " Indiana", molto più delicato ed emotivo in "Moonlight Serenade" (luminosa la pastosità vocale di Aiday Manas) e "Lush Life", sempre composto nella ricerca delle risorse descrittive e nella linearità di un'esecuzione decisamente evoluta.
"Roma-Tokyo", come detto, è un album quasi autobiografico: rende chi lo ascolta in grado di ritrovarsi in un mondo serenamente evocato senza toni elegiaci, che "Red" Pellini ha fatto suo nel tentativo di ricrearlo. In definitiva, per struttura e momenti melodici, per l'attenzione rivolta ai modelli, l'album risulterà senz'altro gradito ai cultori del genere, anche se talvolta i tentativi di andare oltre la scelta stilistica non sembrano arrivare ad un progetto pienamente concreto e alternativo, quanto piuttosto rientrare in canoni ben noti, riconoscibili sì, ma in ogni caso improntati a sicura gradevolezza esecutiva.
Andrea Valiante
già pubblicato su Jazzitalia http://www.jazzitalia.net/VisRecensione.asp?ID=1615
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