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Recensioni
Iguazù Acoustic Trio with Alex Acuna
“Rubio” (Raitrade/Videoradio 2011)
di Francesco Tromba
Fabio Gianni - piano Marco Mistrangelo - bass Alex Battini De Barreiro - percussion & drums Alex Acuña (special guest) - percussion
1. Rubio (F. Gianni); 2. Fragile (Sting); 3. El Quarto de Tula (tradicional); 4. Notturno (M. Mistrangeo); 5. Spain (C. Corea); 6. Libertango(A. Piazzolla); 7. Brasilified (C. Korman); 8. Herbiewgaloo (F. Gianni); 9. El Pescadito y el Mar (A. Battini);10. Caridad Amaro (C. Valdez);11. Guajira for Chucho (F. Gianni - M. Mistrangelo - A Battini);12. Landing in Corea (F. Gianni)
La copertina, che rappresenta una serie di linee e forme di colori intensi e caldi, suggerisce in maniera immediata ciò che sta nel disco. Rubio è un progetto di musica sudamericana che sceglie di mescolarsi anche ad altri linguaggi, siano essi pop, jazz, funk, etno-soul.
L’Iguazù Acoustic trio nasce nel 2007 ed è formato da Fabio Gianni al pianoforte, Marco Mistrangelo al basso e Alex Battini de Barreiro alla batteria. Guest Star, in 8 dei 12 brani, il percussionista Alex Acuña ex Weather Report e mito tra i batteristi latini. I tre musicisti hanno una esperienza passata comune: hanno suonato salsa per diversi anni. Ciò ha dato al trio un’ancor maggiore unità e grande affiatamento.
Potremo dividere la tracklist del disco in due sezioni, quella dei brani originali e quella delle cover.
Della prima sezione fa parte “Rubio”, che dà il titolo all’album, ed è sicuramente il brano più rappresentativo. L’energia, il ritmo e la tecnica del trio è facilmente intuibile. Le melodia sembra semplice ma i cambi di ritmo invece sono leggermente più complicati e particolari.
“El Pescadito y el Mar” è una traccia di sole percussioni (tra le quali anche l’hang) e voce che evidenzia il talento di Alex Battini. Il sound è tribale, quasi a volersi ricollegare alle tribù indigene dell’America Latina, prima della scoperta dell’America, prima che l’uomo bianco contaminasse quel paradiso naturale.
Per quanto riguarda la seconda sezione, quella delle cover, è interessante la lettura in chiave di basso di “Libertango” di Astor Piazzolla. La sonorità funk del basso rende le note nostalgiche del brano in maniera differente dall’originale, offrendo una re-interpretazione fuori dai soliti schemi.
“Fragile” di Sting permette al pianista di esprimere il suo tratto romantico, carattere dominante dell’arrangiamento. Nella parte centrale vi è un’improvvisazione sul tema da parte del piano che usa il linguaggio del jazz e aggiunge corpo, e tecnica tramite suoni ridondanti e contrasti tra alti e bassi.
Per il resto l’album scorre veloce e piacevole, con la Bossa Nova di “Brasilified”, la tradizionale “el Quarto de Tula” e due brani originali, “Herbiewgaloo”, omaggio ad Herbie Hancock con un boogaloo, danza dal ritmo cubano, e “Landing in Corea”, dedicato a Chick Corea, che riprende la vena latina del pianista americano.
Un bel disco di musica Sudamericana, gradevole da ascoltare, strutturato con una buona tecnica da parte del trio, con diversi spunti interessanti, con tanta energia e delle percussioni mai esagerate o ripetitive.
Francesco Tromba
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