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Recensioni
Nakaíra - F.Barbanera, M.Carnemolla, N.Galanis, M.Gulisano, A.Liotta. C.Siciliano
“Di terra e di mare” (Alfamusic, 2009)
di Stefano Cazzato
Mediterraneo da scoprire e da riscoprire. Di terra e di mare è un inno alla cultura di questo mare e al suo sincretismo dialogico, un inno suonato e cantato con i codici della musica popolare. Ci troviamo di fronte a una fusione degli orizzonti culturali, a un percorso tra gli strumenti delle diverse tradizioni, a una vera e propria geografia del suono e della voce, che va dalla Sicilia alla Grecia, dalla Spagna alla Turchia, dalla penisola araba alla Bulgaria.
Quindi un lavoro di ricerca, di memoria e di rilancio delle radici che sarà sicuramente apprezzato dagli amanti dell’etno-folk, delle culture altre, dell’approccio glocal, del nomadismo, di quel tipo di musica che nasce, oltre che per essere ascoltata, anche per essere danzata e vissuta con una certa partecipazione fisica e una buona dose di pathos. Qualcosa di molto simile, per intenderci, allo spirito della pizzica salentina con la quale condivide sicuramente l’antiintellettualismo, i contenuti sociali e le sonorità rituali legate al quotidiano e alla vita popolare: quella dei contadini in Puglia e quella dei pescatori in Sicilia.
Del resto il gruppo dei Nakaíra nasce in Sicilia nel 1999 proprio con l’obiettivo di mettersi sulle tracce della tradizione insulare e di trasportarla oltre l’isola e oltre il continente con arrangiamenti di varia provenienza.
Di terra e di mare è il terzo album dei Nakaíra, pubblicato dopo la lunga tournè che, tra il 2006 e il 2007, li ha portati in molti paesi, europei e non, a conferma del carattere itinerante e multiculturale di questo gruppo che suona una coinvolgente musica del corpo e delle emozioni.
di Stefano Cazzato
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